venerdì, novembre 30, 2007

un perchè risposta

il brutto delle persone.. di alcune persone, ovviamente, non tutte... è che quando vanno all'estero... fanno e disfano, promettono e rimangiano, amano per poi odiare, tradiscono per ritradire, parlano per rimangiarsi... perchè a volte le persone all'estero sembrano "diverse" da come sono sempre state? non è che siano diverse... è solo che pensano che tutto quello che fanno, mentre sono fuori dal loro ambiente naturale, sia senza conseguenze. sia irrilevante, scoppi come una bolla di sapone. poi ritornano nel loro liquido originario e continuano quello che hanno lasciato come se nulla fosse, e in genere lo fanno anche quelli intorno a loro. per questo all'estero mostrano sfaccettature, spigoli di se stessi che non mostrano mai. perchè dove sono sempre e sanno di ritornare sembra loro che quello che fanno abbia delle conseguenze e che queste conseguenze saranno importanti, avranno un effetto. concreto. invece durante una permanenza, per così dire, straordinaria, non sentono di dovere niente a nessuno. lo stesso discorso vale per più di una persona, ad esempio due persone, o tre, o quattro, partite tutt'e due, o tre, o quattro da un liquido comune, faranno e disfaranno il proprio rapporto mentre sono via, lanciandosi tutto il tempo inesplicabili altrimenti finzioni, e quando ritorneranno, saranno e si relazioneranno esattamente nello stesso modo di quando erano partite.

giovedì, novembre 29, 2007

...

sono così felice.
luke got me a present... oggi, dopo una giornata veramente VERAMENTE da crisi isterica entra Giulia in camera, tornata dall'università, e mi fa: "Hai amici in Giappone per caso, Fra?".
ed è un regalo così bello, così fine, così spiritoso che...
a volte incontri gente che davvero... pensi che...
I am just so happy... just that... happy... smiling and... rasserenata-

mi incazzo

io non auguro a nessuno che gli si scolli anche solo leggermente il passaporto in un paese come questo. non auguro a nessuno di sperare che duri fino a gennaio e di scoprire in un giorno di neve novembrina che ora è scollato del tutto e di passare un giorno intero a sbattere fra i vari uffici dell'MGU e parlare con la polizia e scrivere dichiarazioni in cui dichiari che non ritieni nessuno responsabile della completa rottura del tuo passaporto e della sua conseguente non validità. non auguro a nessuno di sentire un poliziottino nel suo ufficetto di un universitONA dirti che se volesse potrebbe anche farti 1000 o 2000 euro di multa perchè sei completamente illegale sul territorio russo in questo momento. auguro a tutti, se mai vi dovesse capitare una cosa del genere, di avere affianco una persona russa che vi aiuti e vi sostenga e non si innervosisca ma tenti con calma e russa rassegnazione a risolvere il vostro problema. non auguro a nessuno, però, di sentirsi altrettanto impotente imbecille e SFIGATA quanto mi sono sentita io oggi. non auguro a nessuno di dover quindi cedere a questo ricattino ridicolo per ottenere un visto fino a gennaio, chissà quando, su un passaporto rotto che poi dovrai portare all'ambasciata italiana e sperare che te ne facciano uno nuovo il più in fretta possibile. non auguro a nessuno di sentirsi dire che all'ambasciata italiana ricevono su appuntamento, e basta. non auguro a nessuno di guardare le cose in prospettiva e capire che forse non si farà in tempo a salire su quell'aereo il 16 gennaio per tornare in italia, e considerare anche che comunque ENTRO il 31 gennaio si dovrà NUOVAMENTE essere a mosca per fare in tempo ad avviare la procedura di prolungamento fino a giugno del visto valido fino al 31 gennaio, che costa tanta fatica ottenere. e quanto costerà rifare un passaporto? e quanto ci vorrà? le feste si avvicinano... e se non è pronto per il 16 gennaio? e se fosse pronto a fine mese, però poi lo dovessi già riconsegnare per farlo prolungare una seconda volta fino a giugno e quindi, di nuovo, non potessi uscire da questo paese nè muovermi da questa città per altri mesi?io non auguro a nessuno niente del genere, perchè è veramente una cosa nerve-wracking.

