E' l'ultimo giorno dell'anno. Il 31 dicembre dell'anno 2008.
Un anno difficile per gli Ariete, i Cancro, i Bilancia, dice Paolo Fox. Ha detto, Paolo Fox.
Non so gli altri ma per me... è stato un anno intenso e sì, anche un pò pesante.
Ma torniamo a noi, in terra di Puglia.
Torniamo a me un paio d'ore fa in macchina che guardo fuori.
Un sole abbagliante. Il 31 dicembre. Un sole giallo e pieno, che illumina per chilometri, e illumina le colline dolcissime della terra di Capitanata... terra di soli giallissimi, colline dolcissime, abusi edilizi e manifesti elettorali strappati risalenti al 93. Terra di sale-da-matrimonio dai nomi improbabili e di rivendite di ricambi per macchine, di catorci, di rottami, di rovine, di fabbricati lasciati a metà, di capannoni abbandonati, di cicorietta ai lati della strada, di siccità, di strade pericolose, di villette di grezzi arricchiti. Terra di sterpaglia, di rare pozzanghere ma grandi come laghi, di case basse e campagne mezze coltivate e mezze no. Il sole così forte da darmi il mal di testa, la strada quasi vuota, noi 4 in macchina in silenzio ad ascoltare musica e guardare fuori e pensare ognuno ai cazzi suoi in compagnia l'uno degli altri e di una birra e di sigarette. Ogni tanto qualche parola. Io che non smetto di ripetere che mai nella vita ho visto un 31 dicembre simile.
Un caffè in un bar di provincia e un aperitivo a ruota sempre nello stesso bar. Giacche abbandonate in macchina, risate per il dialetto locale. Di nuovo in macchina. Giunti all'obiettivo.
Sporcizia, incuranza, alghe miste a fili elettrici, conchiglie dappertutto, acqua increspata e bassa per molti metri. Il mare. E Manfredonia, ehehehheeh. La più classica delle mete. Il mare, i galleggianti abbandonati, i rifiuti abbandonati, qualche pescatore che io spero stesse facendo solo finta. Mi guardo intorno e non riesco a crederci. E' il 31 dicembre 2008 e sono in riva al mare e non fa freddo ma non fa caldo e una luce... estesa per... chilometri e le colline e il porticciolo e le alghe e i rifiuti.
Ho interpretato tutta quella luce come un segno dell'anno che verrà. Sarà bello, sarà luminoso. Pensavo ai telegiornali e ai racconti di gente bloccata in casa dalla neve e mi sono sentita per pochi secondi davvero su un altro pianeta.
Un tramonto giallissimo, visto dalla macchina, che ci ha accompagnato per tutto il ritorno, ci ha spiato nell'autogrill disordinato, scarno e scassato ma coi bagni puliti dove ci siamo fermati a fare metano e un altro aperitivo ed è scomparso al nostro arrivo alle prime propaggini abitate della capitale della terra di Capitanata.
Non mi ricordo quand'è stata l'ultima volta che ho pensato che la terra da dove vengo è bellissima. Mi sembra che, prima di oggi, sia stato millenni fa.
mercoledì, dicembre 31, 2008
giovedì, dicembre 25, 2008
fa ridere ma è agghiacciante
?: Allora praticamente un giorno andiamo alla fiera di Santa Caterina co' mia moglie e le bambine e mia figlia incomincia a ffare: "Papà papà il pesciolino rosso il pesciolino rosso" e pure l'altra ncummenz' "pure io pure io" allora Giusè ci compro 4 pesciolini rossi. i' m'ttim n'ta l'acqu', mangim', cos', e va bbene tutt' a posto. dopo tre giorni piggh'j e una mattina troviamo 3 pesciolini morti già. era sopravvissuto solo uno. mia figlia incomincia a ffare: "pap papà quello Nemo solo è rimasto, e che deve fare solo solo poi si fa triste" e l'altra "papà papà accatt'm u fratellin accatt'm u fratellin'". allora che cosa faccio Giusè, TORNO alla fiera di Santa Caterina e accatt' n'at e 2j pesciolini rossi. pigghj' e 2 giorni dopo n'ata vot' li troviamo morti a pancia sopra dentro la boccia ca l'acqu'.
e mia figlia n'ata vot' "papà papà quello Nemo di nuovo solo è rimasto e mò come dobbiamo fare e quello solo solo sta e poi sta triste..."
allor' Giusè aggh'j capit' com'è u' meccanism'.
so jut' da Nemo e agghj' accis' i'j. (imita con la mano lo stritolamento del pesciolino)
.....
eee Giusè i'j agghj' capit' le bambine ma se uno non lavora cum' f'c a accattà pesciolini rossi tutt'i jurn'?
e mia figlia n'ata vot' "papà papà quello Nemo di nuovo solo è rimasto e mò come dobbiamo fare e quello solo solo sta e poi sta triste..."
allor' Giusè aggh'j capit' com'è u' meccanism'.
so jut' da Nemo e agghj' accis' i'j. (imita con la mano lo stritolamento del pesciolino)
.....
eee Giusè i'j agghj' capit' le bambine ma se uno non lavora cum' f'c a accattà pesciolini rossi tutt'i jurn'?
conversazioni
F: Mè come va?
?: Ma Fra... io c'ho sto fatto che... quando bevo, tipo salgo un pò coi gradi... cioè se bevo che salgo di gradi, poi fumo, poi (shivers)... e poi scendo coi gradi cioè bevo una cosa tipo per esempio una birra... tipo adesso ad esempio sto bevendo una birra rossa piccola... che comunque ha meno gradi di... e insomma il fatto è che poi perdo un pò... cioè mi sale l'ormone a 4000 e inizio a tipo a... cioè trovo attraente anche una sedia capito...
