è il giorno prima di capodanno. e io sono a mosca. qualcuno finalmente spara fuochi d'artificio in modo che io possa vederli dalla mia finestra. sparano quasi tutti i giorni ma non riusciamo mai a vederli. oggi proprio in prima fila, invece. non capisco se sia gente a caso che compra dei gran fuochi (non sono petardi, sono proprio di quelli che... vanno in alto, e fanno tanta luce dorata gialla rossa verde etc) e li spara, così, tanto per, oppure se siano cose organizzate. ma si spara dappertutto in tutta la città, davvero. e poi loro per capodanno si fanno i regali. e riempiono case e città di alberi di natale, uno per ogni singola strada, manca poco, tutti illuminati. oni gorjat, kak by, vse vremja. bello. la tverskaja è bellissima... lubjanka è bellissima... alberi di natale, gente in panico per i regali di capodanno... mosca in questa settimana è piena più del solito. dai dintorni e anche da altre città, distanti chilometri e chilometri, russi si riversano nella capitale alla ricerca del regalo modaiolo o semplicemente carino, solo che se l'hai comprato a mosca è logico che fa più figo. alberi dappertutto. bolshaja dmitrovka, è bellissima... elegante, fiocchi di neve... silenziosa... oggi è stata una giornata sfiancante. maria è stata malissimo. mi sento in colpa oltremodo. molto, moltissimo. poteva anche morire, e io dormivo, pensando fosse una colica. ero sfatta dopo il gogol e non riuscivo a tenere gli occhi aperti. mai a pensare che... mah. ormai è inutile pure sentirsi in colpa. meglio che sia andata bene, e basta. lo so per la prossima volta. dio...
oggi è il 30 dicembre e io vivo a mosca dal 14 settembre. mi ci affeziono, come... po-nastajashemu. non la ammiro in sè e per sè... ho obiezioni verso di lei, ho complaints, ho rabbie, ho momenti di vero innamoramento, ho momenti in cui le perdonerei tutto. mi ci affeziono come a un'amica. o forse no, non è il paragone giusto... mosca non è una persona... è un mare di persone, che si muovono spesso come un solo lungo spesso fiume a forma di serpente. è un corpo unico ma enorme, sovrastante arrogante imponente... infantile, sputtanata, volubile. i fuochi sono finiti... si sarà stancato il tizio. stasera supermercati e centri commerciali aperti oltre le 10, per gli ultimi acquirenti in bolletta che a fine serata, solamente, cederanno e spenderanno quello che non potrebbero, perchè pensano che in fondo è capodanno, e si meritano di goderselo, famiglia, baldoria e tutto.
domenica, dicembre 30, 2007
venerdì, dicembre 28, 2007
spunti
.. arrivi a un punto in cui lo stress che ti mette addosso sta città ti manca e per pochi fuggevoli attimi San Pietroburgo ti sembra un lunapark di periferia pieno di fighetti sfigati e gente che non sa vivere... incredibile. ti rendi ovviamente conto dopo 2 E MASSIMO 2 secondi che era un pensiero assurdo e che in realtà.. sei tu che ti stai abituando a un modo di vivere un pò assurdo... la russia è in piena crisi demografica. età media dell'uomo:48 anni. cause di morte: aids alcolismo incidentistradali incendi. incredibile vero? eppure. si stima in 50 anni si potrebbe arrivare a una popolazione di 100 milioni di unità.una delle cose che sono state dette dal caro esimio emerito Vladimir Vladimirovic è che gli omosessuali non fanno altro che andare a danno della loro patria, peggiorando la sua situazione demografica. ahahahahahahahahahahahahahahahah. e che l'immigrazione è necessaria, ma magari non proprio dal caucaso, che non è il massimo, magari offriamo qualche incentivo ai russi che si sono trasferiti in Germania ai tempi di Stalin, un altro pò, per ritornare ADESSO a popolare il loro paese. ahahahahahhahahaahhahahaahahhahahahahahahahaha. e soldi alle donne che hanno più di un figlio. tot rubli. devo accertarmene, ma mi sembra di aver capito che tali rubli sono una cifra fissa che, sia che si abbiano 2, 3, o 4 figli ed è sempre identica. e per ottenerla, gran casini. ahahahahahhahahaahahaahahahahhhahahaahhahahahahahahahahahaha.in tutto ciò, la metro è cosparsa di manifesti che recitano cose che vanno da "l'amore per la patria comincia dalla famiglia" (con tanto di matriosca bella cicciotta) a "regalate fiori alle donne" a, ADDIRITTURA "la migliore difesa contro l'aids è la FEDELTA' AL PROPRIO PARTNER"............. AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAahahahaahahahahahahahah
mercoledì, dicembre 26, 2007
erratacorridge
oooops... oggi è santo stefano, non san silvestro... mi hanno appena informato.... oh proprio fuori dal mondo, eheheheheheheh
sansilvestro
san silvestro... sono distrutta. a natale sono tornata a casa alle 7 di mattina. in metro con eric ci siamo stati un'ora. come mai? ci siamo addormentati, la metropolitana è arrivata al capolinea, ha fatto il giro nei meandri dei cunicoli metropolitani di mosca ed è ripartita nella direzione opposta. immagino, perchè dormivo. mi sono svegliata quando la voce mi annunciava di essere alla fermata prima di quella di casa mia, cioè quella di eric. ho tentato di svegliarlo ma non ho fatto in tempo. vabbè, penso, scende alla mia e torna indietro. invece quella successiva era verso il centro, non verso casa mia. siamo scesi tutti e due e tornati indietro. che rincoglioniti... peccato non aver visto nulla delle più buie profondità della terra di mosca... forse meglio, però... se mi fossi svegliata là sotto e avessi realizzato che c'eravamo solo noi due sfatti in un vagone dentro un tunnel completamente buio... ma sai che colpo! no no, meglio così. eheheh...
martedì, dicembre 25, 2007
Natale in Russia
ahahahahahahahahahahahah.... che storia, Natale in Russia....
da dove cominciare? dalla messa cattolica alla quale sono andate le mie amiche, nel mezzo della quale hanno sparato dei fuochi d'artificio? dalla cena che ho cucinato per circa dieci persone (di cui 3 austriache invasatissime di austria e canzoni di natale e festival rock austriaci, un francese insopportabile complessatissimo complessivamente pesante, il suo coinquilino americano silent night alla soglia dei 30 con un niente-di-fatto, l'immancabile louise, la sua coinquilina Alexandra, donnone fantastico austriaco ospitante le altre 3 offspring del regno di Prussia e il giovane impavido eric, jewish russian-american che parla russo come lo parlerebbe uno sturalavandini e nessuno capisce perchè) in una cucina grande come un bagno di una casa normale a base di insalata/patate lesse/salmone/verdure in padella alla fine della quale eravamo tutti storditelli... del natale al proekt OGI... dove собираются самые интеллектуальные люди, ahahahah.. dove dal nulla, alle 3 di notte, sono spuntati due violinisti un pianista e un altro violinista un pò più scombinatelli con un amico supporter mezzo pianista pure lui... fantastico... i primi due violinisti troooooppo bravi... eravamo tutti rapiti ed estasiati e non ci potevamo credere che dal nulla, così, all'improvviso, in un locale di sfattanza, emergessero questi due talantlivye ljudi e si mettessero a suonare per noi... e per il tavolo dietro il nostro, attorniato da personaggi russi di varia natura ma tutti sulla 50ina, tutti ammogliati con mogli presenti, tutti ubriachi e contenti. e suonavano suonavano con quella posa da musicista, la sciarpetta fighetta e lo sguardo ispirato che ti farebbero vedere bello veramente chiunque. . . questo gruppetto di persone semi-sconosciute organizzate da me e louise featuring eric, noi rimasti sia in generale, sia quelli-che-sono-rimasti da un gruppo che si infoltiva di serata in serata i cui elementi adesso erano a casa loro a fare natale in famiglia... come vuole la tradizione, dicevo, questo gruppetto di 10 persone si ritrova a natale senza essere granchè religious (a parte le tedescofone olàlàihih) in un paese in cui il 24 dicembre non è assolutamente nulla. un lunedì, quest'anno, e basta. per cui i locali erano tutti o chiusi o semi-smorti... ma il grande OGI non ci ha abbandonato nemmeno stavolta.. .anzi, ci ha stupito come non mai... regalo di natale, eh. спасибо.
lunedì, dicembre 24, 2007
солнцееееееееее
ieri il tempo qui era magnifico. meno 7, e il sole splendente. è bellissimo, quand'è così. un freddo che pulisce un pò l'aria pesante della città e un sole che si mette in mostra per ricordarti quanto ti sia necessario, ti solleva l'umore, ti da moltissima energia, molta più del solito.
com questa погода meravigliosa, decidiamo di andare a pattinare sul ghiaccio.... ehm... di sicuro sono "un pò" fuori allenamento in generale... ma pattinare poi... comunque me la sono cavicchiata... anche se i piedi mi facevano un male porco perchè abbiamo preso i pattini al prokat e sembravano rinforzati col cemento armato. il ghiaccio faceva schifo ed era strapieno di gente... ma figo. sole fin quasi alle 5 di pomeriggio.
sabato, dicembre 22, 2007
gli amichetti di piano
sul nostro piano sono quasi tutti cinesi o koreani. a parte la nostra compagna di blok russa 17enne Nurija (carina, s'è affezionata) e noi, penso proprio tutti gli altri siano orientali peso.
di questi, due cinesini troooooppo carini (subito ribattezzati "i nostri amichetti di piano") con cui scambiamo due chiacchiere in cucina ogni tanto. i nostri amichetti di piano sono uno alto e uno basso, rispettivamente alto e magro, chiacchierone e silenzioso, massaia e cuoco, gay e etero. e niente... ho appena visto il cicciottellino altino uscire dalla sua stanza in pigiamino rosa e capelli sconvolti e occhiali smersi. mi ha salutato con un gridolino da massaia cinese alta e gay sfranta di sesso e si è diretto, con ogni probabilità, verso la lavatrice, in cucina. ehehehehehh... che carini che sono... peccato che non siamo ancora riuscite a fargli capire che l'italia NON è la francia e che NON cuciniamo MAI niente di francese,visto e considerato, fra l'altro, che la pasta al sugo è la cosa più italiana che ci sia, che sì, giulia studia francese e io ne parlo un pochino ma NO, NON SIAMO francesi e NON parliamo MAI tra di noi in francese. che ridere :)
di questi, due cinesini troooooppo carini (subito ribattezzati "i nostri amichetti di piano") con cui scambiamo due chiacchiere in cucina ogni tanto. i nostri amichetti di piano sono uno alto e uno basso, rispettivamente alto e magro, chiacchierone e silenzioso, massaia e cuoco, gay e etero. e niente... ho appena visto il cicciottellino altino uscire dalla sua stanza in pigiamino rosa e capelli sconvolti e occhiali smersi. mi ha salutato con un gridolino da massaia cinese alta e gay sfranta di sesso e si è diretto, con ogni probabilità, verso la lavatrice, in cucina. ehehehehehh... che carini che sono... peccato che non siamo ancora riuscite a fargli capire che l'italia NON è la francia e che NON cuciniamo MAI niente di francese,visto e considerato, fra l'altro, che la pasta al sugo è la cosa più italiana che ci sia, che sì, giulia studia francese e io ne parlo un pochino ma NO, NON SIAMO francesi e NON parliamo MAI tra di noi in francese. che ridere :)
Петербург
pietroburgo... carina, molto. sembra di non essere più in russia, certo.
tutti sono molto più calmi, nella metro raggiungono il treno senza fretta, senza spasmi. il centro è lindo e pinto. appena un pò fuori, desolazione, buio, facce un pò "anche no".
