mercoledì, febbraio 01, 2012

ancora!

incredibile.
continuo a stupirmi dell'ineffabile velocità dello scorrere dei giorni ogni singola volta che apro questo blog, che aprii in un periodo della mia vita e in uno stato della mia mente talmente distante da quello attuale che devo pensarci un paio di minuti prima di riuscire a ricostruire i passaggi che li collegano.
è il 1 febbraio del 2012.
con oggi, è esattamente un anno che lavoro dove lavoro. un anno intero che abito in questa città, per tanti versi ancora sconosciuta, anche se giorno dopo giorno più familiare.
un anno? già.
due anni con lei? eh sì.
stanno cuocendo le mie amate verdure. sento lo sfrigolio, il mio stomaco si agita dalla contentezza. ronza la tv. la7. praticamente l'unico canale che guardo. la lampada illumina questo tavolino traballante, anacronistico, francamente bruttino. ma tanto simpatico.
indosso la mia classica felpa casalinga, penso a trovare le energie mentali per affrontare l'argomento paper che devo scrivere entro il 15 febbraio.
non avrei mai pensato di essere capace di godermi la solitudine. non che la ami poi troppo. sono troppo socievole e abbastanza superficiale e cerebrale al tempo stesso da non amare il troppo tempo da sola. ciò non significa, tuttavia, che non riesca a godermela.
mi faccio avvolgere dalla solitudine di molte serate come da un plaid quando si schiaccia un pisolino sul divano la domenica dopo pranzo...
scrivo, leggo, mi guardo intorno, sto. ricordo, ricordo molte cose, analizzo. a volte non penso. affatto. non penso a niente. faccio e basta.
quanto poco mi sapevo immaginare me stessa nel futuro. anni fa non avrei immaginato.
probabilmente, anzi di sicuro, ne sono abbastanza incapace anche adesso.
stupita dalla superficialità che mi circonda, dalla vuotezza. questo non è cambiato, purtroppo.
solida nei miei principi, nelle mie emozioni, negli affetti. più solida. per questo più capace di essere sola.
sarà il lavoro, per buona parte, sarà che non frequento altri luoghi associativi come palestre o club, sarà che vivo da sola (che bello...) sarà che l'età adulta predispone tutti meno alla socievolezza senza niente in cambio, mi trovo in questa città senza amici nè punti di riferimento.
ammetto che non mi era mai capitato. finchè si studia si è più liberi, realmente, in questo senso.
ho provato, davvero. tuttavia, non ho ottenuto i risultati sperati. questo miracolo di conoscere sempre in ogni luogo almeno 3 o 4 persone speciali, questa volta non è capitato.
questo no, non mi era mai successo.
non so ancora come prenderla.

sì, con il tempo, si è modificata anche la rapidità con cui traggo conclusioni. spero per il meglio.
quindi no. è ancora troppo presto perchè ne soffra.
sono nella fase in cui me ne chiedo il perchè.

ahahaha, anni fa non avrei mai parlato così tanto di me stessa, così direttamente.
avrei usato metafore, allusioni, varie figure retoriche, discorsi indiretti.
sento la necessità di mediarmi molto meno. positivo, no?