F: Stij 'mbriəc, altrimenti detto.
?: ..... eh sì....
?: Ma Fra... io c'ho sto fatto che... quando bevo, tipo salgo un pò coi gradi... cioè se bevo che salgo di gradi, poi fumo, poi (shivers)... e poi scendo coi gradi cioè bevo una cosa tipo per esempio una birra... tipo adesso ad esempio sto bevendo una birra rossa piccola... che comunque ha meno gradi di... e insomma il fatto è che poi perdo un pò... cioè mi sale l'ormone a 4000 e inizio a tipo a... cioè trovo attraente anche una sedia capito...
F: Stij 'mbriəc, altrimenti detto.
?: ..... eh sì....
sabato, dicembre 20, 2008
ho finito gli esami. me lo ripeto di continuo per cercare di realizzarlo... dato che... non mi sento molto di averli finiti. non realizzo.
il mio animo si è già lanciato in una nuova "quest" : il dopo laurea. ma perchè devo fare così? uff.
nel frattempo non riesco a reagire al disordine della mia stanza.
nel frattempo sento che ho bisogno di stare un pò a casa.
nel frattempo pianifico prevedo rimpinguo senza sosta la mia agenda mentale.
nel frattempo di che? uff.
il mio animo si è già lanciato in una nuova "quest" : il dopo laurea. ma perchè devo fare così? uff.
nel frattempo non riesco a reagire al disordine della mia stanza.
nel frattempo sento che ho bisogno di stare un pò a casa.
nel frattempo pianifico prevedo rimpinguo senza sosta la mia agenda mentale.
nel frattempo di che? uff.
venerdì, dicembre 19, 2008
fine
certi giorni sono orribili, e di solito vengono in serie. difficile che capiti un solo giorno orribile. di solito sono almeno due o tre, che possono considerarsi come un solo giorno orribile diviso in puntate. poi improvvisamente tutto si rischiara e le tue crisi psichiche si risolvono da sole in una lieve ed elegante piroetta.
oggi ho finito gli esami.
della specialistica. ho finito. ho i finali da fare, e la tesi, il 18 gennaio vado a Mosca, il biglietto è comprato, il visto avviato, l'assicurazione pagata.
ieri ho esagerato e oggi sto malissimo di stomaco e in più il ciclo è tornato puntuale come sempre e doloroso come quasi mai.
faccio su e giù fra letto e computer e bagno e penso penso che un capitolo bello lungo si sta chiudendo. che peso. così, prosto tak.
forse anche il mal di schiena che mi porto dietro da Mosca sparirà con un colpo di bacchetta magica... speriamo. speriamo di trovare la bacchetta, prima di tutto.
oggi ho finito gli esami.
della specialistica. ho finito. ho i finali da fare, e la tesi, il 18 gennaio vado a Mosca, il biglietto è comprato, il visto avviato, l'assicurazione pagata.
ieri ho esagerato e oggi sto malissimo di stomaco e in più il ciclo è tornato puntuale come sempre e doloroso come quasi mai.
faccio su e giù fra letto e computer e bagno e penso penso che un capitolo bello lungo si sta chiudendo. che peso. così, prosto tak.
forse anche il mal di schiena che mi porto dietro da Mosca sparirà con un colpo di bacchetta magica... speriamo. speriamo di trovare la bacchetta, prima di tutto.
martedì, dicembre 16, 2008
same
ricordo una serata moscovita. una serata che c'era anche Marianna.
la ricordo per varie cose, ma devo ammettere che la prima che mi viene in mente sono i 3 ratti giganteschi che ho visto in una stessa sera. quella.
uno fuori dallo studentato, prima di prendere la macchina.
il secondo su una strada di periferia chissà quale dove il coglionazzo della macchina ci ha scaricate dopo averci confessato di non avere idea di dove stesse andando e commentando il tutto con un è meglio se vi lascio qua vedrete che qualcuno vi carica.
il terzo in pieno centro, a pochi metri dal Gogol.
ricordi ricordi... sembrano non aver mai fine. eh sì che mi scordo tante cose, ma proprio tante. la memoria breve poi, ormai è andata, poverina.
ricordi ricordi del dopo berlino.
è stato tutto molto... touching. everyone is still the same person. not better, not worse. in the end, only 5 months have gone by. when I met everyone... it was as if not even 5 days had gone by. weird. something really nice happened. my ego on the moooooon. and conflicts and love and opinions and thoughts and smiles and moves... yes they were the same people.
it was nice. it was really nice. i was very happy.
e come sempre... lacerante dire ciao, alla prossima. mi sono sentita come all'aeroporto, a mosca, quando sono andata via. loro non c'erano, ma the feeling was the same. just the same.
and berlin... mi affascina così tanto. la terra di tedeschia mi... non lo so perchè. non lo so.
credo di credere che dietro quella nebbia e quel freddo e quel grigio e quel che di industriale ci sia un'anima profondissima... credo di credere di vedere in quel posto un antipodo dell'italiana superficialità di comportamenti azioni e parole che tanto mi disgusta e tanto mi appartiene.
magari mi sbaglio,
però mi piace crederlo.
domenica, dicembre 07, 2008
closer n quicker
berlin comin' closer.
russia comin' closer.
stress levels higher than ever.
have become a fuckin' busy bee.
Bauman's book is explaining me an awful lot about my feeling of inadequacy in this world and is also telling me I am part of it a lot more than I like to think.