mercoledì, novembre 28, 2007

mal di testa

questa è forse la vista più bella che ho visto. l'ho fotografata tipo 25 volte, quando ero là, cercando ingenuamente di riprodurne il... "peso". ma a parte che anche se avessi una macchina fotografica della madonna non penso ci sarei riuscita... io NON ho una macchina fotografica della madonna, ma una digitale normalissima. però dai... meritava... di essere visto, sto posto.
la data impressa sulla foto è sbagliata... sorry. ho capito tardi come si faceva a toglierla.
e comunque... che altro?
ah
ho tropp mal di testa, stamattina... tropp. ieri ho bevuto un tè e mezzo litro d'acqua in tutto il giorno. per quanto riguarda le bevande non-alcoliche. poi ci ho messo su un buono strato di alcolici. e stamattina mi casca il cervello da quanto mi trapana la fronte questo maledettissimo mal di testa... uff...


niente, volevo solo mettere in guardia dagli effetti spiacevoli della disidratazione. e ricordare che 4 vodke più una svaria di birra non aiutano di certo.

lunedì, novembre 26, 2007

ovvietà

divento di pessimo umore con estrema facilità da un paio di giorni.
mi sento sempre un pò stanca, come se mi pesassero le gambe gli organi e pure gli occhi... anche...
la faccia mi si sta riempiendo di bolle, piccole fastidiose irriverenti irritanti imbecilli
un nonnulla diventa una piccola tragedia personale e un motivo per rimuginare sul passato sul presente sul futuro e sulle conseguenze di ognuno di essi
analizzo i comportamenti delle persone che mi circondano e li trovo inadeguati, difettosi, inconcludenti e deludenti, anche quelli di persone che di solito apprezzo
con fastidio accolgo lo spintone incerto e inavvertito sulla metro o sull'autobus, il fango al margine del marciapiede che mi inzacchera le scarpe, la russa che mi mostra la sua maglietta russa, la cinese che torna tutta bagnata e lo comunica con un guaito cinese
stress da megalopoli?
inquinamento radioattivo?
frustrazione da straniera in un posto di gente tendenzialmente scortese?
terrore della violenza?
follia recondita e genetica?
smog acustico civile sociale politico materiale inorganico tendenzioso maldestro pervasivo?

no.

le mestruazioni.

sabato, novembre 24, 2007

gun1

eh, ho riletto il post di ieri sera.. era un pò sfattanza anche se non ubriaca.. ma avevo avuto una giornata lunga, ecco perchè.. umpf, che minchia di terrore ieri... proprio... un secondo e ciao, è un secondo e ciao, francè, e ti viene in mente che davvero sul serio easily potrebbe anche sparare se fosse un tantino più ubriaco e un tantino più incosciente. ne ho viste di armi... in israele ero terrorizzata... pure... però me l'aspettavo ed è talmente militarizzato, come posto, che.. diventano parte del paesaggio, le armi, come un albero o un muro, e ti rendi conto che o ti rilassi o il giorno dopo torni a casa. e ti rilassi. qua a mosca... beh... armi non ne avevo ancora vista. ho visto delle gran braccia e delle gran spalle, come strumenti di violenza.. una volta un tizio che giocava con un coltello... niente di più. sguardi un pò animaleschi, urla un pò terrificanti...
davvero l'invenzione delle armi ha segnato la fine del coraggio e l'inizio della viltà più incivile alla portata di tutti.