è umida da morire, il fiume si fa sentire. non è molto più fredda di mosca ma l'umidità ti entra nelle fibre e ti uccide.
ci sono un sacco di ristorantini di cucina caucasica da paura.
mi è sembrata più "europea" soprattutto riguardo ai giovani. in centro ci sono locali pieni di dolci figli-di-papà supersfattanza vestiti converse/energie/billabong etc, molti coi rasta, insomma moooooolto
simili ai loro corrispettivi italiani, per lo meno.
c'è mooolta più gayfriendliness e... sì insomma un'atmosfera e un modo di fare fra i giovani che ricorda molto di più quello a cui sono più abituata.
strano, questo, non me lo aspettavo.
nè bene nè male, solo strano. alla fin fine... mah.
comunque devo ammettere di aver pensato con una punta di orgoglio che a mosca... è meglio... ;P
dati
qui ci sono un sacco di lavori inutili. la dezhurnaja della metro, ad esempio. o gli smotriteli dei musei, vecchiette impegnatissime con le parole crociate, poverine. sono carine, davvero. ma...
qui quando ti portano l'acqua al ristorante non dimenticano mai la cannuccia nel bicchiere di vetro (???) e a volte la mettono anche nella pinta di birra (???!!!)
l'ordine dei pasti è insalata-zuppa-mainmeal in genere di carne-contorno: riso grano o purè
quando vai in un museo, uno qualsiasi, anche di una stanza sola, devi lasciare la giacca al guardaroba, per forza, assolutamente
c'è il guardaroba anche all'università
lo spomicio pubblico e impegnato, diciamo, è norma comune. sulla metro, sulle scale mobili della metro, nei locali, per strada, al supermercato, al tuo tavolo in un locale (!!!!!!!!), nei bagni (di qualsiasi luogo), nei corridoi dell'università (e a nessuno sembra strano... all'università... cioè la gente si spomicia appoggiata agli stipiti delle porte o ai muri portanti e nessuno fa una piega), in fila al supermercato, in fila al bar, in fila in generale, in autobus, koro4e, fucking dappertutto
qui le donne stendono l'asfalto per strada, scaricano camion, fanno le spazzine, tutti quei lavori, insomma, che di solito da noi fanno gli uomini
qui è pieno di invalidi agghiaccianti da vedere che chiedono l'elemosina nella metro e devono darne una percentuale a un mafiosetto da 4 soldi
qui è pieno di vecchie che cantano e si fanno 400000 segni della croce di seguito dentro la metro, anche loro chiedono l'elemosina
non è inusuale vedere altre vecchie venditrici per strada che come mercanzia si ritrovano qualche mazzo di fiori, 5 o 6 cappelli di poliestere, foulard a fiori e una cassetta di cachi
qui per entrare nella metro a certe ore si rischia l'occhio nero ma la fila per entrare nell'autobus (a parte che all'università) è ordinatissima
nell'autobus o nella metro è praticamente un OBBLIGO far sedere gli anziani, lo fanno TUTTI sempre e comunque e tutto l'autobus ti guarda MALISSIMO se non lo fai, a volte; in ordine progressivo di età si deve sedere sempre il personaggio più anziano; se questa cosa non succede, a volte l'anziano in questione a voce alta si lamenta della società dei giovani d'oggi di quanto sia brutto essere anziani
qui nei locali tendono a far entrare più tipe possibile perchè è scontato che qualcuno offrirà loro da bere quindi + donne sole = + soldi per il locale
qui ho sentito dire da una ragazza di 20 anni alle sue amiche "vedrete ragazze, quando andrete in Italia, come sono i LORO uomini! ti dicono un sacco di cose carine, ti corteggiano!!"
qui, aver raggiunto i 26 anni senza essere sposati, soprattutto per le donne, è un crimine sociale di non trascurabile entità
qui, se una è divorziata, mette la fede alla mano destra invece che alla sinistra, il che sta ad indicare al futuro acquirente che anche se ha "già" 30, 35 0 40 anni, non è che nessuno non se la sia mai "presa" e che quindi è una specie di demonio, è solo una divorziata
per una donna, più "invecchia" più è difficile trovare marito
qui è piuttosto normale per tutti se uno troppo ubriaco alle 6 del pomeriggio si comporta in modo sconveniente nei confronti di una povera cameriera di un ristorantino del centro, nessuno lo butta fuori in malo modo, è pur sempre un cliente fisso
qui, per quanto riguarda i beni di largo consumo, solo i poveri e gli sfigati comprano quelli di produzione russa: si da per scontato (ed è così) che siano di qualità scadente; questo vale per lo spazzolino come per il frigorifero e la lavatrice
qui la gente si da una mano in TUTTO (rigorosamente fra RUSSI) soprattutto se membri della stessa famiglia, anche allargata, molto allargata
qui le case sono tutte piccole, max 50 mq (parlando sempre di non-ricchi) e ci vivono sempre almeno 3 persone
sono stata tacciata di "europeismo" quando volevo gentilmente declinare un invito ad essere accompagnata fin sotto la porta del mio studentato dato che eravamo comunque già in quattro
la catena di caffetterie Coffee Bean spacca
qui quando ti portano l'acqua al ristorante non dimenticano mai la cannuccia nel bicchiere di vetro (???) e a volte la mettono anche nella pinta di birra (???!!!)
l'ordine dei pasti è insalata-zuppa-mainmeal in genere di carne-contorno: riso grano o purè
quando vai in un museo, uno qualsiasi, anche di una stanza sola, devi lasciare la giacca al guardaroba, per forza, assolutamente
c'è il guardaroba anche all'università
lo spomicio pubblico e impegnato, diciamo, è norma comune. sulla metro, sulle scale mobili della metro, nei locali, per strada, al supermercato, al tuo tavolo in un locale (!!!!!!!!), nei bagni (di qualsiasi luogo), nei corridoi dell'università (e a nessuno sembra strano... all'università... cioè la gente si spomicia appoggiata agli stipiti delle porte o ai muri portanti e nessuno fa una piega), in fila al supermercato, in fila al bar, in fila in generale, in autobus, koro4e, fucking dappertutto
qui le donne stendono l'asfalto per strada, scaricano camion, fanno le spazzine, tutti quei lavori, insomma, che di solito da noi fanno gli uomini
qui è pieno di invalidi agghiaccianti da vedere che chiedono l'elemosina nella metro e devono darne una percentuale a un mafiosetto da 4 soldi
qui è pieno di vecchie che cantano e si fanno 400000 segni della croce di seguito dentro la metro, anche loro chiedono l'elemosina
non è inusuale vedere altre vecchie venditrici per strada che come mercanzia si ritrovano qualche mazzo di fiori, 5 o 6 cappelli di poliestere, foulard a fiori e una cassetta di cachi
qui per entrare nella metro a certe ore si rischia l'occhio nero ma la fila per entrare nell'autobus (a parte che all'università) è ordinatissima
nell'autobus o nella metro è praticamente un OBBLIGO far sedere gli anziani, lo fanno TUTTI sempre e comunque e tutto l'autobus ti guarda MALISSIMO se non lo fai, a volte; in ordine progressivo di età si deve sedere sempre il personaggio più anziano; se questa cosa non succede, a volte l'anziano in questione a voce alta si lamenta della società dei giovani d'oggi di quanto sia brutto essere anziani
qui nei locali tendono a far entrare più tipe possibile perchè è scontato che qualcuno offrirà loro da bere quindi + donne sole = + soldi per il locale
qui ho sentito dire da una ragazza di 20 anni alle sue amiche "vedrete ragazze, quando andrete in Italia, come sono i LORO uomini! ti dicono un sacco di cose carine, ti corteggiano!!"
qui, aver raggiunto i 26 anni senza essere sposati, soprattutto per le donne, è un crimine sociale di non trascurabile entità
qui, se una è divorziata, mette la fede alla mano destra invece che alla sinistra, il che sta ad indicare al futuro acquirente che anche se ha "già" 30, 35 0 40 anni, non è che nessuno non se la sia mai "presa" e che quindi è una specie di demonio, è solo una divorziata
per una donna, più "invecchia" più è difficile trovare marito
qui è piuttosto normale per tutti se uno troppo ubriaco alle 6 del pomeriggio si comporta in modo sconveniente nei confronti di una povera cameriera di un ristorantino del centro, nessuno lo butta fuori in malo modo, è pur sempre un cliente fisso
qui, per quanto riguarda i beni di largo consumo, solo i poveri e gli sfigati comprano quelli di produzione russa: si da per scontato (ed è così) che siano di qualità scadente; questo vale per lo spazzolino come per il frigorifero e la lavatrice
qui la gente si da una mano in TUTTO (rigorosamente fra RUSSI) soprattutto se membri della stessa famiglia, anche allargata, molto allargata
qui le case sono tutte piccole, max 50 mq (parlando sempre di non-ricchi) e ci vivono sempre almeno 3 persone
sono stata tacciata di "europeismo" quando volevo gentilmente declinare un invito ad essere accompagnata fin sotto la porta del mio studentato dato che eravamo comunque già in quattro
la catena di caffetterie Coffee Bean spacca
martedì, dicembre 18, 2007
prime partenze
nakanune della partenza per san pietroburgo... anzi no, che dico, partiamo oggi proprio... solo che arriviamo domani. plazkart in due io e la mia fida sosedka, impavide verso una cuccetta dura come il marmo piena di acari a condividere un vagone senza porte delle cuccette con altri russi impavidi molto più di noi, eheheheh...
partite le altre... alessia valentina, hana valentina, maria. ma maria torna. che strano, non mi abituerò mai. eh sì che ho salutato tanta gente, nella vita. perchè ste cose sono così. però ogni volta mi coglie un senso un attimo di... sperdimento, confusione... forse peggiora, col tempo, in realtà. perchè col tempo realizzi che... perchè quando sono le prime volte sei comunque forte della tua illusione di ribeccarle, le persone, e sarà tutto uguale. magari la ribecchi pure ma... col tempo capisci che non è più la stessa cosa e che la stessa situazione e la stessa spensieratezza e la condivisione delle proprie e stesse esperienze in uno stesso luogo... questo, non ritornerà più.
ci saranno altre cose, forse, se il vento è a favore. magari sì. e poi il tempo quando stai bene è così infido e volubile e prende la forma che vuole lui, anzichè quella che vorresti dargli tu, e improvvisamente si strappa, poi si ricuce, continua dall'altra estremità.