I think time is going quicker than it used to do, in fact. I think my biological time is going even quicker. I am 24 I feel old already. And actually am! I have seen a lot, I wandered around a lot, I experienced a lot... and got kind of... older.
jesus.
got to stop smoking. smoking is baaad.
russia comin' closer.
stress levels higher than ever.
have become a fuckin' busy bee.
Bauman's book is explaining me an awful lot about my feeling of inadequacy in this world and is also telling me I am part of it a lot more than I like to think.
I think time is going quicker than it used to do, in fact. I think my biological time is going even quicker. I am 24 I feel old already. And actually am! I have seen a lot, I wandered around a lot, I experienced a lot... and got kind of... older.
jesus.
got to stop smoking. smoking is baaad.
lunedì, dicembre 01, 2008
1dicembre
è il 1 dicembre. da un lato ciò mi consola... quando smetterò di provare vero e proprio sconvolgimento guardando il calendario penso sarà chiaro e reale il fatto che sto invecchiando.
per ora.. anzi, sono giovanissima. è il primo dicembre e devo fare taaaalmente tante... cosine che... pressure, pressure coming up... anzi c'è già, la pressure.
per la categoria "avvisaglie di ciò che accadrà, futuro prossimo che ti sorride e ti deride", ho avuto un assaggio di slavità malata al negozio ucraino sotto casa. volevo sapere se fosse aperto di sabato. sono andata, ho guardato l'orario fuori, come unico giorno di chiusura era segnato il giovedì. piena di pregiudizi, ho pensato "seeeee, sti russi (in senso lato) manco lo scrivono quand'è chiuso o aperto veramente". sono entrata, e dietro la porta c'era la cassa, e dietro la cassa lei, la... commessa, proprietaria, signora ? in ogni caso, un volto profondamente fortemente e caparbiamente slavo. postura immobile, occhi gelati. chiedo "scusi, siete aperti di sabato?".
lei : "sì" fra le labbra, come fanno in Russia. chiedo "la mattina?... " risponde "sì" proseguo "... e il pomeriggio" risponde, spazientita, con un breve movimento degli occhi, un lieve sospiro, e un tono pacato, basso, dritto al destinatario "c'è l'orario esposto, se riesci a capire".
sul momento ho avuto l'impulso di risponderle in russo (cosa che l'avrebbe di sicuro fatta arrabbiare, eheheheh) e male. poi... no. ho preferito pensare a come certi retaggi, certi comportamenti, certe reazioni seguano questa gente dovunque vada. io, al posto suo, sarei... quantomeno stupita che delle italiane comprino pelmeni e cetriolini sottaceto, si intendano di vodka e comprino l'ikra di melanzane in offerta. del resto, lei ha solo clienti ucraini o comunque della zona. io farei un bel sorriso. mi sto convincendo che lei l'abbia fatto, un bel sorriso, quando sabato pomeriggio siamo andate a fare la spesa nel suo negozietto. solo, l'ha fatto internamente, di nascosto. eh oh... le abitudini sono abitudini.
per ora.. anzi, sono giovanissima. è il primo dicembre e devo fare taaaalmente tante... cosine che... pressure, pressure coming up... anzi c'è già, la pressure.
per la categoria "avvisaglie di ciò che accadrà, futuro prossimo che ti sorride e ti deride", ho avuto un assaggio di slavità malata al negozio ucraino sotto casa. volevo sapere se fosse aperto di sabato. sono andata, ho guardato l'orario fuori, come unico giorno di chiusura era segnato il giovedì. piena di pregiudizi, ho pensato "seeeee, sti russi (in senso lato) manco lo scrivono quand'è chiuso o aperto veramente". sono entrata, e dietro la porta c'era la cassa, e dietro la cassa lei, la... commessa, proprietaria, signora ? in ogni caso, un volto profondamente fortemente e caparbiamente slavo. postura immobile, occhi gelati. chiedo "scusi, siete aperti di sabato?".
lei : "sì" fra le labbra, come fanno in Russia. chiedo "la mattina?... " risponde "sì" proseguo "... e il pomeriggio" risponde, spazientita, con un breve movimento degli occhi, un lieve sospiro, e un tono pacato, basso, dritto al destinatario "c'è l'orario esposto, se riesci a capire".
sul momento ho avuto l'impulso di risponderle in russo (cosa che l'avrebbe di sicuro fatta arrabbiare, eheheheh) e male. poi... no. ho preferito pensare a come certi retaggi, certi comportamenti, certe reazioni seguano questa gente dovunque vada. io, al posto suo, sarei... quantomeno stupita che delle italiane comprino pelmeni e cetriolini sottaceto, si intendano di vodka e comprino l'ikra di melanzane in offerta. del resto, lei ha solo clienti ucraini o comunque della zona. io farei un bel sorriso. mi sto convincendo che lei l'abbia fatto, un bel sorriso, quando sabato pomeriggio siamo andate a fare la spesa nel suo negozietto. solo, l'ha fatto internamente, di nascosto. eh oh... le abitudini sono abitudini.
venerdì, novembre 28, 2008
things with feelings
l'inverno è giunto senza passaggi intermedi fra i 20 di una settimana fa e i 3 gradi di adesso.