gun

beh... per farla breve dato che sono quasi le 6 e ho soonnoe sono sfatta abbsstanza..oggi un tizio dentro la kruzhka vicino a metro chistye prudy (per chi è stato a mosca e ha una vaga idea di dove sia) si è avvicianto al nostro tavolo dove parlavamo english per far capire a tutti e ci fa ma di dove siete rispondo italia lui fa perchè in itslia parlano anche inglese faccio certo, ovvio, mi chiede com'è venezia lui e il suo amico mi chiedono com'è venezia dico kruto, bella proprio, e uno di sti due megaubriachi megabrutti fa a uno che era là al tavolo ma tu pure sei italiano e lui risponde no sono americano e il tizio ridacchia guarda il suo amico ridacchiano e poi il primo tizio (perchè i personaggi qua sono due, uno si chiama "il tizio" e l'altro "l'amico") insomma il tizio tira fuori sta.... sta... sta cazzo di .... era una pistola gente, una cazzo di pistola, e fa come per caricarla, e non era finta, per niente, perchè di pistole se ne vedono e nn era finta e neanche a pallini, era una cazzo di pistola vera, dentro il cazzo di pub mezzo vuoto prossimo alla chiusura lui tira fuori sta cosa e il suo amico gli da un colpo sul braccio per farlo smettere e lui se la rimette nei pantaloni e l'abbiamo visto solo io e giulia, la mia coinquiz, che guardavamo nella sua direzione perchè ovviamente gli altri erano di spalle o cercavano comunque di ignorarli. e qeusta cosa mi ha preso TROPPO male, ma troppo. perchè cmq ha tenuto la pistola fuori qualche secondo ed era una cazzo di pistola e di nuovo mi sono sentita vulnerabile al massimo e.. poi sono andata nel club dove vado sempre sperando di trovare i miei amichetti russi megagiganti che mi fanno sentire megaprotetta e non c'erano,...mi sa che hanno litigato o qualcosa del genere cmq stasera nn c'erano e io di malumore o comunque di mezzoumore tutta la serata. voi non avete idea di quanto io mi sia letteralmente cagata in mano like fucking faintin i did.... i was almost.. like...bylo tak strashno.terrrbile. orribile. una pistola, così vicina, un ubriaco fastdioso, a menggiarla, dentro un pub grosso, pieno di gente e camerieri e guardie... la pistola.

martedì, novembre 20, 2007


senza uscire mai

è il primo giorno in assoluto, da quando sono qua, che non metto piede fuori casa.

sembra una cazzata, sembra una giornata inutile. no. qui tutto è esperienza.

fa strano passare un giorno intero, intero, chiusi in una stanza di tre metri per cinque sapendo che essa si trova in mezzo a milioni di altre uguali, trovarsi soli in uno spazio per un giorno intero mentre 15 milioni di persone quasi fanno a botte per entrare nella metro per non far tardi al lavoro. a volte, oggi, mi sono fermata (fra le mie varie faccende domestiche e i compiti arretrati che ho dovuto fare) e ho sentito tutti i loro respiri correre su e giù per i piani e nei corridoi di questo palazzo di 16 piani.

domenica, novembre 18, 2007






Trouble won't find meSorrow won't callSadness will turn away... ah vecchia tracy, quante ne sai... serata interessante, ieri notte... molto. eee... mmm...

non so... ранена... когда заживет рана.. я не знаю... еще не знаю...

working on it, eheheheh.. :)

sabato, novembre 17, 2007

fantastico!!



mai credevo avrei visto sta cosa nella vita!! ma sono bellissimi!! gesù gesù...




