con la frustrazione tipica di chi non ha idea di come farà a mantenersi nel prossimo futuro, con la strast' tipica di chi è abituato a insistere, con l'ottimismo tipico di coloro che vivono situazioni emozionali complesse complessive e soprattutto positive quotidianamente, con la panza di chi non fa sport da anni, coi capelli di chi vive in posti umidi, con il mal di testa di chi sta tutto il giorno davanti ad un computer, con la calma tipica di chi sa che il nervosismo del momento è dovuto in gran parte alla sindrome pre-mestruale scrivo queste poche righe su un blog che vorrei tenere più aggiornato e che vorrei riflettere un essere umano più ispirato, più profondo, meno invischiato in beghe squisitamente neanche materiali, bensì... in ultima analisi... kroshe4nye... come tradurre... melkie... come tradurre...
già.
lunedì, dicembre 13, 2010
domenica, dicembre 05, 2010
hotel
SDRAIATA mollemente su un letto scarso di una camera d'albergo piccola e francamente un pò sporchina di una località come ce ne sono un milione, maledette standardizzatissime località termali italiane tutte alberghi e negozi e soldi da spendere, che ti chiedono così tanto e supplichevolmente di spenderli che lo faresti anche solo per compassione, sono ostaggio dell'ultima farsa ordita dal governo italiano e nominata campus mentis. che passione, questa delle sigle. tutta made in usa. campus mentis, sistri, operazione sti-cazzi, progetto sta-minchia e via dicendo.
commedia dell'arte, ancora e sempre, restiamo fedeli alle origini, macchiate, sporcate, meschinizzate, ma pur sempre origini e tradizioni e background blabla.
mi sono persa.
dicevo: sdraiata mollemente, scrivo qualche riga sul mio bloggino semi-abbandonato, molto trascurato nell'intrico dei miei cambiamenti interiori esteriori delle mie agende dei miei progetti dei miei tentativi dei miei pc condivisi a lavoro e delle mie chiavette internet malfunzionanti.
ed è tanto che penso di scrivere. qui. un pò.
a volte mi vengono in mente grappoli di frasi dolci, o intelligenti, o interessanti, o che, per vari motivi, io scriverei, e o sono fuori casa, o comunque non ho modo, non sono rilassata, ho l'ennesima tesi da scrivere etc.
mi dico sempre che dovrei annotarle, quelle frasi, e scriverle in un secondo momento, vedere se ritrovo il filo di quei pensieri.
non lo faccio mai, poi, perchè mi sembra stupido.
non so cosa ci sia di stupido, ma mi sembra stupido. come se le mie frasi adesso... o forse è solo che mi vergogno a rivederle scritte a penna. anche sulla mia agenda, visibile solo a me. non so. perchè.
in questo momento non me ne viene in mente neanche uno, di quei grappoli. nemmeno una mezza frase.
del resto... come descrivere la mia intensa felicità e completezza emotiva?
come descrivere l'orrore, il terrore, la sensazione di impotenza che mi colgono a volte, senza motivo apparente, senza preavviso, al pensiero di rovinarla?
come descrivere il bisogno inconscio di vivere sentimenti in negativo, di oggettivarli solo negandoli, pensandoli come frutto di un terribile piano ordito da forze ostili per gettarmi in un baratro appena mi rilasso? menomale che è solo a momenti. menomale che c'è. il mio sentimento. e chi ne sopporta l'onere, a volte, lo riconosco, un pò impegnativo.
come descrivere l'incertezza riguardo a ciò che sarà? non ho mai cercato certezze. certezza è il termine sbagliato. quello che coglie me, personalmente, è disperazione di fronte all'assenza di possibilità.
quel miraggio, l'unico aspetto positivo dello stramaledetto ingiusto fuorviante schifoso capitalismo e "cosismo" in cui viviamo, quello di avere davanti un mare di avventure nelle quali imbarcarsi e barcamenarsi per cimentare se stessi e le proprie infinite possibilità e per re-inventarsi in nuova forza lavoro
è
desolatamente
miserevolmente
assente.
voilà quoi.