venerdì, dicembre 14, 2007
herzen
"l'uomo vive non per il compimento dei destini, non per l'incarnazione dell'idea, non per il progresso, ma unicamente perché è nato ed è nato per il presente"."i popoli anglosassoni hanno liberato l'individuo a prezzo del suo isolamento, distruggendo la comunità sociale, il popolo russo ha conservato il principio di comunità a prezzo della negazione dell'individuo, a prezzo del totale assorbimento del singolo""Il futuro della Russia sarebbe dipeso da ciò, se le riuscisse o meno di armonizzare il comunismo popolare con il principio di personalità rappresentato dall'intelligencija, preservare la comunità e, appunto, nello stesso tempo, liberare l'individuo" "la vita è solo nel presente" e che compito di ognuno sia di fare qui ed ora ciò che è giusto, in tal modo verrà meno la necessità del potere; "allora non ci sarà più governo e gli uomini governeranno ognuno se stesso", verrà meno la credenza nella necessità dello Stato "come qualcosa di esistente indipendentemente dalla volontà degli uomini, qualcosa di predestinato, mistico, immutabile"."la libertà non si darà pace finchè tutto ciò che è religioso o politico non si trasformerà in qualcosa di semplicemente umano"
Aleksandr Ivanovic Herzen
(fondatore del populismo russo)
1812-1860
Aleksandr Ivanovic Herzen
(fondatore del populismo russo)
1812-1860
prrrrrrrrr
buongiorno mondo... 10 ore di sacrosanto sonno meritato dopo 4 o 5 esami-farsa e molto freddo e molta neve... proprio ieri sera ho letto qualche stralcetto da un giornale russo che una tizia ceca che conosco aveva fra le mani. lei compra i giornali a caso e poi vede come descrivono le stesse cose... e nel giornale di ieri, il Russkij Reporter (altisonante, vè? ma dentro ci sono anche i programmi della tivù) c'era un fantastico articolo sulle elezioni. la didascalia, fra le altre cose, diceva "discussa la decisione di Putin di presentarsi come capolista del partito alle elezioni del 2 dicembre blablabla" (dato che a marzo se ne deve (temporaneamente, eh) andare) "ma del resto лояльная Путину ОпПоЗиЦиЯ (!!!!!!) tradotto letteralmente, miei cari non-russisti, suona tipo "La leale a Putin... OPPOSIZIONE (!!!!)" l'ordine sballato delle parole serve proprio a sottolineare quanto sia ridicolo questo demoniaco sintagma nominale.... e continuava con un bel "non se l'è sentita di contrastare la decisione del Presidente" e poi qualcosa sul genere "se l'ha presa c'è un motivo". E qui, diciamo, io... il problema è che eravamo anche in un posto pubblico e non potevo proprio proprio esprimermi. Allora ho ingoiato il rospo e sono passata alla lettura dell'articolo. Al punto in cui diceva che la cosa più sorprendente non è tanto che abbia vinto Putin (perchè l'единодушие era scontato, cioè il... l'unanimità "in alcune zone tipo la provincia di Vladimir il 90% della popolazione ha votato per Iddu) quanto la copiooosa affluenza di gente alle elezioni, evidente testimonianza della libertà civile di un paese nel quale, ormai è evidente, esiste una MASSA di gente economicamente e ideologicamente indipendente e attiva, mi ha finalmente distolto dalla lettura ed ha anche calmato il mio spirito colmo di sdegno e idealismo da 4 soldi. Mi spiace così tanto non ricordare le parole esatte... però insomma, vi assicuro che il concetto era questo. Fantastico. Fantastico. Fan-ta-sti-co. Veramente.
martedì, dicembre 11, 2007
la verità fa male
“La figura del nomade, che più di ogni altra è indicata ancora oggi, in alcuni settori della sociologia e della letteratura, come la figura emblematica e affascinante dell’abitante metropolitano, rappresenta invece l’impotenza della libertà che si crede di raggiungere nella fuga. Non solo il nomade ha perso la sua supposta carica eversiva perché ormai non c’è più alcun luogo da abbandonare, ma pur riuscendo ad attraversare i confini non li abbatte mai. Non sfugge alle reti di controllo locale, non intacca alcun sistema di potere, non distrugge alcun legame, non si sottrae allo stato. La sua libertà è più apparente che reale proprio perché non libera mai territori. Il suo andare nevrotico non è altro che un differimento continuo del conflitto.”
massimo ilardi, "Il Tramonto dei Non Luoghi"
lunedì, dicembre 10, 2007
на крайне нервного взрыва
oggi mi hanno definito come da titolo... forse è vero... ma credo che se me ne capitano tante... non può essere solo sfiga.. se me ne capitano tante vuol dire che vivo molto.. e questo mi fa piacere, pensarlo, è un pensiero come una pacca sulla spalla. vivo molto, sto vivendo molto. ascoltando i jahdivision... pensando che è quasi natale...
non ho mai avuto così tante cose a cui pensare nella vita. penso che mi farà bene. mette a dura prova i miei neuroni trucidati dalla birra, ma almeno li rende più forti. ricorderò di più. devi per forza sviluppare una mente organizzativa qua, sennò sei finito. oppure puoi fare come moltissimi stranieri qui... non uscire, stare solo coi tuoi compaesani o com..-area del mondo e fare in modo che non ti capiti molto di più di quello che ti capita di solito. e invece no. non bisogna.
l'unica cosa che questo posto non sta facendo è migliorare le mie capacità diplomatiche... eheheheh.. invece che ridimensionarmi divento sempre più прямо, proprio. ihihihihhi... e invece bisogna sapersi gestire qua, da quel punto di vista. держиться и улыбаться... а иначе никуда не пойдешь... никак не обоидешься без офисов и бюрокрации... надо перестать беситься ahhahahaha.. e questo ancora mi risulta difficile. c'ha ragione mia madre, che non sento a nessuno... ehehehehhe. solo a lei sento, anche se a volte non lo vede.
torno in italia l'11
non ho mai avuto così tante cose a cui pensare nella vita. penso che mi farà bene. mette a dura prova i miei neuroni trucidati dalla birra, ma almeno li rende più forti. ricorderò di più. devi per forza sviluppare una mente organizzativa qua, sennò sei finito. oppure puoi fare come moltissimi stranieri qui... non uscire, stare solo coi tuoi compaesani o com..-area del mondo e fare in modo che non ti capiti molto di più di quello che ti capita di solito. e invece no. non bisogna.
l'unica cosa che questo posto non sta facendo è migliorare le mie capacità diplomatiche... eheheheh.. invece che ridimensionarmi divento sempre più прямо, proprio. ihihihihhi... e invece bisogna sapersi gestire qua, da quel punto di vista. держиться и улыбаться... а иначе никуда не пойдешь... никак не обоидешься без офисов и бюрокрации... надо перестать беситься ahhahahaha.. e questo ancora mi risulta difficile. c'ha ragione mia madre, che non sento a nessuno... ehehehehhe. solo a lei sento, anche se a volte non lo vede.
torno in italia l'11
giovedì, dicembre 06, 2007
assurdità russa
è quel fenomeno che comprende una serie di guai burocratici che sembrano un tunnel senza fine, nel quale ti trovi immerso nel fango fino alle ginocchia quando improvvisamente, come in un'immaginazione ardita, un mucchietto di soldi o una scatola di cioccolatini risolvono la situazione in men che non si dica.
è quel fenomeno che fa sì che questa gente non abbia ancora detto basta alle prese per il culo a cui viene sottoposta ogni giorno col sorriso sulle labbra e si fa tre ore di macchina solo per andare a lavorare e vive in case di 45 metri quadrati con gli altri 3 o 4 membri della sua famiglia e, quel che fa più ridere, si considera pure fortunato.
quel fenomeno per cui questa gente non fa confronti con le altre genti. non si informa su come vivono gli altri, per giudicare come vive. vive, e basta. non sono ancora riuscita a capire se volutamente o inconsciamente, per mentalità. vede la grande russia la grande mosca la grande steppa la grande bottiglia di vodka e si spegne i pensieri ancor prima che prendano corpo e consapevolezza.
quel fenomeno per cui quando sei sottoterra e devi andare a prendere un treno e ti muovi a passettini di tartaruga pressato fra mille milioni di altri perdi coscienza di te stesso e di dove sei e continui a muoverti per inerzia. lì davvero a volte, quando la stanchezza ti sopraffà, ti senti branco, un membro del branco, la faccia di lenin è amica dai muri che ti circondano, sembra un nonno burbero ma che ti vuole bene, le statue dei giovani coi fucili alla fermata di Ploshad' Revolutsii sembrano tuoi commilitoni e l'albero "genealogico" delle repubbliche sovietiche facenti parte dell'urss di non ricordo più quale fermata sembrano le tue radici. e state lì, tu e tutti quegli altri affaticati, e aspettate solo un ordine. un ordine da su. per muoversi, per prendere la metro, e non da fastidio la pressa nè il sudore del vicino nè il tempo perso fermo immobile. ti senti solo un pezzo di un puzzle enorme di persone e ti basta quello.
quel fenomeno per cui qui si vive male ma i russi pensano che in fondo non fa niente.
dicono, alcuni, che presto ci sarà una nuova rivoluzione. chissà se scherzano, cercando di consolarsi, o se c'è qualcosa che a me sfugge.
lunedì, dicembre 03, 2007
riflessioni di una ancora maleinformata, purtroppo
in attesa di capire quale sarà il mio destino riguardo alla mia mobilità, constato con furore gli esiti delle elezioni russe. in attesa di trovare un pò di voglia di studiare pubblico questo post sul mio caro blogghettino al quale ormai voglio bene. in attesa di smettere di fumare, riduco drasticamente il numero delle sigarette giornaliere. questo incredibile difetto di distrarmi facendo altro dalle cose che non ho l'energia di affrontare pigramente attendendole, è davvero fastidioso.
ma tant'è. aspetterò di cambiare.
al pensiero che anche solo uno dei miei alunni futuri diplomatici metta piede in un'ambasciata o in una qualsiasi altra istituzione seria, i miei livelli già bassi di fiducia nel futuro del mondo precipitano in un burrone senza fondo di cinismo e indifferenza anche un pò snob.
sono dei bravi ragazzi.... ma troppo viziati e troppo... равнодушные anche verso se stessi per poter prendere delle decisioni serie in dei posti seri. ma pagano un sacco di soldi, per fare una scuola di politica del mondo e relazioni internazionali che a loro stesso dire non insegna loro niente, e quindi pace. cioè, guerra.
a volte uno si chiede che cazzo campa a fare se è destinato a subire le decisioni di una decina di persone insieme a tutto il resto del mondo. forse più che le decisioni, a subirne le conseguenze. chi ha deciso chi sono ste 20 persone? come hanno fatto ad arrivare dove sono? la consapevolezza di non avere quel tipo di carattere mi rincuora ma allo stesso tempo questo stato di cose offende il mio spiccato individualismo e mi indispettisce alquanto.
a vari livelli, ognuno fa solo ed esclusivamente quello che vuole e che gli torna meglio, e nella maggiorparte dei casi non è neppure così tanto condannabile. qui in Russia ciò è molto più evidente che nell'Italia (mi verrebbe da dire nell'Europa, ma no) delle belle parole e dei sottintesi per chi può intenderli.
poi ci si chiede come mai.....
forse sono solo cicli.
forse tutto è andato sempre così e dopo un certo periodo di relativa calma (in cui le decisioni venivano ponderate e poi prese dalla decina sopracitata) esplodono gli eventi (conseguenze delle decisioni) e ricadono sugli ignari deficienti che devono arrivare a fine giornata (conseguenze delle decisioni)
e poi si ricuciono alla bell'e meglio finchè si cicatrizzano e ritorna la relativa calma (successive decisioni).
a me sta cosa mi sta proprio...