giovedì, novembre 15, 2007

commozioni

quanta neve... si accumula e si accumula e impera. dappertutto c'è gente che spala i marciapiedi, dappertutto camion che rilasciano una sostanza per impedire la formazione del ghiaccio sulle carreggiate, dappertutto neve e neve e ancora neve.
oggi è stata una mattinata.. ma che dico una mattinata, ci sono state 2 ore, dalle 9 e qualcosa alle 11, in cui mi è successo abbastanza da scrivere dieci pagine di racconto. quando sono uscita dallo studentato, che è già un luogo che proprio non definirei rumoroso, sono piombata nel silenzio più assoluto. il vento tirava piuttosto forte ed era pieno pieno pieno di fiocchi di neve. una doccia. non passava neanche una macchina o niente del genere, e tuuutto quello che io potevo vedere senza alzarmi in punta di piedi era ricoperto di neve. come fosse una glassa spessa, di quelle dolcissime. tutto bianco. ho alzato brevemente gli occhi al cielo, ed era bianco. e mi sono come vista, io, dall'alto, un punto in giacca verde militare e borsa dello stesso colore e cappello rosso e scarponi neri. che mi inerpicavo. e zitti zitti, un silenzio mai sentito. shhh... e camminavo, e non facevo rumore, la strada vuota, il vento muto, nè passi nè voci nè strilli nè clacson, nulla. mi sono immaginata di essere come un esploratore in siberia. che cammina cammina e non sente niente. e inizia a parlarsi perchè si annoia, ma a parlarsi dentro. non ci potevo credere.
poi sono apparse delle auto. delle persone. da vari lati. incredibilmente, ancora silenzio. ho scoperto le orecchie, ero come in una bolla. la cassetta della posta blu posta sul muro grigio, quel muro un pò in mezzo al nulla, un pò inutile, quella piccola cassetta solitaria che mi piace tanto oggi aveva un bellissimo colbacchino bianco che andava accrescendosi di minuto in minuto. arrivata al piccolo pendio che separa l'isolato case d'abitazione dall'altro studentato di questa strada... beh, ho sperato che succedesse. c'era un sottile strato di ghiaccio e ho un pò scivolato. ma poco, potevo benissimo farcela. ma ho voluto fare... puff', e cadere in mezzo alla neve. è stato carino. :) e poi mi sono alzata, e ho continuato il cammino.
dopo varie peripezie che non sto qui a elencare, il mio trolleybus si avvicina alla mia fermata, quella della facoltà. scendo, insieme a tutti, come sempre 1000 persone da ogni parte, come sempre (da quando nevica) il piede sprofondato fino alla caviglia nella melma accumulata ai lati della strada, come sempre giro intorno all'autobus per attraversare la strada.
mi accordo di questa minuscola vecchia con bastone che attraversa ad una velocità che le servirebbero almeno 10 minuti, per arrivare dall'altra parte. tutti la ignorano. la ignoro anch'io. passo avanti, poi mi giro. aveva la faccia grinzosissima, gli occhi semichiusi, la bocca semiaperta, completamente coperta di neve. il verde lampeggia. lei è a metà strada, io sul marciapiede. fa un passettino alla volta tenendosi al bastone. mi si spezza il cuore, torno al centro della strada, con le braccia faccio cenno di fermarsi, la prendo sottobraccio e sussurrandole "forza, forza" la trascino fino al marciapiede. lei non proferisce verbo. al marciapiede, faccio per proseguire, ma la vecchina fa "Scusi, posso chiederle di porgermi la mano per salire il gradino?" Gliela porgo. tace. le faccio fare due tre passetti sotto la mia vigilanza per controllare che non scivoli. faccio per girarmi e andare via, e lei, senza guardarmi, apre di nuovo la bocca, magra magra com'è e aggrinzita com'è scopre il suo unico dentino per dirmi "Grazie, per la sua attenzione".
mi ha quasi ucciso. il tono, le sue dimensioni, la sua vulnerabilità, la sua fermezza. ma come ha anche solo pensato di uscire di casa con quel tempaccio se neanche cammina?
rispondo "di niente" (senza sorridere, come fanno qua, però con tono... dolce, credo) mi giro e me ne vado.

martedì, novembre 13, 2007


questo era al nostro arrivo...
metà di settembre...


questo è adesso...
metà di novembre...