questa improvvisa vendetta delle temperature e la scomparsa del cielo (la cui visione è ostruita da una patina bianca di umidità e.... altro che dona a tutto un colore avorio che farebbe prendere malissimo chiunque) devono aver causato, più o meno volontariamente, una serie di squilibri e/o scompensi a vario titolo e di vario livello in una rilevante quantità di persone che mi circondano. tale accadimento ha una ricorrenza ciclica e abbastanza costante. quello che mi sorprende e forse anche mi preoccupa è l'improvvisa e inaspettata rivolta delle COSE, che mi circondano. bancomat smagnetizzato, computer improvvisamente apatico e ignavo, cellulare che perde la suoneria e riesce solo a vibrare di dolore ogni volta che dovrebbe squillare, il tavolo su cui scrivo che da stabile è passato ad essere traballante, neanche gli si fosse accorciata una gamba durante la notte, e una decina di altri episodi di abbandono del campo e rassegnazione da parte di oggetti mi inducono a pensare che la situazione si sta aggravando al punto che persino coloro che di solito dimostrano una certa qual insensibilità alle vicende umane e climatiche non riescono a mantenere il loro solito atteggiamento di cinica indifferenza.
dev'essere vicino un momento molto, molto, molto critico.
questa improvvisa vendetta delle temperature e la scomparsa del cielo (la cui visione è ostruita da una patina bianca di umidità e.... altro che dona a tutto un colore avorio che farebbe prendere malissimo chiunque) devono aver causato, più o meno volontariamente, una serie di squilibri e/o scompensi a vario titolo e di vario livello in una rilevante quantità di persone che mi circondano. tale accadimento ha una ricorrenza ciclica e abbastanza costante. quello che mi sorprende e forse anche mi preoccupa è l'improvvisa e inaspettata rivolta delle COSE, che mi circondano. bancomat smagnetizzato, computer improvvisamente apatico e ignavo, cellulare che perde la suoneria e riesce solo a vibrare di dolore ogni volta che dovrebbe squillare, il tavolo su cui scrivo che da stabile è passato ad essere traballante, neanche gli si fosse accorciata una gamba durante la notte, e una decina di altri episodi di abbandono del campo e rassegnazione da parte di oggetti mi inducono a pensare che la situazione si sta aggravando al punto che persino coloro che di solito dimostrano una certa qual insensibilità alle vicende umane e climatiche non riescono a mantenere il loro solito atteggiamento di cinica indifferenza.
dev'essere vicino un momento molto, molto, molto critico.
venerdì, novembre 21, 2008
opinion-building
aaaaaaauwn......
bezdel'ni4aju in serenità. attendo il da farsi. già c'è, il da farsi, che attende di essere fatto.
questa volta a Mosca sarà--- come sarà? chi lo sa? ci dev'essere un'aria talmente pesante, lassù.. fra guerre e dichiarazioni aggressive e... o forse l'aria è sempre la stessa (cioè pesante) e sono solo io che mi sto infognando di studi sul post-soviet e... e vedo post-soviet dappertutto.
di già, ancora prima di arrivare.
colpisce la diversità della percezione di una stessa persona qui e lì. Gorbacev, intendo. anche Eltsin. solo che lì Gorbacev è odiato ancora + di Eltsin, e qui Gorbacev è ritenuto l'iniziatore della salvezza, il portatore della fine dell'incubo ancora + di Eltsin. opinion-building, dovrebbero chiamarlo. fornire titoli con questa qualifica. tanto c'è già gente pagata per farlo, che sia reso noto, almeno. che sia sdogmatizzato, anzi, perchè noto già lo è. viene già considerata cosa buona e giusta, che lo sia pubblicamente, se se ne ha il coraggio.
bezdel'ni4aju in serenità. attendo il da farsi. già c'è, il da farsi, che attende di essere fatto.
questa volta a Mosca sarà--- come sarà? chi lo sa? ci dev'essere un'aria talmente pesante, lassù.. fra guerre e dichiarazioni aggressive e... o forse l'aria è sempre la stessa (cioè pesante) e sono solo io che mi sto infognando di studi sul post-soviet e... e vedo post-soviet dappertutto.
di già, ancora prima di arrivare.
colpisce la diversità della percezione di una stessa persona qui e lì. Gorbacev, intendo. anche Eltsin. solo che lì Gorbacev è odiato ancora + di Eltsin, e qui Gorbacev è ritenuto l'iniziatore della salvezza, il portatore della fine dell'incubo ancora + di Eltsin. opinion-building, dovrebbero chiamarlo. fornire titoli con questa qualifica. tanto c'è già gente pagata per farlo, che sia reso noto, almeno. che sia sdogmatizzato, anzi, perchè noto già lo è. viene già considerata cosa buona e giusta, che lo sia pubblicamente, se se ne ha il coraggio.
lunedì, novembre 17, 2008
venerdì, novembre 07, 2008
giovedì, ottobre 30, 2008
forza d'impatto
Normalmente, gli uomini non ragionano fra loro, ma esercitano l'uno sull'altro un impatto, come palle da biliardo.
venerdì, ottobre 17, 2008
it-ru
giorni di scelte difficili.
non c'è attimo che non pensi a cosa fare. più che a actually fare qualcosa, come sempre.
questo è uno dei momenti migliori della storia per essere in Russia. migliori sta a significare anche più pericolosi, ovviamente. guardare il dissolversi dei processi democratici e ancor più, del reale interesse della gente verso ciò che accade e di cui è vittima, il dissolversi dell'interesse, dell'anima collettiva che lega le persone, dell'orgoglio, della comprensione.
credo che la maggiorparte degli italiani abbia attuato, nella propria vita, una campagna di autoestraniamento dalla realtà politica del paese, se non del mondo. cioè ognuno ha fatto deliberatamente in modo di non capirci più un cazzo. si può chiamare meccanismo di difesa, con ogni probabilità. è quello che la Russia è. un'accozzaglia di gente che non vuole saperne.