sabato, dicembre 01, 2007
inaspettatezze
ieri sera scene da urlo al Bilingua club in Moscow. mega spomiciate gay in piena serenità. tipe neanche proprio ragazzine rimaste in reggiseno con rotolini e balconcini in bella vista che... sì, non si ponevano problemi riguardo alla propria sessualità in un club molto frequentato del paese più omofobico dove sia mai stata. la cosa mi ha grandemente sorpreso. quando sono rimaste in reggiseno la guardia è subito accorsa ad ordinar loro di rivestirsi. non so come abbia fatto a vederle così in fretta perchè erano in un tavolo in fondo del soppalco... la cosa giusta è che ha fatto lo stesso con delle fighette (moooolto più giovani e carine) che si sono presentate in costume e pareo... sì, a mosca, fuori -7. e quindi mi sono chiesta... il club non è specificatamente gay e neanche gay-friendly, a parte i pochi casi tutto il resto della clientela (come sempre) metteva in bella mostra la propria eterosessualità (qua la gente acciaffa e si tocca PESO in pubblico praticamente dappertutto davanti a chicchessia in qualsiasi momento). non capivo proprio. non ho capito ancora. non me lo sarei aspettato mai, diciamo.
venerdì, novembre 30, 2007
un perchè risposta
il brutto delle persone.. di alcune persone, ovviamente, non tutte... è che quando vanno all'estero... fanno e disfano, promettono e rimangiano, amano per poi odiare, tradiscono per ritradire, parlano per rimangiarsi... perchè a volte le persone all'estero sembrano "diverse" da come sono sempre state? non è che siano diverse... è solo che pensano che tutto quello che fanno, mentre sono fuori dal loro ambiente naturale, sia senza conseguenze. sia irrilevante, scoppi come una bolla di sapone. poi ritornano nel loro liquido originario e continuano quello che hanno lasciato come se nulla fosse, e in genere lo fanno anche quelli intorno a loro. per questo all'estero mostrano sfaccettature, spigoli di se stessi che non mostrano mai. perchè dove sono sempre e sanno di ritornare sembra loro che quello che fanno abbia delle conseguenze e che queste conseguenze saranno importanti, avranno un effetto. concreto. invece durante una permanenza, per così dire, straordinaria, non sentono di dovere niente a nessuno. lo stesso discorso vale per più di una persona, ad esempio due persone, o tre, o quattro, partite tutt'e due, o tre, o quattro da un liquido comune, faranno e disfaranno il proprio rapporto mentre sono via, lanciandosi tutto il tempo inesplicabili altrimenti finzioni, e quando ritorneranno, saranno e si relazioneranno esattamente nello stesso modo di quando erano partite.
giovedì, novembre 29, 2007
...
sono così felice.
luke got me a present... oggi, dopo una giornata veramente VERAMENTE da crisi isterica entra Giulia in camera, tornata dall'università, e mi fa: "Hai amici in Giappone per caso, Fra?".
ed è un regalo così bello, così fine, così spiritoso che...
a volte incontri gente che davvero... pensi che...
I am just so happy... just that... happy... smiling and... rasserenata-
luke got me a present... oggi, dopo una giornata veramente VERAMENTE da crisi isterica entra Giulia in camera, tornata dall'università, e mi fa: "Hai amici in Giappone per caso, Fra?".
ed è un regalo così bello, così fine, così spiritoso che...
a volte incontri gente che davvero... pensi che...
I am just so happy... just that... happy... smiling and... rasserenata-
mi incazzo
io non auguro a nessuno che gli si scolli anche solo leggermente il passaporto in un paese come questo. non auguro a nessuno di sperare che duri fino a gennaio e di scoprire in un giorno di neve novembrina che ora è scollato del tutto e di passare un giorno intero a sbattere fra i vari uffici dell'MGU e parlare con la polizia e scrivere dichiarazioni in cui dichiari che non ritieni nessuno responsabile della completa rottura del tuo passaporto e della sua conseguente non validità. non auguro a nessuno di sentire un poliziottino nel suo ufficetto di un universitONA dirti che se volesse potrebbe anche farti 1000 o 2000 euro di multa perchè sei completamente illegale sul territorio russo in questo momento. auguro a tutti, se mai vi dovesse capitare una cosa del genere, di avere affianco una persona russa che vi aiuti e vi sostenga e non si innervosisca ma tenti con calma e russa rassegnazione a risolvere il vostro problema. non auguro a nessuno, però, di sentirsi altrettanto impotente imbecille e SFIGATA quanto mi sono sentita io oggi. non auguro a nessuno di dover quindi cedere a questo ricattino ridicolo per ottenere un visto fino a gennaio, chissà quando, su un passaporto rotto che poi dovrai portare all'ambasciata italiana e sperare che te ne facciano uno nuovo il più in fretta possibile. non auguro a nessuno di sentirsi dire che all'ambasciata italiana ricevono su appuntamento, e basta. non auguro a nessuno di guardare le cose in prospettiva e capire che forse non si farà in tempo a salire su quell'aereo il 16 gennaio per tornare in italia, e considerare anche che comunque ENTRO il 31 gennaio si dovrà NUOVAMENTE essere a mosca per fare in tempo ad avviare la procedura di prolungamento fino a giugno del visto valido fino al 31 gennaio, che costa tanta fatica ottenere. e quanto costerà rifare un passaporto? e quanto ci vorrà? le feste si avvicinano... e se non è pronto per il 16 gennaio? e se fosse pronto a fine mese, però poi lo dovessi già riconsegnare per farlo prolungare una seconda volta fino a giugno e quindi, di nuovo, non potessi uscire da questo paese nè muovermi da questa città per altri mesi?io non auguro a nessuno niente del genere, perchè è veramente una cosa nerve-wracking.
mercoledì, novembre 28, 2007
mal di testa
la data impressa sulla foto è sbagliata... sorry. ho capito tardi come si faceva a toglierla.
e comunque... che altro?
ah
ho tropp mal di testa, stamattina... tropp. ieri ho bevuto un tè e mezzo litro d'acqua in tutto il giorno. per quanto riguarda le bevande non-alcoliche. poi ci ho messo su un buono strato di alcolici. e stamattina mi casca il cervello da quanto mi trapana la fronte questo maledettissimo mal di testa... uff...
niente, volevo solo mettere in guardia dagli effetti spiacevoli della disidratazione. e ricordare che 4 vodke più una svaria di birra non aiutano di certo.
lunedì, novembre 26, 2007
ovvietà
divento di pessimo umore con estrema facilità da un paio di giorni.
mi sento sempre un pò stanca, come se mi pesassero le gambe gli organi e pure gli occhi... anche...
la faccia mi si sta riempiendo di bolle, piccole fastidiose irriverenti irritanti imbecilli
un nonnulla diventa una piccola tragedia personale e un motivo per rimuginare sul passato sul presente sul futuro e sulle conseguenze di ognuno di essi
analizzo i comportamenti delle persone che mi circondano e li trovo inadeguati, difettosi, inconcludenti e deludenti, anche quelli di persone che di solito apprezzo
con fastidio accolgo lo spintone incerto e inavvertito sulla metro o sull'autobus, il fango al margine del marciapiede che mi inzacchera le scarpe, la russa che mi mostra la sua maglietta russa, la cinese che torna tutta bagnata e lo comunica con un guaito cinese
stress da megalopoli?
inquinamento radioattivo?
frustrazione da straniera in un posto di gente tendenzialmente scortese?
terrore della violenza?
follia recondita e genetica?
smog acustico civile sociale politico materiale inorganico tendenzioso maldestro pervasivo?
no.
le mestruazioni.
mi sento sempre un pò stanca, come se mi pesassero le gambe gli organi e pure gli occhi... anche...
la faccia mi si sta riempiendo di bolle, piccole fastidiose irriverenti irritanti imbecilli
un nonnulla diventa una piccola tragedia personale e un motivo per rimuginare sul passato sul presente sul futuro e sulle conseguenze di ognuno di essi
analizzo i comportamenti delle persone che mi circondano e li trovo inadeguati, difettosi, inconcludenti e deludenti, anche quelli di persone che di solito apprezzo
con fastidio accolgo lo spintone incerto e inavvertito sulla metro o sull'autobus, il fango al margine del marciapiede che mi inzacchera le scarpe, la russa che mi mostra la sua maglietta russa, la cinese che torna tutta bagnata e lo comunica con un guaito cinese
stress da megalopoli?
inquinamento radioattivo?
frustrazione da straniera in un posto di gente tendenzialmente scortese?
terrore della violenza?
follia recondita e genetica?
smog acustico civile sociale politico materiale inorganico tendenzioso maldestro pervasivo?
no.
le mestruazioni.
sabato, novembre 24, 2007
gun1
eh, ho riletto il post di ieri sera.. era un pò sfattanza anche se non ubriaca.. ma avevo avuto una giornata lunga, ecco perchè.. umpf, che minchia di terrore ieri... proprio... un secondo e ciao, è un secondo e ciao, francè, e ti viene in mente che davvero sul serio easily potrebbe anche sparare se fosse un tantino più ubriaco e un tantino più incosciente. ne ho viste di armi... in israele ero terrorizzata... pure... però me l'aspettavo ed è talmente militarizzato, come posto, che.. diventano parte del paesaggio, le armi, come un albero o un muro, e ti rendi conto che o ti rilassi o il giorno dopo torni a casa. e ti rilassi. qua a mosca... beh... armi non ne avevo ancora vista. ho visto delle gran braccia e delle gran spalle, come strumenti di violenza.. una volta un tizio che giocava con un coltello... niente di più. sguardi un pò animaleschi, urla un pò terrificanti...
davvero l'invenzione delle armi ha segnato la fine del coraggio e l'inizio della viltà più incivile alla portata di tutti.
davvero l'invenzione delle armi ha segnato la fine del coraggio e l'inizio della viltà più incivile alla portata di tutti.
gun
beh... per farla breve dato che sono quasi le 6 e ho soonnoe sono sfatta abbsstanza..oggi un tizio dentro la kruzhka vicino a metro chistye prudy (per chi è stato a mosca e ha una vaga idea di dove sia) si è avvicianto al nostro tavolo dove parlavamo english per far capire a tutti e ci fa ma di dove siete rispondo italia lui fa perchè in itslia parlano anche inglese faccio certo, ovvio, mi chiede com'è venezia lui e il suo amico mi chiedono com'è venezia dico kruto, bella proprio, e uno di sti due megaubriachi megabrutti fa a uno che era là al tavolo ma tu pure sei italiano e lui risponde no sono americano e il tizio ridacchia guarda il suo amico ridacchiano e poi il primo tizio (perchè i personaggi qua sono due, uno si chiama "il tizio" e l'altro "l'amico") insomma il tizio tira fuori sta.... sta... sta cazzo di .... era una pistola gente, una cazzo di pistola, e fa come per caricarla, e non era finta, per niente, perchè di pistole se ne vedono e nn era finta e neanche a pallini, era una cazzo di pistola vera, dentro il cazzo di pub mezzo vuoto prossimo alla chiusura lui tira fuori sta cosa e il suo amico gli da un colpo sul braccio per farlo smettere e lui se la rimette nei pantaloni e l'abbiamo visto solo io e giulia, la mia coinquiz, che guardavamo nella sua direzione perchè ovviamente gli altri erano di spalle o cercavano comunque di ignorarli. e qeusta cosa mi ha preso TROPPO male, ma troppo. perchè cmq ha tenuto la pistola fuori qualche secondo ed era una cazzo di pistola e di nuovo mi sono sentita vulnerabile al massimo e.. poi sono andata nel club dove vado sempre sperando di trovare i miei amichetti russi megagiganti che mi fanno sentire megaprotetta e non c'erano,...mi sa che hanno litigato o qualcosa del genere cmq stasera nn c'erano e io di malumore o comunque di mezzoumore tutta la serata. voi non avete idea di quanto io mi sia letteralmente cagata in mano like fucking faintin i did.... i was almost.. like...bylo tak strashno.terrrbile. orribile. una pistola, così vicina, un ubriaco fastdioso, a menggiarla, dentro un pub grosso, pieno di gente e camerieri e guardie... la pistola.