lunedì, novembre 12, 2007

:)

nevica ed è sempre - qualcosa da giorni. ehehehehe. mai avrei pensato di poter sorridere della neve. oh, chiarov mi diceva "che poi vedrai Fra, con lo smog che c'è... ti vengono i muchi neri (aaaaaaaaaarrr)" e cazzo è proprio vero. che schifo... weheheheh... ma sì dai scrivo ste cazzate dopo qualche birra easy a una sola fermata di metro (ormai 2 km per me sono "dietro casa"... per ME, capito? roba che da casa mia a Piazza della Vittoria a Forlì ci metto lo stesso tempo che dallo studentato alla metro... ahahahahah) e una chiacchiera simpatia e sono di buon umore.. ihihihih. mi sento... vero, meglio. mi stavo inacidendo. mannaggia alle abitudini che non sopporto. eheheeheheh. partire partire partire.. eh... oh! c'è anche chi si sente meglio solo da un'altra parte... solo adattandosi.. solo scoprendo un nuovo suo limite.. solo muovendosi :) двигаться proprio.. переехать... переместить.... il russo!

domenica, novembre 11, 2007

oroscopo

It will be a good week to build your spiritual prowess by dancing on burning embers without getting scorched, by smashing bricks with your forehead without getting a headache, or by parachuting out of a plane without scaring yourself to death. But there are other, less physical ways to jolt yourself into a higher state of awareness; you don't need to risk injury in order to boost your ability to see the big picture. For example, you could push through the terror you feel about asking for what you really want. You could overcome your fear of being honest with people you care about. You could stride into a place where you once experienced a defeat, and take the forceful action necessary to render that loss irrelevant.

I'd love to see you call your own bluff and blow your own cover. I'm hoping you'll stop hiding your assets and keeping so many secrets. And I really, really wish you would come out of the closet not just about your unique gender identity, but also about the other idiosyncratic twists and turns that make you who you are. Please stop being afraid of revealing your beauty, Libra -- even the work-in-progress aspects of your beauty. It's time to close the gap between the real you and the images people have of you.

