Oggi è il 21 febbraio. Stamattina alle 8 metro universitet era affollata. Intorno, dentro. I termometri dichiaravano un bel – 11 e un buon 72% di umidità. Io ero ancora intirizzita, mi sono svegliata troppo tardi. C’era una luce bellissima, quella luce solare a Mosca che sembra battere una pacca sulla spalla ai xrushevski pjatietazhniki e, più in generale, ai palazzi sfatti di questa city. Sembra consolarli… sembra dire… dai dai, che stamattina vi aiuto un po’ a mettervi in ghingheri, chissà che qualcuno possa pensare che in fondo in fondo non siete male… i classici bruttini interessanti, dai… ahahahah. La strada scivolosa e ghiacciatella di neve rifletteva il giallo palliduccio del sole in terra di Moscovia con indifferenza e un certo qual obychnyj distacco russo, ehehehe. Ho fatto un “colloquio” di lavoro, stamattina. Dopo ciò, sono andata in università. Sulla strada per la facoltà, sempre intorno alla “base”, cioè intorno a metro Universitet, ho comprato un blin al cioccolato al Raspekaj. La tizia era di buon umore, mi ha sorriso, sbattuto nel blin un botto di Nutella di sottomarca, rifornito di un’insolita quantità di tovagliolini ed auguratomi buon appetito e tante buone cose. Camminavo per prospekt Vernadskogo, diretta verso la facoltà, al parte del prospekt dove c’è il Grande Circo di Mosca. Camminavo di lato al cancello est dell’immenso “territorio MGU”. Camminavo dritta su questo vialetto di lato alla strada cosparso di alberelli senza foglie coi ghiacciolini di neve attaccati ai rametti deboli moscoviti e guardavo questo cielo azzurro assurdo rivestire l’edificio dodecagonale del circo, sbrodolandomi di cioccolata sciolta del blin e pensando che…
Oggi in università, fra una lezione all’altra, trangugiavo un tramezzino al salmone davanti all’ascensore. Compare al mio fianco una alta magra nervosa russa in tailleur sui 24 anni e mi apostrofa con forza e nevrastenia. Parlava talmente veloce che tremava e non riusciva a tenere ferme le mani, tipo Parkinson. Non ho capito un cazzo, a parte il fatto che il relatore della sua tesi la ha abbandonata e che lei è uscita dalla sua stanza in lacrime. Ho provato a interromperla per dirle che non ci conoscevamo, ma non lo ha permesso. E poi vedrai, lo sapeva che non ci conoscevamo. Secondo me era sotto effetto di qualcosa. Fatto sta che questa parla velocissimo a due centimetri dalla mia faccia, cosicché devo interrompere il trangugiamento e per lo spavento causatomi da tale approccio indelicato ho mandato giù una spina del salatissimo salmone di quel tramezzino chimico. Nonostante io tossissi per la spina, questa continuava a parlare, nel frattempo eravamo entrate in ascensore dove c’erano altre 4 persone che si sono fatte 4 belle risate, una a testa proprio, a vedere me schiacciata contro il fondo che mi piegavo istintivamente verso il basso per allontanarmi dal naso aguzzo di questa donna in piena crisi di nervi che non smetteva 2 e dico D U E secondi di parlare e quasi quasi piangeva. Io non riuscivo a dire una parola e volevo solo arrivare al mio ottavo piano ma ovviamente tutti gli altri si fermavano ai piani inferiori quindi ci sono voluti 5 minuti per arrivare su e io ormai non sapevo più cosa fare. Non osavo risponderle né calmarla per evitare crisi di panico da parte sua e mi limitavo a mormorare “eh sì, esistono ste persone”, “eh ma non ti preoccupare che ne trovi un altro”, “eh studia vedrai che tutto andrà bene”. All’ottavo piano sono scappata salutandola con un ridicolo “buona fortuna” al quale lei ha reagito con una risatina che mi ha messo i brividi neanche fosse Freddy Krueger. Ma che pazzi furiosi. A me qua succedono cose che io ho visto solo nei film, giuro. E mi succedono così, tutti i giorni, quando meno me lo aspetto. Ma dimmi tu.
Ora sono le 17:16 e sono stanchissima. Ma devo preparare lezioni lezioni lezioni. Ma quanto insegno?? Neanche tanto, è solo che ho troppa gente diversa alla quale insegno per poche ore a settimana. Mmm. Vedremo di far riquadrare la situazione. Pare che debba partire sto corso a dei mezzi-manageretti russi che partono da Z E R O con l’italiano. Beccati sti 40enni porci ubriaconi Fra… ehehehehe… vediamo come andrà, se andrà. Qui stringo nuove snakomstva. Oggi è il 21 febbraio sta a significare che vivo qui in questo studentato abnorme da soli 20 giorni. Mi sembra di più. Due stanze più in là della mia sono stati avvistati due topastri. “carini”, secondo la svizzera che li ha avvistati e non ha smosso neanche uno dei suoi svizzeri ordinati capelli lisci per il terrore. Con svizzera serenità ha continuato a leggere il suo libro di fisica. Che gente. Con svizzera compostezza mi ha raccontato l’accaduto e con svizzero raccapriccio e disprezzo si è gustata la mia scomposta reazione italiana. E menomale che vivo nel settore ristrutturato da poco, porco di quel porco di topastri. Questo è il “Topastri” di Kiev che mi lancia le gasteme per tutte le parolacce che ho rivolto al suo indirizzo quando lo ho visto sgambettare spokoino spokoino nell’appartamento dove abbiamo dormito. In effetti sono stata un po’ scurrile, nei suoi confronti. Alla fine ero a casa sua.
A parte ciò.. 4to eshe xotela dobavit’…ah, sì, che ho preso le redini del mio senso del tempo e dello spazio e ho realizzato che tutto il territorio del corpus centrale dell’Università di Mosca (che dista 15-20 minuti a piedi dalla metro solo perché ce ne vogliono DICIOTTO per uscirne, dopo l’uscita la metro è a 50 metri) è grande più o meno come lo spazio entro cui mi muovo a Forlì.
Sono un po’ preoccupata dal mio ritorno.