martedì, novembre 20, 2007
senza uscire mai
è il primo giorno in assoluto, da quando sono qua, che non metto piede fuori casa.
sembra una cazzata, sembra una giornata inutile. no. qui tutto è esperienza.
fa strano passare un giorno intero, intero, chiusi in una stanza di tre metri per cinque sapendo che essa si trova in mezzo a milioni di altre uguali, trovarsi soli in uno spazio per un giorno intero mentre 15 milioni di persone quasi fanno a botte per entrare nella metro per non far tardi al lavoro. a volte, oggi, mi sono fermata (fra le mie varie faccende domestiche e i compiti arretrati che ho dovuto fare) e ho sentito tutti i loro respiri correre su e giù per i piani e nei corridoi di questo palazzo di 16 piani.
sembra una cazzata, sembra una giornata inutile. no. qui tutto è esperienza.
fa strano passare un giorno intero, intero, chiusi in una stanza di tre metri per cinque sapendo che essa si trova in mezzo a milioni di altre uguali, trovarsi soli in uno spazio per un giorno intero mentre 15 milioni di persone quasi fanno a botte per entrare nella metro per non far tardi al lavoro. a volte, oggi, mi sono fermata (fra le mie varie faccende domestiche e i compiti arretrati che ho dovuto fare) e ho sentito tutti i loro respiri correre su e giù per i piani e nei corridoi di questo palazzo di 16 piani.
domenica, novembre 18, 2007
sabato, novembre 17, 2007
giovedì, novembre 15, 2007
commozioni
quanta neve... si accumula e si accumula e impera. dappertutto c'è gente che spala i marciapiedi, dappertutto camion che rilasciano una sostanza per impedire la formazione del ghiaccio sulle carreggiate, dappertutto neve e neve e ancora neve.
oggi è stata una mattinata.. ma che dico una mattinata, ci sono state 2 ore, dalle 9 e qualcosa alle 11, in cui mi è successo abbastanza da scrivere dieci pagine di racconto. quando sono uscita dallo studentato, che è già un luogo che proprio non definirei rumoroso, sono piombata nel silenzio più assoluto. il vento tirava piuttosto forte ed era pieno pieno pieno di fiocchi di neve. una doccia. non passava neanche una macchina o niente del genere, e tuuutto quello che io potevo vedere senza alzarmi in punta di piedi era ricoperto di neve. come fosse una glassa spessa, di quelle dolcissime. tutto bianco. ho alzato brevemente gli occhi al cielo, ed era bianco. e mi sono come vista, io, dall'alto, un punto in giacca verde militare e borsa dello stesso colore e cappello rosso e scarponi neri. che mi inerpicavo. e zitti zitti, un silenzio mai sentito. shhh... e camminavo, e non facevo rumore, la strada vuota, il vento muto, nè passi nè voci nè strilli nè clacson, nulla. mi sono immaginata di essere come un esploratore in siberia. che cammina cammina e non sente niente. e inizia a parlarsi perchè si annoia, ma a parlarsi dentro. non ci potevo credere.
poi sono apparse delle auto. delle persone. da vari lati. incredibilmente, ancora silenzio. ho scoperto le orecchie, ero come in una bolla. la cassetta della posta blu posta sul muro grigio, quel muro un pò in mezzo al nulla, un pò inutile, quella piccola cassetta solitaria che mi piace tanto oggi aveva un bellissimo colbacchino bianco che andava accrescendosi di minuto in minuto. arrivata al piccolo pendio che separa l'isolato case d'abitazione dall'altro studentato di questa strada... beh, ho sperato che succedesse. c'era un sottile strato di ghiaccio e ho un pò scivolato. ma poco, potevo benissimo farcela. ma ho voluto fare... puff', e cadere in mezzo alla neve. è stato carino. :) e poi mi sono alzata, e ho continuato il cammino.
dopo varie peripezie che non sto qui a elencare, il mio trolleybus si avvicina alla mia fermata, quella della facoltà. scendo, insieme a tutti, come sempre 1000 persone da ogni parte, come sempre (da quando nevica) il piede sprofondato fino alla caviglia nella melma accumulata ai lati della strada, come sempre giro intorno all'autobus per attraversare la strada.
mi accordo di questa minuscola vecchia con bastone che attraversa ad una velocità che le servirebbero almeno 10 minuti, per arrivare dall'altra parte. tutti la ignorano. la ignoro anch'io. passo avanti, poi mi giro. aveva la faccia grinzosissima, gli occhi semichiusi, la bocca semiaperta, completamente coperta di neve. il verde lampeggia. lei è a metà strada, io sul marciapiede. fa un passettino alla volta tenendosi al bastone. mi si spezza il cuore, torno al centro della strada, con le braccia faccio cenno di fermarsi, la prendo sottobraccio e sussurrandole "forza, forza" la trascino fino al marciapiede. lei non proferisce verbo. al marciapiede, faccio per proseguire, ma la vecchina fa "Scusi, posso chiederle di porgermi la mano per salire il gradino?" Gliela porgo. tace. le faccio fare due tre passetti sotto la mia vigilanza per controllare che non scivoli. faccio per girarmi e andare via, e lei, senza guardarmi, apre di nuovo la bocca, magra magra com'è e aggrinzita com'è scopre il suo unico dentino per dirmi "Grazie, per la sua attenzione".
mi ha quasi ucciso. il tono, le sue dimensioni, la sua vulnerabilità, la sua fermezza. ma come ha anche solo pensato di uscire di casa con quel tempaccio se neanche cammina?
rispondo "di niente" (senza sorridere, come fanno qua, però con tono... dolce, credo) mi giro e me ne vado.
oggi è stata una mattinata.. ma che dico una mattinata, ci sono state 2 ore, dalle 9 e qualcosa alle 11, in cui mi è successo abbastanza da scrivere dieci pagine di racconto. quando sono uscita dallo studentato, che è già un luogo che proprio non definirei rumoroso, sono piombata nel silenzio più assoluto. il vento tirava piuttosto forte ed era pieno pieno pieno di fiocchi di neve. una doccia. non passava neanche una macchina o niente del genere, e tuuutto quello che io potevo vedere senza alzarmi in punta di piedi era ricoperto di neve. come fosse una glassa spessa, di quelle dolcissime. tutto bianco. ho alzato brevemente gli occhi al cielo, ed era bianco. e mi sono come vista, io, dall'alto, un punto in giacca verde militare e borsa dello stesso colore e cappello rosso e scarponi neri. che mi inerpicavo. e zitti zitti, un silenzio mai sentito. shhh... e camminavo, e non facevo rumore, la strada vuota, il vento muto, nè passi nè voci nè strilli nè clacson, nulla. mi sono immaginata di essere come un esploratore in siberia. che cammina cammina e non sente niente. e inizia a parlarsi perchè si annoia, ma a parlarsi dentro. non ci potevo credere.
poi sono apparse delle auto. delle persone. da vari lati. incredibilmente, ancora silenzio. ho scoperto le orecchie, ero come in una bolla. la cassetta della posta blu posta sul muro grigio, quel muro un pò in mezzo al nulla, un pò inutile, quella piccola cassetta solitaria che mi piace tanto oggi aveva un bellissimo colbacchino bianco che andava accrescendosi di minuto in minuto. arrivata al piccolo pendio che separa l'isolato case d'abitazione dall'altro studentato di questa strada... beh, ho sperato che succedesse. c'era un sottile strato di ghiaccio e ho un pò scivolato. ma poco, potevo benissimo farcela. ma ho voluto fare... puff', e cadere in mezzo alla neve. è stato carino. :) e poi mi sono alzata, e ho continuato il cammino.
dopo varie peripezie che non sto qui a elencare, il mio trolleybus si avvicina alla mia fermata, quella della facoltà. scendo, insieme a tutti, come sempre 1000 persone da ogni parte, come sempre (da quando nevica) il piede sprofondato fino alla caviglia nella melma accumulata ai lati della strada, come sempre giro intorno all'autobus per attraversare la strada.
mi accordo di questa minuscola vecchia con bastone che attraversa ad una velocità che le servirebbero almeno 10 minuti, per arrivare dall'altra parte. tutti la ignorano. la ignoro anch'io. passo avanti, poi mi giro. aveva la faccia grinzosissima, gli occhi semichiusi, la bocca semiaperta, completamente coperta di neve. il verde lampeggia. lei è a metà strada, io sul marciapiede. fa un passettino alla volta tenendosi al bastone. mi si spezza il cuore, torno al centro della strada, con le braccia faccio cenno di fermarsi, la prendo sottobraccio e sussurrandole "forza, forza" la trascino fino al marciapiede. lei non proferisce verbo. al marciapiede, faccio per proseguire, ma la vecchina fa "Scusi, posso chiederle di porgermi la mano per salire il gradino?" Gliela porgo. tace. le faccio fare due tre passetti sotto la mia vigilanza per controllare che non scivoli. faccio per girarmi e andare via, e lei, senza guardarmi, apre di nuovo la bocca, magra magra com'è e aggrinzita com'è scopre il suo unico dentino per dirmi "Grazie, per la sua attenzione".
mi ha quasi ucciso. il tono, le sue dimensioni, la sua vulnerabilità, la sua fermezza. ma come ha anche solo pensato di uscire di casa con quel tempaccio se neanche cammina?
rispondo "di niente" (senza sorridere, come fanno qua, però con tono... dolce, credo) mi giro e me ne vado.
lunedì, novembre 12, 2007
:)
nevica ed è sempre - qualcosa da giorni. ehehehehe. mai avrei pensato di poter sorridere della neve. oh, chiarov mi diceva "che poi vedrai Fra, con lo smog che c'è... ti vengono i muchi neri (aaaaaaaaaarrr)" e cazzo è proprio vero. che schifo... weheheheh... ma sì dai scrivo ste cazzate dopo qualche birra easy a una sola fermata di metro (ormai 2 km per me sono "dietro casa"... per ME, capito? roba che da casa mia a Piazza della Vittoria a Forlì ci metto lo stesso tempo che dallo studentato alla metro... ahahahahah) e una chiacchiera simpatia e sono di buon umore.. ihihihih. mi sento... vero, meglio. mi stavo inacidendo. mannaggia alle abitudini che non sopporto. eheheeheheh. partire partire partire.. eh... oh! c'è anche chi si sente meglio solo da un'altra parte... solo adattandosi.. solo scoprendo un nuovo suo limite.. solo muovendosi :) двигаться proprio.. переехать... переместить.... il russo!
domenica, novembre 11, 2007
oroscopo
It will be a good week to build your spiritual prowess by dancing on burning embers without getting scorched, by smashing bricks with your forehead without getting a headache, or by parachuting out of a plane without scaring yourself to death. But there are other, less physical ways to jolt yourself into a higher state of awareness; you don't need to risk injury in order to boost your ability to see the big picture. For example, you could push through the terror you feel about asking for what you really want. You could overcome your fear of being honest with people you care about. You could stride into a place where you once experienced a defeat, and take the forceful action necessary to render that loss irrelevant.