preda dell'ottimismo proprio solo di chi ama, insisto, insisto, spingo.
già, sono felice.
commedia dell'arte, ancora e sempre, restiamo fedeli alle origini, macchiate, sporcate, meschinizzate, ma pur sempre origini e tradizioni e background blabla.
mi sono persa.
dicevo: sdraiata mollemente, scrivo qualche riga sul mio bloggino semi-abbandonato, molto trascurato nell'intrico dei miei cambiamenti interiori esteriori delle mie agende dei miei progetti dei miei tentativi dei miei pc condivisi a lavoro e delle mie chiavette internet malfunzionanti.
ed è tanto che penso di scrivere. qui. un pò.
a volte mi vengono in mente grappoli di frasi dolci, o intelligenti, o interessanti, o che, per vari motivi, io scriverei, e o sono fuori casa, o comunque non ho modo, non sono rilassata, ho l'ennesima tesi da scrivere etc.
mi dico sempre che dovrei annotarle, quelle frasi, e scriverle in un secondo momento, vedere se ritrovo il filo di quei pensieri.
non lo faccio mai, poi, perchè mi sembra stupido.
non so cosa ci sia di stupido, ma mi sembra stupido. come se le mie frasi adesso... o forse è solo che mi vergogno a rivederle scritte a penna. anche sulla mia agenda, visibile solo a me. non so. perchè.
in questo momento non me ne viene in mente neanche uno, di quei grappoli. nemmeno una mezza frase.
del resto... come descrivere la mia intensa felicità e completezza emotiva?
come descrivere l'orrore, il terrore, la sensazione di impotenza che mi colgono a volte, senza motivo apparente, senza preavviso, al pensiero di rovinarla?
come descrivere il bisogno inconscio di vivere sentimenti in negativo, di oggettivarli solo negandoli, pensandoli come frutto di un terribile piano ordito da forze ostili per gettarmi in un baratro appena mi rilasso? menomale che è solo a momenti. menomale che c'è. il mio sentimento. e chi ne sopporta l'onere, a volte, lo riconosco, un pò impegnativo.
come descrivere l'incertezza riguardo a ciò che sarà? non ho mai cercato certezze. certezza è il termine sbagliato. quello che coglie me, personalmente, è disperazione di fronte all'assenza di possibilità.
quel miraggio, l'unico aspetto positivo dello stramaledetto ingiusto fuorviante schifoso capitalismo e "cosismo" in cui viviamo, quello di avere davanti un mare di avventure nelle quali imbarcarsi e barcamenarsi per cimentare se stessi e le proprie infinite possibilità e per re-inventarsi in nuova forza lavoro
è
desolatamente
miserevolmente
assente.
voilà quoi.
preda dell'ottimismo proprio solo di chi ama, insisto, insisto, spingo.
già, sono felice.
venerdì, agosto 13, 2010
il treno. in treno
Il treno. In treno. Un luogo in movimento. Uno dei luoghi più interessanti, per me. Quel luogo dove si trova, ogni volta, la gente. Quella gente che.. E' LA gente, quella gente normale, quella delle statistiche, delle indagini di mercato, quella a cui si rivolge la pubblicita', la tv, la politica. Nella speranza di catturare qualcuno, nella gente, e trainarlo verso il proprio interesse. Gente cosi normale, cosi varia, con abitudini e vestiti e valigie e modi di fare e di parlare e umori e malumori cosi disparati che sembra impossibile ma si! Ha un elemento comune. E' gente. Proprio come quella dei film. Che vive vite da film e fa cose da film, solo che non recita. Non e' bella, non e' brutta, non e' nemmeno particolarmente interessante, nella maggiorparte dei casi. Ma qst stare seduti qualche ora cosi vicini.. Questo scrutarsi, questo guardarsi.. Porta a fare chiacchiere da treno. Inconfondibili.
Difficilissimo sottrarsi al meccanismo. Bisogna avere un'enorme forza di volonta', o troppe cose a cui pensare, o troppo poche.