ihhihih, questo tizio è un genio

venerdì, novembre 09, 2007






vecchi ricordi, sfalsati dal tempo e dalle circostanze

oggi che giorno è? ricordiamocelo tutti insieme. che giorno è? oggi nel calendario russo di un botto d'anni fa (per noi moderni ragazzini viziati un botto, per loro si tratta di qualche briciola nel tempo sterminato che credono di avere a disposizione) era il 25 ottobre, se non sbaglio. e cos'è successo il 25 ottobre? telefonata da parte dei miei.
mia madre: "ciao... come stai?"
"bene mamma, tu?"
"... sei andata, è vero?"
"dove?"
"eh, che quello io e tuo padre quando l'abbiamo visto alla televisione abbiamo detto "quella di sicuro è andata""
"sì sono andata mà, come facevo a non andare?"
"eh, lo sapevo infatti"
di che giorno siamo parlando? il tot giorno di ottobre 1917 c'è stata la RIVOLUZIONE. mica cazzi.e ogni anno da allora facevano la festa, il 7 novembre. festa nazionale, giorno festivo, etc etc. poi qualche anno fa VVP ha deciso che non si poteva più fare la festa della Rivoluzione e, per non togliere il festivo (giusto perchè il senso della festa, per lui, s'era ridotto a quello) s'è inventato la festa del 4 novembre, il Giorno dell'Unità Nazionale, di cui non frega un cazzo a nessuno. vabbè. oggi, pushkinskaja ploshad' (piazza Pushkin) alle 17 partiva corteo comunista verso la piazza del teatro bolshoj (100 metri dalla piazza rossa) per ricordare l'evento. vado, con le solite. età media: 65. bandiere rosse a non finire. urla e slogan dal camioncino scassato alla testa del corteo al quale ha partecipato un sacco di gente (almeno comparata a quella che c'era per la politkovskaja. ci saranno state, che so, 5000 persone, forse un pochino di più). urrà urrà. evviva evviva. tovarishi tovarishi. vechciette aggueritissime che distribuivano materiale propagandistico dicendo "loro, 90 anni fa, come voi, camminavano, da qui alla piazza rossa, con le bandiere rosse... loro, come voi, 90 anni fa". noi, TIPICHE MA CHE PROPRIO SI VEDEVA DA UN CHILOMETRO che non c'entravamo moltissimo. milizia lungo tutto il corteo, tipo cordone umano, camionette a non finire, però senza transenne e comunque c'era tanta gente quindi ti sentivi meno sotto tiro. bon, partiamo.cammina cammina (oggi - 6 gradi + vento freddisssssssimo) iniziamo a interrogarci sulla manifestazione, i suoi perchè, che senso abbai oggi per coloro che ci vanno. età media, 60, 65. una mia amica mi fa "certo che se fossi io, russa, di quell'età, se avessi vissuto quelli che hanno vissuto loro, chissà se oggi ci starei al freddo dietro a un camioncino scassato con sopra la foto di Stalin". e io "la foto DI CHI???" io avevo visto solo quella di Marx. affianco a lui, il compagno Josep risplendeva di luce staliniana. come magicamente, partono i cori e le canzoni pro-Stalin. stavo male, ma MALE. arriviamo alla fine del corteo (500 metri a piedi, mica di più) e c'era il palchetto allestito. "presente anche diliberto, dall'italia" hanno detto alla radio. diliberto??? infatti c'erano due coglioni con addosso le bandiere dei comunisti italiani. palchetto, folla paura perchè piazza piccola, comincia un coro assurdo pro stalin ,pro il compagno lukashenko, e pro di qua, e pro di là. e vecchierelli e meno vecchierelli che ci davano sti cazzo di giornaletti pseudocomunisti e ci regalavano bandierine con falce e martello e quando gli dicevamo "italiane" sorridevano ammirati e compiaciuti di quel loro sorriso naive dai denti d'oro. e a me stanovilos' ploxo, o4en' ploxo, cioè mi prendeva male, ma stramale. ma a stalin inneggi, ZIO CANE? a stalin? v'ha distrutto, stalin. credevo di poter andare a un corteo di quello che poteva essere e ho trovato 5000 moscoviti muniti di stemmi e bandiere e ricordi deformati che inneggiavano a chi???? ma dico no... se anche stalin ti piacesse, a te, russo anacronistico... MA LUI DOVE CAAAZZO ERA IL GIORNO DELLA RIVOLUZIONE D'OTTOBRE???? C'ERA????????? NON MI SEMBRA. non mi sembra proprio. il nome di Lenin è stato fatto una volta sola. ah sì, quel tizio lì, com'è che si chiamava? aaaaah già, lenin. quando poi dopo tutti sti stalin che già mi si contorceva la bocca e mi si rizzavano i peletti sulle braccia ho sentito lukashenko e lì sì che mi sono innervosita e ho iniziato a gridare.. beh, non proprio a gridare, diciamo a dire a voce alta, in italiano.. una serie di cose. abbiamo ritenuto meglio andarcene. hanno ritenuto meglio portarmi via, anche. in mezzo alla folla, mezzora per venirne fuori. a ogni nuova bandierina offerta, rispondevo con indifferenza (a quelle precendenti con un sorriso, ma comunque senza mai prenderle).e poi stasera al pub mi trovo a spiegare a 2 ventenni perchè la potenza industriale russa "creata" da stalin è stata creata a un prezzo che per me è inaccettabile. a spiegare che per me il paese coincide con gli abitanti e con come vivono e non con la metallurgia. a spiegargli che invece, per loro, gli abitanti si devono "sentire" come il paese è. devono identificarsi con le esportazioni di gas, devono. per sentirsi meglio. due ventenni che mi dicevano "sì stalin ha fatto tanto di sbagliato però senza di lui dopo la guerra non saremmo sopravvissuti e io non sarei qui a parlare con te al pub sereno e tranquillo". e io a incazzarmi. io a parlare parlare parlare. non erano neanche ventenni russi, fra l'altro. uno era bielorusso, pure peggio. stalin ha fatto tanto, per la russia. sarà. si vede, quello che ha fatto stalin, per la Russia. ha creato un marchio, che ha fatto? ci sono rimasta male male male. lenin, lenin, trotzki, dov'erano, in quel corteo? se poi uno pensa che qua la faccia e il nome di lenin sono dappartutto, realizza come... davvero, questo periodo storico stia fondendo il cervello a tutti. destra, sinistra, proputin, controputin, forseputin, a tutti. nessuno sa più quello che dice e si aggrappa a quei piccoli momenti di... quei momenti in cui nello schifo almeno, ALMENO si è sentito uguale agli altri. perchè le disuguaglianze corrodono, sopratutto le disuguaglianze che riempiono di sdegno come quelle qua. e quindi così... "per Stalin, per Stalin, urrà". e tutti, con insolita energia, "urrà". buona festa della rivoluzione, tovarish Vladimir Ilic Lenin. Qua... t'ho pensato solo io, in quella piazza. io e forse pure qualcun altro. mi fa piacere credere che almeno tu, i primi tempi, ci credessi sul serio. anche la foto di marx affianco alla sua, di stalin, che sdegno. che sdegno.ogni giorno c'è da imparare, qua.perchè non ho scritto di quello che è successo il 4 novembre, il nuovo Giorno dell'Unità nazionale. il giorno dei 38 meeting politici in tutta mosca. il giorno in cui il sindaco di mosca ha dichiarato "eh beh, noi abbiamo autorizzato le manifestazioni. anche quelle antiputin. però abbiamo dovuto autorizzarle tutte. quindi stiano attenti, comunisti, socialdemocratici e progressisti, perchè oggi sfilano pure i fascisti gli xenofobi e gli estremisti di destra di ogni altro tipo. beh, noi dobbiamo autorizzare tutte le forme di libero pensiero, no?" il giorno in cui sotto la piazza rossa i soliti 10000 del gruppo giovanile di putin c'aveva il palcazzo superaccessoriato e faceva il megaconcertone. e il 4 davvero TUTTA la città era militarizzata. perchè ognuno c'aveva una piazza diversa della città. abbiamo beccato anche un concerto rock cattolico (gesù è il mio migliore amico... contro la xenofobia... sono così, strofe che mi ricordo). quelli di destra avevano come slogan "la russia per i russi". quelli di sinistra.. non avevano uno slogan in particolare. sono brilla e stanca ma dovevo DOVEVO scrivere prima di andare a letto oggi. dovevo proprio. beh, buonanotte.f'c fridd.