I'd love to see you call your own bluff and blow your own cover. I'm hoping you'll stop hiding your assets and keeping so many secrets. And I really, really wish you would come out of the closet not just about your unique gender identity, but also about the other idiosyncratic twists and turns that make you who you are. Please stop being afraid of revealing your beauty, Libra -- even the work-in-progress aspects of your beauty. It's time to close the gap between the real you and the images people have of you.
ihhihih, questo tizio è un genio
I'd love to see you call your own bluff and blow your own cover. I'm hoping you'll stop hiding your assets and keeping so many secrets. And I really, really wish you would come out of the closet not just about your unique gender identity, but also about the other idiosyncratic twists and turns that make you who you are. Please stop being afraid of revealing your beauty, Libra -- even the work-in-progress aspects of your beauty. It's time to close the gap between the real you and the images people have of you.
ihhihih, questo tizio è un genio
venerdì, novembre 09, 2007
vecchi ricordi, sfalsati dal tempo e dalle circostanze
oggi che giorno è? ricordiamocelo tutti insieme. che giorno è? oggi nel calendario russo di un botto d'anni fa (per noi moderni ragazzini viziati un botto, per loro si tratta di qualche briciola nel tempo sterminato che credono di avere a disposizione) era il 25 ottobre, se non sbaglio. e cos'è successo il 25 ottobre? telefonata da parte dei miei.
mia madre: "ciao... come stai?"
"bene mamma, tu?"
"... sei andata, è vero?"
"dove?"
"eh, che quello io e tuo padre quando l'abbiamo visto alla televisione abbiamo detto "quella di sicuro è andata""
"sì sono andata mà, come facevo a non andare?"
"eh, lo sapevo infatti"
di che giorno siamo parlando? il tot giorno di ottobre 1917 c'è stata la RIVOLUZIONE. mica cazzi.e ogni anno da allora facevano la festa, il 7 novembre. festa nazionale, giorno festivo, etc etc. poi qualche anno fa VVP ha deciso che non si poteva più fare la festa della Rivoluzione e, per non togliere il festivo (giusto perchè il senso della festa, per lui, s'era ridotto a quello) s'è inventato la festa del 4 novembre, il Giorno dell'Unità Nazionale, di cui non frega un cazzo a nessuno. vabbè. oggi, pushkinskaja ploshad' (piazza Pushkin) alle 17 partiva corteo comunista verso la piazza del teatro bolshoj (100 metri dalla piazza rossa) per ricordare l'evento. vado, con le solite. età media: 65. bandiere rosse a non finire. urla e slogan dal camioncino scassato alla testa del corteo al quale ha partecipato un sacco di gente (almeno comparata a quella che c'era per la politkovskaja. ci saranno state, che so, 5000 persone, forse un pochino di più). urrà urrà. evviva evviva. tovarishi tovarishi. vechciette aggueritissime che distribuivano materiale propagandistico dicendo "loro, 90 anni fa, come voi, camminavano, da qui alla piazza rossa, con le bandiere rosse... loro, come voi, 90 anni fa". noi, TIPICHE MA CHE PROPRIO SI VEDEVA DA UN CHILOMETRO che non c'entravamo moltissimo. milizia lungo tutto il corteo, tipo cordone umano, camionette a non finire, però senza transenne e comunque c'era tanta gente quindi ti sentivi meno sotto tiro. bon, partiamo.cammina cammina (oggi - 6 gradi + vento freddisssssssimo) iniziamo a interrogarci sulla manifestazione, i suoi perchè, che senso abbai oggi per coloro che ci vanno. età media, 60, 65. una mia amica mi fa "certo che se fossi io, russa, di quell'età, se avessi vissuto quelli che hanno vissuto loro, chissà se oggi ci starei al freddo dietro a un camioncino scassato con sopra la foto di Stalin". e io "la foto DI CHI???" io avevo visto solo quella di Marx. affianco a lui, il compagno Josep risplendeva di luce staliniana. come magicamente, partono i cori e le canzoni pro-Stalin. stavo male, ma MALE. arriviamo alla fine del corteo (500 metri a piedi, mica di più) e c'era il palchetto allestito. "presente anche diliberto, dall'italia" hanno detto alla radio. diliberto??? infatti c'erano due coglioni con addosso le bandiere dei comunisti italiani. palchetto, folla paura perchè piazza piccola, comincia un coro assurdo pro stalin ,pro il compagno lukashenko, e pro di qua, e pro di là. e vecchierelli e meno vecchierelli che ci davano sti cazzo di giornaletti pseudocomunisti e ci regalavano bandierine con falce e martello e quando gli dicevamo "italiane" sorridevano ammirati e compiaciuti di quel loro sorriso naive dai denti d'oro. e a me stanovilos' ploxo, o4en' ploxo, cioè mi prendeva male, ma stramale. ma a stalin inneggi, ZIO CANE? a stalin? v'ha distrutto, stalin. credevo di poter andare a un corteo di quello che poteva essere e ho trovato 5000 moscoviti muniti di stemmi e bandiere e ricordi deformati che inneggiavano a chi???? ma dico no... se anche stalin ti piacesse, a te, russo anacronistico... MA LUI DOVE CAAAZZO ERA IL GIORNO DELLA RIVOLUZIONE D'OTTOBRE???? C'ERA????????? NON MI SEMBRA. non mi sembra proprio. il nome di Lenin è stato fatto una volta sola. ah sì, quel tizio lì, com'è che si chiamava? aaaaah già, lenin. quando poi dopo tutti sti stalin che già mi si contorceva la bocca e mi si rizzavano i peletti sulle braccia ho sentito lukashenko e lì sì che mi sono innervosita e ho iniziato a gridare.. beh, non proprio a gridare, diciamo a dire a voce alta, in italiano.. una serie di cose. abbiamo ritenuto meglio andarcene. hanno ritenuto meglio portarmi via, anche. in mezzo alla folla, mezzora per venirne fuori. a ogni nuova bandierina offerta, rispondevo con indifferenza (a quelle precendenti con un sorriso, ma comunque senza mai prenderle).e poi stasera al pub mi trovo a spiegare a 2 ventenni perchè la potenza industriale russa "creata" da stalin è stata creata a un prezzo che per me è inaccettabile. a spiegare che per me il paese coincide con gli abitanti e con come vivono e non con la metallurgia. a spiegargli che invece, per loro, gli abitanti si devono "sentire" come il paese è. devono identificarsi con le esportazioni di gas, devono. per sentirsi meglio. due ventenni che mi dicevano "sì stalin ha fatto tanto di sbagliato però senza di lui dopo la guerra non saremmo sopravvissuti e io non sarei qui a parlare con te al pub sereno e tranquillo". e io a incazzarmi. io a parlare parlare parlare. non erano neanche ventenni russi, fra l'altro. uno era bielorusso, pure peggio. stalin ha fatto tanto, per la russia. sarà. si vede, quello che ha fatto stalin, per la Russia. ha creato un marchio, che ha fatto? ci sono rimasta male male male. lenin, lenin, trotzki, dov'erano, in quel corteo? se poi uno pensa che qua la faccia e il nome di lenin sono dappartutto, realizza come... davvero, questo periodo storico stia fondendo il cervello a tutti. destra, sinistra, proputin, controputin, forseputin, a tutti. nessuno sa più quello che dice e si aggrappa a quei piccoli momenti di... quei momenti in cui nello schifo almeno, ALMENO si è sentito uguale agli altri. perchè le disuguaglianze corrodono, sopratutto le disuguaglianze che riempiono di sdegno come quelle qua. e quindi così... "per Stalin, per Stalin, urrà". e tutti, con insolita energia, "urrà". buona festa della rivoluzione, tovarish Vladimir Ilic Lenin. Qua... t'ho pensato solo io, in quella piazza. io e forse pure qualcun altro. mi fa piacere credere che almeno tu, i primi tempi, ci credessi sul serio. anche la foto di marx affianco alla sua, di stalin, che sdegno. che sdegno.ogni giorno c'è da imparare, qua.perchè non ho scritto di quello che è successo il 4 novembre, il nuovo Giorno dell'Unità nazionale. il giorno dei 38 meeting politici in tutta mosca. il giorno in cui il sindaco di mosca ha dichiarato "eh beh, noi abbiamo autorizzato le manifestazioni. anche quelle antiputin. però abbiamo dovuto autorizzarle tutte. quindi stiano attenti, comunisti, socialdemocratici e progressisti, perchè oggi sfilano pure i fascisti gli xenofobi e gli estremisti di destra di ogni altro tipo. beh, noi dobbiamo autorizzare tutte le forme di libero pensiero, no?" il giorno in cui sotto la piazza rossa i soliti 10000 del gruppo giovanile di putin c'aveva il palcazzo superaccessoriato e faceva il megaconcertone. e il 4 davvero TUTTA la città era militarizzata. perchè ognuno c'aveva una piazza diversa della città. abbiamo beccato anche un concerto rock cattolico (gesù è il mio migliore amico... contro la xenofobia... sono così, strofe che mi ricordo). quelli di destra avevano come slogan "la russia per i russi". quelli di sinistra.. non avevano uno slogan in particolare. sono brilla e stanca ma dovevo DOVEVO scrivere prima di andare a letto oggi. dovevo proprio. beh, buonanotte.f'c fridd.
mia madre: "ciao... come stai?"
"bene mamma, tu?"
"... sei andata, è vero?"
"dove?"
"eh, che quello io e tuo padre quando l'abbiamo visto alla televisione abbiamo detto "quella di sicuro è andata""
"sì sono andata mà, come facevo a non andare?"