noi stiamo diventando un'accozzaglia di ignoranti che non vuole saperne più.
ogni giorno, minuto dopo minuto, tg dopo tg, notizia dopo notizia, è tutto sempre più spaventoso e sempre più... "regimesco" e... ed è normale. lessico e sintassi non cambiano da mesi. e ci fai l'abitudine. e non... non t'incazzi più. te lo fai passare attraverso, quello che ti circonda. e quelli, che ti circondano. che fanno lo stesso che fai tu.
la mia personale reazione è ridere. non saprei spiegarla. prima mi incazzo e inveisco. poi rido.
e dicevo, la Russia. quanto ci sarebbe da dire. io, personalmente, credo che ognuno si meriti, dopo un certo punto, superato un certo livello di follia, i mali che ha. molto spesso, le angherie che subisci sono quelle che ti fai fare. che inizi a rispettare. quindi se un popolo ha voglia o bisogno di uno stato autoritario a me va benissimo. si può essere autoritari con serietà, io penso.
la percentuale di rischio dell'intraprendere qualsiasi azione di qualsiasi tipo a qualsiasi livello contro il sistema costituito in Russia è troppo elevata per i tempi in cui viviamo. a nessuno frega abbastanza da rischiare di morire. eh oh...
non c'è attimo che non pensi a cosa fare. più che a actually fare qualcosa, come sempre.
questo è uno dei momenti migliori della storia per essere in Russia. migliori sta a significare anche più pericolosi, ovviamente. guardare il dissolversi dei processi democratici e ancor più, del reale interesse della gente verso ciò che accade e di cui è vittima, il dissolversi dell'interesse, dell'anima collettiva che lega le persone, dell'orgoglio, della comprensione.
credo che la maggiorparte degli italiani abbia attuato, nella propria vita, una campagna di autoestraniamento dalla realtà politica del paese, se non del mondo. cioè ognuno ha fatto deliberatamente in modo di non capirci più un cazzo. si può chiamare meccanismo di difesa, con ogni probabilità. è quello che la Russia è. un'accozzaglia di gente che non vuole saperne.
noi stiamo diventando un'accozzaglia di ignoranti che non vuole saperne più.
ogni giorno, minuto dopo minuto, tg dopo tg, notizia dopo notizia, è tutto sempre più spaventoso e sempre più... "regimesco" e... ed è normale. lessico e sintassi non cambiano da mesi. e ci fai l'abitudine. e non... non t'incazzi più. te lo fai passare attraverso, quello che ti circonda. e quelli, che ti circondano. che fanno lo stesso che fai tu.
la mia personale reazione è ridere. non saprei spiegarla. prima mi incazzo e inveisco. poi rido.
e dicevo, la Russia. quanto ci sarebbe da dire. io, personalmente, credo che ognuno si meriti, dopo un certo punto, superato un certo livello di follia, i mali che ha. molto spesso, le angherie che subisci sono quelle che ti fai fare. che inizi a rispettare. quindi se un popolo ha voglia o bisogno di uno stato autoritario a me va benissimo. si può essere autoritari con serietà, io penso.
la percentuale di rischio dell'intraprendere qualsiasi azione di qualsiasi tipo a qualsiasi livello contro il sistema costituito in Russia è troppo elevata per i tempi in cui viviamo. a nessuno frega abbastanza da rischiare di morire. eh oh...
domenica, ottobre 12, 2008
121008
it is so difficult... when you try to make your will stronger than anything else.
I've read that the will is the power you need to make things happen. I hope I'll be strong-willed enough. I hope this exams session ends the sooner possible because I am not able to relax at any time. I hope I won't take any possible obstacle to my plans too bad. I could, in fact.
Hope I won't.
lunedì, ottobre 06, 2008
Internazionale
sono stata al Festival di Internazionale a Ferrara.
benissimo. uno di quegli eventi che ti fanno ben sperare, anche negli italiani.
Loretta Napoleoni, Jason Burke, Asne Seierstad, la tizia cecena di Memorial, bella gente, che ci crede. qualità così rara. pieno pieno di gente, gente interessata. eventi che ti fanno uscire dal qualunquismo e dal nichilismo che ti piace sfoderare parlando dei connazionali. che ti fanno capire un sacco di cose con parole semplici e che, anche se per poche ore, ti danno di nuovo la sensazione persa parecchio tempo fa che DAVVERO se volesse la gente potrebbe contare qualcosa.
potrebbe far valere le sue opinioni più di quanto fa valere la sua insicurezza economica il suo terrore della bufera che si abbatte sul singolo quando i grandi potenti prendono decisioni stupide.
molta partecipazione. molta organizzazione. non tutte le conferenze strabilianti, ma la maggiorparte davvero... come dire. di quelle che la faresti, una domanda, alla fine del dibattito.
e poi sì, i partecipanti erano quasi tutti di una stessa linea politica. ma quella linea non è più "sinistra", meno che mai "comunista". in quest'epoca in cui queste distinzioni non esistono più, fra destra e sinistra, ad esempio, ciò che c'è di positivo in una crisi tale, come quella in cui ci troviamo, è che la coesione può ritornare sul fatto che non si può continuare così. non si può... continuare ad ignorare. ora che è evidente che diventeremo tutti più poveri, ci viene più facile avvicinarci. eh sì, il commento cinico ci vuole sempre :)
benissimo. uno di quegli eventi che ti fanno ben sperare, anche negli italiani.