mercoledì, novembre 07, 2007


oggi fuori fanno -7. l'ho visto su internet.vabbè forse esagerano. ieri però - 5 nemmeno era piacevole. due giorni fa, quando ho preso il latte dal davanzale fuori dalla finestra ed era diventato un Mottarello senza copertura di cioccolato (in realtà il Mottarello dentro è morbido... quello era una cosa nuova, un ghiacciolo al latte, era) ho capito che qualcosa è finalmente cambiato, che non c'è più indecisione, più nessun dubbio. inverno. combatto con collant di lana. tò. è la prima volta nella vita che metto dei collant per... la vita reale, diciamo. perchè li odio li odio li odio. quanto fanno caldo, però.

8 di mattina, a mosca, nel mio buchetto chiamato stanza 315 blocco 2 terzo piano Studentato DSK casa numero 7 di via Kravchenko, traversa di prospekt Vernadskogo, zona sud-ovest della città, mi preparo alla guerra contro il freddo.

martedì, novembre 06, 2007


oggi - 4. decisamente io NON so cos'è il freddo. cioè, non lo sapevo. fa un freddo cane. un freddo che ti mette le ali ai piedi e che ti fa pensare sul serio che magari il gelo rassoderà la tue gambe prossime alla cancrena. c'è poca neve e molto fumo nell'aria. davvero, sembra aumentato. a volte respiri proprio scarico delle macchine anche se non sei affatto in mezzo alla strada. credo che il livello sia rimasto lo stesso, solo le nuvole si sono compattate per non lasciar passare il sole e quindi il fumo anzi i fumi della città non hanno più molto sfogo verso l'alto e quindi restano a gravare sulla città e sui suoi abitanti stabili e temporanei. a essere sinceri stamattina verso le 11 un raggino di sole si è affacciato. penso che l'umore di tutti i 20 milioni di esseri umani che in quel momento, come quasi tutte le mattine, si trovavano a mosca si sia sollevato in modo eccelso. per ritornare ai suoi livelli standard dopo poco, quando le nuvole hanno di nuovo avuto la meglio. sempre a lamentarsi, sti russi, non se ne può più. poi se uno osa storcere un sopracciglio pensando, senza neanche parlarne, alla Russia, ecco che succede il finimondo.