"eh, lo sapevo infatti"
di che giorno siamo parlando? il tot giorno di ottobre 1917 c'è stata la RIVOLUZIONE. mica cazzi.e ogni anno da allora facevano la festa, il 7 novembre. festa nazionale, giorno festivo, etc etc. poi qualche anno fa VVP ha deciso che non si poteva più fare la festa della Rivoluzione e, per non togliere il festivo (giusto perchè il senso della festa, per lui, s'era ridotto a quello) s'è inventato la festa del 4 novembre, il Giorno dell'Unità Nazionale, di cui non frega un cazzo a nessuno. vabbè. oggi, pushkinskaja ploshad' (piazza Pushkin) alle 17 partiva corteo comunista verso la piazza del teatro bolshoj (100 metri dalla piazza rossa) per ricordare l'evento. vado, con le solite. età media: 65. bandiere rosse a non finire. urla e slogan dal camioncino scassato alla testa del corteo al quale ha partecipato un sacco di gente (almeno comparata a quella che c'era per la politkovskaja. ci saranno state, che so, 5000 persone, forse un pochino di più). urrà urrà. evviva evviva. tovarishi tovarishi. vechciette aggueritissime che distribuivano materiale propagandistico dicendo "loro, 90 anni fa, come voi, camminavano, da qui alla piazza rossa, con le bandiere rosse... loro, come voi, 90 anni fa". noi, TIPICHE MA CHE PROPRIO SI VEDEVA DA UN CHILOMETRO che non c'entravamo moltissimo. milizia lungo tutto il corteo, tipo cordone umano, camionette a non finire, però senza transenne e comunque c'era tanta gente quindi ti sentivi meno sotto tiro. bon, partiamo.cammina cammina (oggi - 6 gradi + vento freddisssssssimo) iniziamo a interrogarci sulla manifestazione, i suoi perchè, che senso abbai oggi per coloro che ci vanno. età media, 60, 65. una mia amica mi fa "certo che se fossi io, russa, di quell'età, se avessi vissuto quelli che hanno vissuto loro, chissà se oggi ci starei al freddo dietro a un camioncino scassato con sopra la foto di Stalin". e io "la foto DI CHI???" io avevo visto solo quella di Marx. affianco a lui, il compagno Josep risplendeva di luce staliniana. come magicamente, partono i cori e le canzoni pro-Stalin. stavo male, ma MALE. arriviamo alla fine del corteo (500 metri a piedi, mica di più) e c'era il palchetto allestito. "presente anche diliberto, dall'italia" hanno detto alla radio. diliberto??? infatti c'erano due coglioni con addosso le bandiere dei comunisti italiani. palchetto, folla paura perchè piazza piccola, comincia un coro assurdo pro stalin ,pro il compagno lukashenko, e pro di qua, e pro di là. e vecchierelli e meno vecchierelli che ci davano sti cazzo di giornaletti pseudocomunisti e ci regalavano bandierine con falce e martello e quando gli dicevamo "italiane" sorridevano ammirati e compiaciuti di quel loro sorriso naive dai denti d'oro. e a me stanovilos' ploxo, o4en' ploxo, cioè mi prendeva male, ma stramale. ma a stalin inneggi, ZIO CANE? a stalin? v'ha distrutto, stalin. credevo di poter andare a un corteo di quello che poteva essere e ho trovato 5000 moscoviti muniti di stemmi e bandiere e ricordi deformati che inneggiavano a chi???? ma dico no... se anche stalin ti piacesse, a te, russo anacronistico... MA LUI DOVE CAAAZZO ERA IL GIORNO DELLA RIVOLUZIONE D'OTTOBRE???? C'ERA????????? NON MI SEMBRA. non mi sembra proprio. il nome di Lenin è stato fatto una volta sola. ah sì, quel tizio lì, com'è che si chiamava? aaaaah già, lenin. quando poi dopo tutti sti stalin che già mi si contorceva la bocca e mi si rizzavano i peletti sulle braccia ho sentito lukashenko e lì sì che mi sono innervosita e ho iniziato a gridare.. beh, non proprio a gridare, diciamo a dire a voce alta, in italiano.. una serie di cose. abbiamo ritenuto meglio andarcene. hanno ritenuto meglio portarmi via, anche. in mezzo alla folla, mezzora per venirne fuori. a ogni nuova bandierina offerta, rispondevo con indifferenza (a quelle precendenti con un sorriso, ma comunque senza mai prenderle).e poi stasera al pub mi trovo a spiegare a 2 ventenni perchè la potenza industriale russa "creata" da stalin è stata creata a un prezzo che per me è inaccettabile. a spiegare che per me il paese coincide con gli abitanti e con come vivono e non con la metallurgia. a spiegargli che invece, per loro, gli abitanti si devono "sentire" come il paese è. devono identificarsi con le esportazioni di gas, devono. per sentirsi meglio. due ventenni che mi dicevano "sì stalin ha fatto tanto di sbagliato però senza di lui dopo la guerra non saremmo sopravvissuti e io non sarei qui a parlare con te al pub sereno e tranquillo". e io a incazzarmi. io a parlare parlare parlare. non erano neanche ventenni russi, fra l'altro. uno era bielorusso, pure peggio. stalin ha fatto tanto, per la russia. sarà. si vede, quello che ha fatto stalin, per la Russia. ha creato un marchio, che ha fatto? ci sono rimasta male male male. lenin, lenin, trotzki, dov'erano, in quel corteo? se poi uno pensa che qua la faccia e il nome di lenin sono dappartutto, realizza come... davvero, questo periodo storico stia fondendo il cervello a tutti. destra, sinistra, proputin, controputin, forseputin, a tutti. nessuno sa più quello che dice e si aggrappa a quei piccoli momenti di... quei momenti in cui nello schifo almeno, ALMENO si è sentito uguale agli altri. perchè le disuguaglianze corrodono, sopratutto le disuguaglianze che riempiono di sdegno come quelle qua. e quindi così... "per Stalin, per Stalin, urrà". e tutti, con insolita energia, "urrà". buona festa della rivoluzione, tovarish Vladimir Ilic Lenin. Qua... t'ho pensato solo io, in quella piazza. io e forse pure qualcun altro. mi fa piacere credere che almeno tu, i primi tempi, ci credessi sul serio. anche la foto di marx affianco alla sua, di stalin, che sdegno. che sdegno.ogni giorno c'è da imparare, qua.perchè non ho scritto di quello che è successo il 4 novembre, il nuovo Giorno dell'Unità nazionale. il giorno dei 38 meeting politici in tutta mosca. il giorno in cui il sindaco di mosca ha dichiarato "eh beh, noi abbiamo autorizzato le manifestazioni. anche quelle antiputin. però abbiamo dovuto autorizzarle tutte. quindi stiano attenti, comunisti, socialdemocratici e progressisti, perchè oggi sfilano pure i fascisti gli xenofobi e gli estremisti di destra di ogni altro tipo. beh, noi dobbiamo autorizzare tutte le forme di libero pensiero, no?" il giorno in cui sotto la piazza rossa i soliti 10000 del gruppo giovanile di putin c'aveva il palcazzo superaccessoriato e faceva il megaconcertone. e il 4 davvero TUTTA la città era militarizzata. perchè ognuno c'aveva una piazza diversa della città. abbiamo beccato anche un concerto rock cattolico (gesù è il mio migliore amico... contro la xenofobia... sono così, strofe che mi ricordo). quelli di destra avevano come slogan "la russia per i russi". quelli di sinistra.. non avevano uno slogan in particolare. sono brilla e stanca ma dovevo DOVEVO scrivere prima di andare a letto oggi. dovevo proprio. beh, buonanotte.f'c fridd.
mercoledì, novembre 07, 2007
oggi fuori fanno -7. l'ho visto su internet.vabbè forse esagerano. ieri però - 5 nemmeno era piacevole. due giorni fa, quando ho preso il latte dal davanzale fuori dalla finestra ed era diventato un Mottarello senza copertura di cioccolato (in realtà il Mottarello dentro è morbido... quello era una cosa nuova, un ghiacciolo al latte, era) ho capito che qualcosa è finalmente cambiato, che non c'è più indecisione, più nessun dubbio. inverno. combatto con collant di lana. tò. è la prima volta nella vita che metto dei collant per... la vita reale, diciamo. perchè li odio li odio li odio. quanto fanno caldo, però.
8 di mattina, a mosca, nel mio buchetto chiamato stanza 315 blocco 2 terzo piano Studentato DSK casa numero 7 di via Kravchenko, traversa di prospekt Vernadskogo, zona sud-ovest della città, mi preparo alla guerra contro il freddo.
martedì, novembre 06, 2007
oggi - 4. decisamente io NON so cos'è il freddo. cioè, non lo sapevo. fa un freddo cane. un freddo che ti mette le ali ai piedi e che ti fa pensare sul serio che magari il gelo rassoderà la tue gambe prossime alla cancrena. c'è poca neve e molto fumo nell'aria. davvero, sembra aumentato. a volte respiri proprio scarico delle macchine anche se non sei affatto in mezzo alla strada. credo che il livello sia rimasto lo stesso, solo le nuvole si sono compattate per non lasciar passare il sole e quindi il fumo anzi i fumi della città non hanno più molto sfogo verso l'alto e quindi restano a gravare sulla città e sui suoi abitanti stabili e temporanei. a essere sinceri stamattina verso le 11 un raggino di sole si è affacciato. penso che l'umore di tutti i 20 milioni di esseri umani che in quel momento, come quasi tutte le mattine, si trovavano a mosca si sia sollevato in modo eccelso. per ritornare ai suoi livelli standard dopo poco, quando le nuvole hanno di nuovo avuto la meglio. sempre a lamentarsi, sti russi, non se ne può più. poi se uno osa storcere un sopracciglio pensando, senza neanche parlarne, alla Russia, ecco che succede il finimondo.
fa ridere come la gente ci guardi quando parliamo italiano in giro, con giulia. proprio si voltano come se sentissero chissà quale pifferaio magico che suona una musica ammaliante.. gli occhi rapiti, un sorriso che vedi non così spesso sulle facce della gente, e poi si scambiano due parole nel loro solito sottovocismo chiedendo l'uno all'altro "di dove saranno?".
a proposito del silenzio dei russi. a volte fa quasi paura. quando siamo andate a kubinka, mentre aspettavamo l'altro trenino, in una di queste stazioncine sperdutelle del Podmoskovje... 5 italiane e intorno un centinaio di russi era come se fosse 5 italiane e basta. su un binarietto proprio insignificante, stretto stretto. mi sono venuti in mente i binari più chiassosi dove sono stata... che so... il 1 a bologna alle 11 di mattina o uno a milano alle 11 di sera o roma... un bordello... la gente parla parla e fuma fuma perchè non sa che fare... ciancia, tipo, come si dice. qui... parlano, sì, ma sottovoce. ma non di quel sottovoce che insieme agli altri sottovoce diventa un sottofondo.
i loro sottovoce sembrano... trasparenti. tutti insieme, uniti, formano.. una bolla d'aria.
quando abbiamo visto un poliziotto fermare tre dall'aspetto caucasico con aria poliziottesca russa (indisponente, cattiva, aggressiva) e strappar loro di mano i passaporti e condurli spingendoli verso il loro punto "milizia" abbiamo taciuto anche noi, per il timore che fermasse anche noi, in quanto straniere (improbabile, dato che qua gli italiani sono considerati mooolto meno stranieri dei caucasici e soprattutto ci voglio mooooooooooooooooooolto più bene).
a quel punto la bolla ha rapito anche noi che galleggiavamo in essa assieme ai russi, preda anche noi di un attacco di sottovocismo. che storia. sì... loro quando aspetto o leggono o parlano, producendo all'incirca lo stesso minimo quantitativo di inquinamento acustico.
insomma freddo. invece quel giorno di kubinka, che era tempo fa, faceva un caldo... da paura.
mi chiedo, se siamo solo a - 4 o - 5, cosa sarà - 20, ma sul serio. mah. cercherò.
lunedì, novembre 05, 2007
ieri siamo tornate a casa con la mashina e abbiamo beccato un autista fantastico. un vecchiettoso russo mezzo bohemien che pare se ne sbatta della polizia e delle multe e ferma la macchina dove gli pare e ha le cinture di sicurezza rotte... uno che ha viaggiato tutta europa e non capisce come si possa dire che la Russia è europa... uno che sa qualche parola di italiano e qualcuna di spagnolo ma francese zero perchè proprio non c'arriva. un tizio così, ultralogorroico, che dice che il Proekt OGI è un posto per gente acculturata e intelligente non come tutti sti ragazzini russi che vanno a sfondarsi nei posti dove si balla l'house. che carino... che illuso, anche. chissà cosa pensa che faccia la gente dentro al proekt Ogi. ohibo.
qui fa freddo, ormai è ufficiale. sono un paio di giorni che sto fuori da mane a mane e mi stupisco della mia resistenza.. ho solo un pò di mal di gola mentre di solito quando faccio ste cose tempo tre giorni e ho la bronchite... sto bene, benissimo, e mi pongo un sacco di domande. ma forse il rapporto tra me e Mosca è ancora tutto da costruire... ci frequentiamo da poco, è inutile saltare a conclusioni affrettate.