Loretta Napoleoni, Jason Burke, Asne Seierstad, la tizia cecena di Memorial, bella gente, che ci crede. qualità così rara. pieno pieno di gente, gente interessata. eventi che ti fanno uscire dal qualunquismo e dal nichilismo che ti piace sfoderare parlando dei connazionali. che ti fanno capire un sacco di cose con parole semplici e che, anche se per poche ore, ti danno di nuovo la sensazione persa parecchio tempo fa che DAVVERO se volesse la gente potrebbe contare qualcosa.
potrebbe far valere le sue opinioni più di quanto fa valere la sua insicurezza economica il suo terrore della bufera che si abbatte sul singolo quando i grandi potenti prendono decisioni stupide.
molta partecipazione. molta organizzazione. non tutte le conferenze strabilianti, ma la maggiorparte davvero... come dire. di quelle che la faresti, una domanda, alla fine del dibattito.
e poi sì, i partecipanti erano quasi tutti di una stessa linea politica. ma quella linea non è più "sinistra", meno che mai "comunista". in quest'epoca in cui queste distinzioni non esistono più, fra destra e sinistra, ad esempio, ciò che c'è di positivo in una crisi tale, come quella in cui ci troviamo, è che la coesione può ritornare sul fatto che non si può continuare così. non si può... continuare ad ignorare. ora che è evidente che diventeremo tutti più poveri, ci viene più facile avvicinarci. eh sì, il commento cinico ci vuole sempre :)
mercoledì, ottobre 01, 2008
compls
martedì, settembre 30, 2008
twenyfor
e sono 24, ormai ufficialmente.
bella serata. hangover STRAPESO e ancora in corso di smaltimento, in realtà.
sono finita all'Oltremodo a cantare Jovanotti al karaoke. davvero non so più che inventarmi per esperienziare un pò di novità in questa città. eheheheh. ohibò.
bella serata. hangover STRAPESO e ancora in corso di smaltimento, in realtà.
sono finita all'Oltremodo a cantare Jovanotti al karaoke. davvero non so più che inventarmi per esperienziare un pò di novità in questa città. eheheheh. ohibò.
venerdì, settembre 26, 2008
Malmo, Svezia
closer to my birthday... che emozzZZXZione.
depeche a palla nelle cuffie, by the way.
stare a forlì è sempre impegnativo nel disimpegno più totale, quando ci stai da alcuni anni puoi essere sommerso e picchiato dai ricordi perfino al supermercato.
ancora non mi sembra di dover vivere qua. mi sembra ancora di essere arrivata ieri.
Malmo, parliamo di Malmo. il forum in sè è andato male. poca gente, poca partecipazione, poco impegno, molto approssimatività, molto blabla. blablabla. mi è sembrato che ognuno cercasse di mettersi un pò in vetrina, ho assistito a poche reali ricerche di confronto. lassismo. e poi si sa, basta una goccia di lassismo perchè si sdiano tutti e nessuno c'abbia più voglia di sbattersi. purtroppo immagino la difficoltà di organizzare una cosa del genere. ma senza linee guida, senza un'organizzazione, senza fondi distribuiti per bene va per forza tutto un pò a caso. poi mettici ostruzionismo vario, da disinformazione a elicotteri che sorvegliano l'area alla zero PUBBLICIZZAZIONE dell'evento e hai fatto... non dico che sia andato tutto male. dico che non c'è stata concretezza, non c'è stata passione, io non l'ho sentita. si sono fatti discorsi che le associazioni i gruppi politici le ong o chi per loro possono fare tranquillamente per e-mail o pubblicare nel proprio blog o giornalino online. c'era bisogno di stimoli, non ci sono stati. c'era bisogno di più soldi, e di amministrare meglio quelli che si avevano. c'era bisogno di partecipazione, o di crearla, non c'è stata.
in due parole, c'era bisogno di crederci.
molti dicevano che i forum passati sono stati meglio.
2010 a istanbul. speriamo.
depeche a palla nelle cuffie, by the way.
stare a forlì è sempre impegnativo nel disimpegno più totale, quando ci stai da alcuni anni puoi essere sommerso e picchiato dai ricordi perfino al supermercato.
ancora non mi sembra di dover vivere qua. mi sembra ancora di essere arrivata ieri.
Malmo, parliamo di Malmo. il forum in sè è andato male. poca gente, poca partecipazione, poco impegno, molto approssimatività, molto blabla. blablabla. mi è sembrato che ognuno cercasse di mettersi un pò in vetrina, ho assistito a poche reali ricerche di confronto. lassismo. e poi si sa, basta una goccia di lassismo perchè si sdiano tutti e nessuno c'abbia più voglia di sbattersi. purtroppo immagino la difficoltà di organizzare una cosa del genere. ma senza linee guida, senza un'organizzazione, senza fondi distribuiti per bene va per forza tutto un pò a caso. poi mettici ostruzionismo vario, da disinformazione a elicotteri che sorvegliano l'area alla zero PUBBLICIZZAZIONE dell'evento e hai fatto... non dico che sia andato tutto male. dico che non c'è stata concretezza, non c'è stata passione, io non l'ho sentita. si sono fatti discorsi che le associazioni i gruppi politici le ong o chi per loro possono fare tranquillamente per e-mail o pubblicare nel proprio blog o giornalino online. c'era bisogno di stimoli, non ci sono stati. c'era bisogno di più soldi, e di amministrare meglio quelli che si avevano. c'era bisogno di partecipazione, o di crearla, non c'è stata.
in due parole, c'era bisogno di crederci.
molti dicevano che i forum passati sono stati meglio.