fa ridere come la gente ci guardi quando parliamo italiano in giro, con giulia. proprio si voltano come se sentissero chissà quale pifferaio magico che suona una musica ammaliante.. gli occhi rapiti, un sorriso che vedi non così spesso sulle facce della gente, e poi si scambiano due parole nel loro solito sottovocismo chiedendo l'uno all'altro "di dove saranno?".

a proposito del silenzio dei russi. a volte fa quasi paura. quando siamo andate a kubinka, mentre aspettavamo l'altro trenino, in una di queste stazioncine sperdutelle del Podmoskovje... 5 italiane e intorno un centinaio di russi era come se fosse 5 italiane e basta. su un binarietto proprio insignificante, stretto stretto. mi sono venuti in mente i binari più chiassosi dove sono stata... che so... il 1 a bologna alle 11 di mattina o uno a milano alle 11 di sera o roma... un bordello... la gente parla parla e fuma fuma perchè non sa che fare... ciancia, tipo, come si dice. qui... parlano, sì, ma sottovoce. ma non di quel sottovoce che insieme agli altri sottovoce diventa un sottofondo.

i loro sottovoce sembrano... trasparenti. tutti insieme, uniti, formano.. una bolla d'aria.

quando abbiamo visto un poliziotto fermare tre dall'aspetto caucasico con aria poliziottesca russa (indisponente, cattiva, aggressiva) e strappar loro di mano i passaporti e condurli spingendoli verso il loro punto "milizia" abbiamo taciuto anche noi, per il timore che fermasse anche noi, in quanto straniere (improbabile, dato che qua gli italiani sono considerati mooolto meno stranieri dei caucasici e soprattutto ci voglio mooooooooooooooooooolto più bene).

a quel punto la bolla ha rapito anche noi che galleggiavamo in essa assieme ai russi, preda anche noi di un attacco di sottovocismo. che storia. sì... loro quando aspetto o leggono o parlano, producendo all'incirca lo stesso minimo quantitativo di inquinamento acustico.

insomma freddo. invece quel giorno di kubinka, che era tempo fa, faceva un caldo... da paura.

mi chiedo, se siamo solo a - 4 o - 5, cosa sarà - 20, ma sul serio. mah. cercherò.

lunedì, novembre 05, 2007




ieri siamo tornate a casa con la mashina e abbiamo beccato un autista fantastico. un vecchiettoso russo mezzo bohemien che pare se ne sbatta della polizia e delle multe e ferma la macchina dove gli pare e ha le cinture di sicurezza rotte... uno che ha viaggiato tutta europa e non capisce come si possa dire che la Russia è europa... uno che sa qualche parola di italiano e qualcuna di spagnolo ma francese zero perchè proprio non c'arriva. un tizio così, ultralogorroico, che dice che il Proekt OGI è un posto per gente acculturata e intelligente non come tutti sti ragazzini russi che vanno a sfondarsi nei posti dove si balla l'house. che carino... che illuso, anche. chissà cosa pensa che faccia la gente dentro al proekt Ogi. ohibo.

qui fa freddo, ormai è ufficiale. sono un paio di giorni che sto fuori da mane a mane e mi stupisco della mia resistenza.. ho solo un pò di mal di gola mentre di solito quando faccio ste cose tempo tre giorni e ho la bronchite... sto bene, benissimo, e mi pongo un sacco di domande. ma forse il rapporto tra me e Mosca è ancora tutto da costruire... ci frequentiamo da poco, è inutile saltare a conclusioni affrettate.

qui la gente è così diversa. molto più orgogliosa.

sta camera è piena di polvere. mi chiedo come sia possibile se non ci siamo mai.


aspetto un nuovo nipote :)