qui la gente è così diversa. molto più orgogliosa.
sta camera è piena di polvere. mi chiedo come sia possibile se non ci siamo mai.
aspetto un nuovo nipote :)
lunedì, ottobre 29, 2007
finisce ottobre. il 5 novembre qui è vacanza. è il giorno dell'Unità Nazionale.
sembra quanto mai una presa per il culo, dato che qua di unità... se ne vede poca. nazionale, poi.
ci sono studentesse, alla facoltà di lingue straniere dell'Università statale di Mosca, che vengono a scuola in taxi. altre, accompagnate dall'autista, che le va anche a riprendere. l'autista parcheggia davanti all'ingresso la sua (cioè del padrone) BMW nera coi vetri oscurati ed esce dall'abitacolo per aspettare la pupilla e prontamente aprirle la portiera per consentire il suo ingresso, possibilmente, SENZA che lei debba scendere dal marciapiede o sorpassare la benchè minima pozzanghera.
sono ragazzine ricche di 18, 19 anni, a cui spesso viene proibito di prendere l'autobus o la metro, cosicchè, ne hanno timore. chissà che succede, nella metro.
sono ragazzine che hanno sempre i capelli freschi di parrucchiere, ma nessuna idea sotto quei capelli. nessuna curiosità. faccio lezione ad alcune ragazzine del genere. non le odio, mi spiace, solamente. oggi una di queste mi ha chiesto se in Italia ci sono molti omosessuali o, come li ha chiamati lei, molte "persone di orientamento non tradizionale". questa è l'espressione che usano al telegiornale, pare, quella carina, che non offende. qua dire "gay" non è proprio offensivo, ma quasi. strano, a me sembra molto più offensiva l'espressione "carina". in ogni caso... bene, perchè almeno ha chiesto... qualcosa. mi sembrava il barlume di curiosità che speravo prima o poi di vedere da qualcuno di quella classe di ricchi bambini che studiano scienze politiche e sanno poco della loro storia recente e niente di italiano. molti hanno scelto italiano perchè sono stati a Firenze. ohibò. la seconda domanda che mi ha fatto è stata "senta scusi... così, mi è passato per il cervello..." e io "dimmi, dimmi" e lei "è vero che in Italia è 70 euro per 20 minuti?".
.......................... ma CHE CAZZO gli passa nel cervello, a sti ragazzini? sconcertata. sconcertata.
domenica si sono conclusi i 4 giorni di fiera dove ho lavorato. una fiera di cosmetici. di cosmetica. IO, sì. facevo da interprete per delle italiane (capo e 2 sottoposte) provenienti da una grossa azienda di cosmetici del milanese. per "grossa" si intende di lunga data, di alti profitti. cosmetici da paura, in effetti. trucchi. tre stronze mai viste, oh. certo, posso capire che per tre donne che vivono su un'azienda del genere, e vivono dell'immagine che hanno e che danno, incontrare me... può essere... come dire... deludente. (mi sono impegnata comunque... un pochino... cioè, non ci sono certo andata sfatta come al solito). però essere talmente bacate e provinciali e ignoranti da avere rapporti con un sacco di paesi dell'area slava e non avere UNA, e dico UNA persona che vi faccia da inteprete secondo me è poco serio. non avendo mai lavorato con interpreti, non è che gli piacesse più di tanto l'idea della mia intermediazione che, conseguentemente, cercavano di limitare al massimo. fra l'altro, c'è tutta una terminologia legata al make-up che proprio non conoscevo... neanche in italiano... e loro non è che mi abbiano aiutato, ecco.
italiane insomma, dai. si sa. poi ricche, di milano... ciao, tipo. eh boh, succede.
interessante però, lavorare in fiera. soprattutto in ste fiere supersuper. impari un sacco di cose, vedi e senti un sacco di schifo, e scrocchi un sacco di roba (e quasi ti dimentichi che sei lì 9 ore al giorno per 28 euro!!! aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!)
lunedì, ottobre 22, 2007
autostima :)
è bello uscire di casa alle 5 e mezza del pomeriggio a Mosca. adesso che è autunno ed è tutto grigio... e ci sono quei giorni, come quello di oggi, in cui è grigio sì, ma meno del solito, e hai la sensazione, anzi, è proprio quasi come se lo vedessi, del sole che cerca disperatamente di far passare qualche raggio attraverso la dura cortina di nuvole che ricopre Mosca... un pò come quando uno cerca di far entrare un qualche sano principio nella testa di un russo, eehehe... e dicevo è bello uscire, sola, arrivare fino alla fermata dell'autobus fumando una sigaretta, camminando piano, guardandosi intorno... e pensando che sono proprio contenta. sono contenta di sapermela cavare. sì, questa cosa che... diciamo... più o meno... dove mi metti sto, insomma. che mi abituo, che mi piace cambiare. a volte sono caratteristiche positive. lati del carattere che... sì dai... a me piacciono. mi piace uscire di casa alle 5 e mezza di pomeriggio e chiamare il buco dove vivo "casa" e sentirmi come quando a Forlì vado in Valverde, per dare un'idea. vado a prendere il vecchio solito 34 pieno di vecchie malandate e studenti incuffiati di I-Pod e studentesse mezze nude o comunque super infighettate, per recarmi in facoltà. a Mosca. easy.
niente.. ho avuto questa sensazione di familiarità e mi ha preso bene, mi ha fatto piacere.
qui la maggiorparte delle ragazze va in università vestita in un modo che non comprendo.
gonne cortissime, orribili giubbotti di pelo, gran trucco e, soprattutto, GRAN GRAN tacchi. non comprendo, a questo punto, che concezione abbiano, dell'università. cioè, perchè pensano che ci si vada, di solito. non... afferro.
qui moltissimi uomini la notte dormono in macchina. a volte con la macchina accesa. siamo giunte alla conclusione che sono di quelli che la notte girano per fare i taxi abusivi. si vede che ogni tanto si fermano e si abbioccano un'oretta.
sì, perchè qua dopo un certo orario taxi in giro non ce ne sono praticamente più. ed è molto in uso fare questa specie di "autostop a pagamento". semplicemente sporgi la mano, qualcuno si ferma (uomo), ti accordi sul prezzo, e ti porti a casa. la prima volta ero un pò terrorizzata. adesso mi viene molto facile. di sola non lo farei, comunque, ancora. vabbò, sì... in genere aspetto la prima metro, alle 5:30. se mi annoio prima... машина. si chiama così, "mashina". macchina, semplicemente. moltissimi uomini arrotondano così. si fanno trovare soprattutto all'uscita dei club, ma ne trovi dovunque, in ogni caso. in genere hanno un Zhiguli. una macchina tipo la vecchia 127, per chi se la ricorda. scassatissima, in genere. è difficilotto che si fermi uno con una macchina buona. anche se una volta un tizio in BMW con soprabito gemelli e tutto si è fermato. non voleva scendere sotto i 100 rubli perchè lui c'aveva il BMW, capito. ma vai a cagare. ho aspettato una Zhiguli. un'altra volta eravamo io e la mia coinquilina, ci prende su un tizio, esce che è azerbaijano. a momenti mi piglia un colpo... hanno fama di essere parecchio violenti, di avere tipo leggi autonome, di gruppo. poi mi sono detta che queste cose me le avevano dette dei russi... il bue che dice cornuto all'asino, proprio.
sabato, ottobre 20, 2007
che posto...
che è questo... eheheheheheh... la Russia. eheheheheh. Mosca, più che altro. Stamattina stordimento peso dovuto a serata sfattanza... bellina. ho fatto un pò pace col russo picchiatore. il russo quello che ha fatto sì, con il suo comportamento estremamente aggressivo, che quel narkoman maledetto mi rompesse gli occhiali. sono abituati così. sono abituati che... ti DEVI far valere, sennò gli altri penseranno che non hai abbastanza fegato. ragionamenti simili.
come la storia della gallina dalle uova d'oro, nella rivisitazione russa, intendo. forse l'ho già scritto, ma... c'erano un vecchietto e una vecchietta di campagna, che avevano una gallina. sta gallina un giorno fa un uovo d'oro. loro si esaltano e pensano a quanto potrebbero guadagnarci vendendolo. poi vengono colti da curiosità e decidono di vedere cosa contiene. provano a romperlo in tutti i modi possibili. non ce la fanno. abbandonano l'impresa lasciando l'uovo su un tavolino. l'uovo inizia a rotolare verso il bordo del tavolo. rotola giù, e si rompe. così, da solo. senza che loro ci siano riusciti attivamente. si rompe, e... i due vecchietti decidono di non farci proprio niente, con quella gallina. mi pare che... la fine non la ricordo bene... comunque o la uccidono e ne comprano un altra, o la vendono e ne prendono una "normale" che faccia uova "normali". perchè? perchè per loro è stato troppo frustrante non essere riusciti a romperlo e vedere che poi si è rotto da solo. troppo frustrante. morale della favola : alla gente semplice, di campagna, i lussi non servono. sono solo causa di problemi, e, appunto, frustrazioni. questa è la morale. peraltro, nella favola non si dice cosa l'uovo contenesse. qualunque cosa fosse, anche un pulcino d'oro, non avrebbe colmato lo sdegno e il calo di autostima dei due campagnoli russi.
mah.
sarà che sono nata vissuta e cresciuta in Europa, io. eh sì, dev'essere quello. sennò penso che... boh, potrei almeno arrivarci... anche senza accettare. uno campagnolo... campagnolo deve restare. sennò si frustra. eh.
come la storia della gallina dalle uova d'oro, nella rivisitazione russa, intendo. forse l'ho già scritto, ma... c'erano un vecchietto e una vecchietta di campagna, che avevano una gallina. sta gallina un giorno fa un uovo d'oro. loro si esaltano e pensano a quanto potrebbero guadagnarci vendendolo. poi vengono colti da curiosità e decidono di vedere cosa contiene. provano a romperlo in tutti i modi possibili. non ce la fanno. abbandonano l'impresa lasciando l'uovo su un tavolino. l'uovo inizia a rotolare verso il bordo del tavolo. rotola giù, e si rompe. così, da solo. senza che loro ci siano riusciti attivamente. si rompe, e... i due vecchietti decidono di non farci proprio niente, con quella gallina. mi pare che... la fine non la ricordo bene... comunque o la uccidono e ne comprano un altra, o la vendono e ne prendono una "normale" che faccia uova "normali". perchè? perchè per loro è stato troppo frustrante non essere riusciti a romperlo e vedere che poi si è rotto da solo. troppo frustrante. morale della favola : alla gente semplice, di campagna, i lussi non servono. sono solo causa di problemi, e, appunto, frustrazioni. questa è la morale. peraltro, nella favola non si dice cosa l'uovo contenesse. qualunque cosa fosse, anche un pulcino d'oro, non avrebbe colmato lo sdegno e il calo di autostima dei due campagnoli russi.
mah.
sarà che sono nata vissuta e cresciuta in Europa, io. eh sì, dev'essere quello. sennò penso che... boh, potrei almeno arrivarci... anche senza accettare. uno campagnolo... campagnolo deve restare. sennò si frustra. eh.
giovedì, ottobre 18, 2007
non mi aspettavo mi sarebbe dispiaciuto quanto mi è dispiaciuto.
non me l'aspettavo proprio.
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