2010 a istanbul. speriamo.
domenica, settembre 14, 2008
check this out :)
venerdì, settembre 12, 2008
sweeeeden closer...
gesù ma siamo già al 13 settembre.
sono sconvolta.
non riesco a pensare a nient'altro che a partire. la data è troppo vicina. sono incapace di concentrarmi su qualcosa, quando c'è una partenza vicina.
una settimana... speriamo di beccare bella gente. speriamo proprio.
che bello :)!
when he started sweet talking to me... the only one who could ever reach me, was the son of a preacher man
the only boy, that could ever teach me, was the son of a preacher man..
eehehehehehe, vecchia tracy. mica scema.
e sento nell'aria che mi si stanno avvicinando tante cose.
e penso alla russia. oggi la cogliona della Palin si è dichiarata pronta alla guerra con la Russia. ci mandasse i suoi figlietti del cazzo.. mica ha capito. niente, ha capito. che qua non si gioca. che lei non fa paura a nessuno. che c'hanno tanto di quell'orgoglio malato e di quell'astio in corpo, sti russi, che si fregano le mani per una bella guerretta per mettere i puntini sulle i.
...............................................
a volte penso che quest'anno abbia un pò innalzato i miei bassissimi livelli di aggressività.
:)
e sì, mi sa proprio.
:) forza il social forum. arrivvvvvvooooo
mercoledì, agosto 27, 2008
message in a bottle
esaurita esaurita esaurita
i should have known right from the start
a preparare un esame che odio
only hope can pick me together
a ricordarmi cose che ho amato
love can mend your life but love can break your heart
nonostante tutto
woke up this morning... can't believe what i saw...
sto bene, sto bene, sto bene
hundred million bottles, whashed upon the shore
e penso penso penso e mi sembra di non fare niente ma secondo me non è così
seems i'm not alone at being alone
e aspetto un momento, un momento particolare, un momento in particolare
hundred millions castaways, looking for a home
e spero di riuscire a beccarlo, spero di non stare dormendo, di non essere distratta, chè mi distraggo facilmente
i hope someone gets my message in a bottle
i should have known right from the start
a preparare un esame che odio
only hope can pick me together
a ricordarmi cose che ho amato
love can mend your life but love can break your heart
nonostante tutto
woke up this morning... can't believe what i saw...
sto bene, sto bene, sto bene
hundred million bottles, whashed upon the shore
e penso penso penso e mi sembra di non fare niente ma secondo me non è così
seems i'm not alone at being alone
e aspetto un momento, un momento particolare, un momento in particolare
hundred millions castaways, looking for a home
e spero di riuscire a beccarlo, spero di non stare dormendo, di non essere distratta, chè mi distraggo facilmente
i hope someone gets my message in a bottle
martedì, agosto 26, 2008
strangers
wowowowow. ok, vivo a Forlì, quest'anno. fine, s'è capito, non tergiversiamo.
una cosa che ho scoperto piacermi di questa cittadina è quella che forse più dispiace ai suoi provincialissimi abitanti: la presenza di un'incredibile quantità e varietà di stranieri. da neri a cinesi a ucraini a pakistani a veramente di tutto... e abitano soprattutto nella mia strada... corso mazzini... ieri sera davanti alla chiesa di fronte casa, seduti sulla classica panchina di legno da vecchietti italiani il pomeriggio, c'erano 3 neri sulla cinquantina a sganasciarsi dalle risate. dietro di me sono passati nello stesso momento cinesi vestiti alla occidentale con capelli improponibili e giovanissimi mulatti in bicicletta e pantaloncini. nel panificio di fronte una coloratissima mamma nera comprava una baguette alle olive al suo figlietto sui 5 anni mentre una coppia di slavi con cane attraversava la strada diretta chissà dove.
a Mosca questo non c'è. ci sono altri stranieri. molto meno riconoscibili, ma forse anche più numerosi. molto russizzati. sono vestiti uguale ai russi, parlano a voce bassa sui mezzi come i russi, hanno l'aria incazzata come i russi. di solito hanno la pelle leggermente più scura e gli occhi... diversi. più scuri, più disegnati, gli zigomi non così alti. ci sono stranieri altri, che qui non vedi, molto meno "stranieri" di quanto lo siano qua, perchè non vedi manifestazione esterne della loro provenienza da un altro paese (di solito) ma molto di più, allo stesso tempo, perchè... odiano l'essere russizzati, ma non possono e forse neanche sanno più farne a meno. e i russi li odiano, perchè non sono russi, non importa quanto sei "simile" al modello russo standard. o sei russo o non lo sei. è un pò strano, insomma, difficile da spiegare.
quel che è certo è che c'è molto nazionalismo, in Russia. moltissimo. propagandato in tutte le salse e ingerito in tutti i modi. ci sono altri stranieri che in teoria stranieri non sono più epperò sono tali a maggior ragione.
qui sono inseriti. dove sono nata io... è molto diverso, per dirla tenera.
una cosa che ho scoperto piacermi di questa cittadina è quella che forse più dispiace ai suoi provincialissimi abitanti: la presenza di un'incredibile quantità e varietà di stranieri. da neri a cinesi a ucraini a pakistani a veramente di tutto... e abitano soprattutto nella mia strada... corso mazzini... ieri sera davanti alla chiesa di fronte casa, seduti sulla classica panchina di legno da vecchietti italiani il pomeriggio, c'erano 3 neri sulla cinquantina a sganasciarsi dalle risate. dietro di me sono passati nello stesso momento cinesi vestiti alla occidentale con capelli improponibili e giovanissimi mulatti in bicicletta e pantaloncini. nel panificio di fronte una coloratissima mamma nera comprava una baguette alle olive al suo figlietto sui 5 anni mentre una coppia di slavi con cane attraversava la strada diretta chissà dove.