Divertente osservare e fare congetture. Come vive la gente? Del treno, e' quello che preferisco. In pullman, in aereo, guardi solo davanti a te. Di lato hai solo una persona, e se non ti piace, il viaggio e' rovinato. In treno lo sguardo spazia fra una molteplicita' di visi che almeno stuzzica la curiosita'.
... Per questo viaggio ho preparato una pasta fredda. E' immangiabile. Ma le alici e le acciughe sono la stessa cosa? ... Beh, cmq. Odio le alici.
Difficilissimo sottrarsi al meccanismo. Bisogna avere un'enorme forza di volonta', o troppe cose a cui pensare, o troppo poche.
Divertente osservare e fare congetture. Come vive la gente? Del treno, e' quello che preferisco. In pullman, in aereo, guardi solo davanti a te. Di lato hai solo una persona, e se non ti piace, il viaggio e' rovinato. In treno lo sguardo spazia fra una molteplicita' di visi che almeno stuzzica la curiosita'.
... Per questo viaggio ho preparato una pasta fredda. E' immangiabile. Ma le alici e le acciughe sono la stessa cosa? ... Beh, cmq. Odio le alici.
lunedì, luglio 26, 2010
l'anno dei nuovi inizi
Dall'ultima volta che ho scritto,come succede spesso, sembrano passati anni e non sono che pochi mesi. Ma spossanti, ricchi, energici e felici come gli anni che uno ricorda come i migliori. Proprio quando credevo di esser ferma, mi stavo in realta' muovendo a velocita' supersonica, verso nuovi inizi. Tanti, e tutti contemporaneamente. Come spesso succede, quando ormai ero convinta che nessuno potesse sorprendermi piu', io stessa sono stata la mia principale sorpresa. Fra l'altro, una sorpresa che, piu' che genericamente "bella", sarebbe piu' preciso e piu' giusto definire "riuscita". Mi sono sorpresa, e mi sono piaciuta. Quanto raramente accade? Quasi mai. Si', direi quasi mai. Quasi quasi... Perche'? E' irrilevante, e inspiegabile a parole... Soprattutto a doverle formulare da un Blackberry che non usavo da una vita.
Forse mi sto piacendo anche e soprattutto perche' mi piace la prima cosa che vedo al mattino. E quello, si sa, e' fondamentale. Quello che uno vede la mattina, appena aperti gli occhi, per quanto arruffato e tenero sia.
Forse mi sto piacendo anche e soprattutto perche' mi piace la prima cosa che vedo al mattino. E quello, si sa, e' fondamentale. Quello che uno vede la mattina, appena aperti gli occhi, per quanto arruffato e tenero sia.
mercoledì, febbraio 24, 2010
è l'una
una pancetta tonda tonda.
le occhiaie anche, tonde tonde.
a furia di non dormire... dormito poco, ultimamente.
poche foto, poche righe. troppo cervello.
dormito poco. e sempre meno voglia di dormire. che poi è sempre più, in realtà.
vorrei fare foto.
vorrei camminare di più. mi sento un pò legata. come non avessi molti percorsi.
più mi convinco che sia solo una percezione, più diventa reale nella mia quotidianità.
le persone, sempre meno convincenti.
colpa mia, approfitto troppo di quando non conosco per farmi due risate.
poi quasi sempre non c'è un cazzo da ridere.
le occhiaie anche, tonde tonde.
a furia di non dormire... dormito poco, ultimamente.
poche foto, poche righe. troppo cervello.
dormito poco. e sempre meno voglia di dormire. che poi è sempre più, in realtà.
vorrei fare foto.
vorrei camminare di più. mi sento un pò legata. come non avessi molti percorsi.
più mi convinco che sia solo una percezione, più diventa reale nella mia quotidianità.
le persone, sempre meno convincenti.
colpa mia, approfitto troppo di quando non conosco per farmi due risate.
poi quasi sempre non c'è un cazzo da ridere.
giovedì, gennaio 14, 2010
penso
giorni pieni.. e giorni vuoti? pieni, pieni.
cerchi pieni e cerchi vuoti.
fumo troppo, di nuovo. mi toccherà ri-smettere.
fumo troppo, di nuovo, per prendermi una pausa, fare un respiro profondo di fronte al vulcano. eruzioni di emozioni espirazioni inspirazioni evoluzioni involuzioni. da uno stato d'animo all'altro, come qualcuno che... non si controlla. non ha più un livello ottimale di controllo personale viscerale cerebrale.
che... succede... passo sempre al livello successivo. sempre più complicato, sempre più esigente, sempre più difficile e coinvolgente. rischioso e bellissimo. delicato e fortissimo. quanti contrasti. sempre o bianco o nero. questo, di me, non riesco a cambiarlo. e nel frattempo, vivere, starci dentro, starci dietro, alle cose. sennò si rovinano. alle persone, sennò ti rovinano. proprio quando pensi che non sia possibile più... livello successivo. voglia di finire il videogame. che sia l'ultimo livello, o la va o la spacca. e se perdo non gioco più. non ci giocherò mai più.
sempre più, sempre più.
denti come deboli.
vista come debole.
sono stanca. e penso. penso penso.
cerchi pieni e cerchi vuoti.
fumo troppo, di nuovo. mi toccherà ri-smettere.
fumo troppo, di nuovo, per prendermi una pausa, fare un respiro profondo di fronte al vulcano. eruzioni di emozioni espirazioni inspirazioni evoluzioni involuzioni. da uno stato d'animo all'altro, come qualcuno che... non si controlla. non ha più un livello ottimale di controllo personale viscerale cerebrale.
che... succede... passo sempre al livello successivo. sempre più complicato, sempre più esigente, sempre più difficile e coinvolgente. rischioso e bellissimo. delicato e fortissimo. quanti contrasti. sempre o bianco o nero. questo, di me, non riesco a cambiarlo. e nel frattempo, vivere, starci dentro, starci dietro, alle cose. sennò si rovinano. alle persone, sennò ti rovinano. proprio quando pensi che non sia possibile più... livello successivo. voglia di finire il videogame. che sia l'ultimo livello, o la va o la spacca. e se perdo non gioco più. non ci giocherò mai più.
sempre più, sempre più.
denti come deboli.
vista come debole.
sono stanca. e penso. penso penso.
mercoledì, gennaio 06, 2010
air
caffè. e altro caffè. pranzo? naaa.
annego un pò... come quando cadi sott'acqua e non te lo aspettavi. o ti fanno cadere. uno svarione simile. la strozzatura in gola. l'acqua salata.
o come quando fai immersioni e non sei capace.
incapace. ritorno, ritorno... partire un pò morire? tornare è diverso. è mutare, un pò, al contrario di quanto si potrebbe pensare. secondo me. si può tornare mutati, o mutanti, lì dove sembra tutto sempre lo stesso e non è affatto così. in realtà.
sigarette dalla mattina non va bene.
ste vacanze... troppe eccezioni, troppi strappi alle mie deboli autoimposte regole di comportamento.
è che sfido io... altri, a resistere.
sarebbe + maturo resistere, + autoconservativo.
eh ma il vizio è vizio per quello. il sentimento è sentimento perchè ti trasforma, non perchè debba far bene per forza. la forza di volontà è assente per quello.
annego un pò... come quando cadi sott'acqua e non te lo aspettavi. o ti fanno cadere. uno svarione simile. la strozzatura in gola. l'acqua salata.
o come quando fai immersioni e non sei capace.
incapace. ritorno, ritorno... partire un pò morire? tornare è diverso. è mutare, un pò, al contrario di quanto si potrebbe pensare. secondo me. si può tornare mutati, o mutanti, lì dove sembra tutto sempre lo stesso e non è affatto così. in realtà.
sigarette dalla mattina non va bene.
ste vacanze... troppe eccezioni, troppi strappi alle mie deboli autoimposte regole di comportamento.
è che sfido io... altri, a resistere.
sarebbe + maturo resistere, + autoconservativo.
eh ma il vizio è vizio per quello. il sentimento è sentimento perchè ti trasforma, non perchè debba far bene per forza. la forza di volontà è assente per quello.
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