a Mosca questo non c'è. ci sono altri stranieri. molto meno riconoscibili, ma forse anche più numerosi. molto russizzati. sono vestiti uguale ai russi, parlano a voce bassa sui mezzi come i russi, hanno l'aria incazzata come i russi. di solito hanno la pelle leggermente più scura e gli occhi... diversi. più scuri, più disegnati, gli zigomi non così alti. ci sono stranieri altri, che qui non vedi, molto meno "stranieri" di quanto lo siano qua, perchè non vedi manifestazione esterne della loro provenienza da un altro paese (di solito) ma molto di più, allo stesso tempo, perchè... odiano l'essere russizzati, ma non possono e forse neanche sanno più farne a meno. e i russi li odiano, perchè non sono russi, non importa quanto sei "simile" al modello russo standard. o sei russo o non lo sei. è un pò strano, insomma, difficile da spiegare.
quel che è certo è che c'è molto nazionalismo, in Russia. moltissimo. propagandato in tutte le salse e ingerito in tutti i modi. ci sono altri stranieri che in teoria stranieri non sono più epperò sono tali a maggior ragione.
qui sono inseriti. dove sono nata io... è molto diverso, per dirla tenera.
domenica, agosto 24, 2008
venerdì, agosto 15, 2008
Ferragosto&Georgia
ferragosto e fa un caldo porco.
ferragosto in famiglia al completo con pupi e cane e Eva a mangiare come i porcelli e schiattarci di caldo e lamentarci del caldo e lamentarci del freddo. e farci quattro risate e berci il limoncello di mio fratello.
ferragosto e ho sclerato ieri e mi sento in colpa. che poi sclerato... io non sclero mai.
ferragosto e la cara Russia sempre aggressivetta che da le botte alla Georgia e mi fa ridere che le stia troppo sul cazzo che la gente non coltivi il sogno di essere parte della Grande Madre e si sdegni se è aggressiva quanto lei. il caro VV che ha aspettato me ne andassi per fare le manovrine e i discorsini nazionalisti tanto apprezzati dai russi.
e io che mi chiedo se, come sarebbe successo altrove, qualcuno si è mobilitato per dire che non va bene. non va bene la Russia, non va bene la Georgia, qualsiasi cosa. mi chiedo se anche questo evento scivola loro addosso come tutto il resto che riguarda lo Stato e l'apparato governativo.
mi chiedo se i "Dissidenti" abbiano organizzato, o meglio, se sia stato loro permesso di organizzare una di quelle marcette farsa con discorsino fantademagogico come al solito a numero chiuso e selezione all'entrata (operati dalla milizia di stato, ovviamente, non dai manifestanti o dagli organizzatori), manco fossero feste in discoteca.
mi chiedo in quante case e in quante teste quanta gente si sia ricordata che la gente del Caucaso gli sta proprio sul cazzo e crea solo problemi.
spero che il conto di quelli che si rendono conto delle radici del problema arrivi almeno a coprire il numero delle dita di una mano standard.
e comunque, come al solito, di ste cose la televisione e l'informazione italiana non fanno mai capire niente allo spettatore che non ha passato molti minuti della sua vita a chiedersi i perchè e i percome dell'URSS e dei suoi postumi ma comunque è interessato. non ha capito niente. sicuro.
ferragosto in famiglia al completo con pupi e cane e Eva a mangiare come i porcelli e schiattarci di caldo e lamentarci del caldo e lamentarci del freddo. e farci quattro risate e berci il limoncello di mio fratello.
ferragosto e ho sclerato ieri e mi sento in colpa. che poi sclerato... io non sclero mai.
ferragosto e la cara Russia sempre aggressivetta che da le botte alla Georgia e mi fa ridere che le stia troppo sul cazzo che la gente non coltivi il sogno di essere parte della Grande Madre e si sdegni se è aggressiva quanto lei. il caro VV che ha aspettato me ne andassi per fare le manovrine e i discorsini nazionalisti tanto apprezzati dai russi.
e io che mi chiedo se, come sarebbe successo altrove, qualcuno si è mobilitato per dire che non va bene. non va bene la Russia, non va bene la Georgia, qualsiasi cosa. mi chiedo se anche questo evento scivola loro addosso come tutto il resto che riguarda lo Stato e l'apparato governativo.
mi chiedo se i "Dissidenti" abbiano organizzato, o meglio, se sia stato loro permesso di organizzare una di quelle marcette farsa con discorsino fantademagogico come al solito a numero chiuso e selezione all'entrata (operati dalla milizia di stato, ovviamente, non dai manifestanti o dagli organizzatori), manco fossero feste in discoteca.
mi chiedo in quante case e in quante teste quanta gente si sia ricordata che la gente del Caucaso gli sta proprio sul cazzo e crea solo problemi.
spero che il conto di quelli che si rendono conto delle radici del problema arrivi almeno a coprire il numero delle dita di una mano standard.
e comunque, come al solito, di ste cose la televisione e l'informazione italiana non fanno mai capire niente allo spettatore che non ha passato molti minuti della sua vita a chiedersi i perchè e i percome dell'URSS e dei suoi postumi ma comunque è interessato. non ha capito niente. sicuro.
mercoledì, agosto 13, 2008
metà agosto
siamo già a metà agosto.
incredibile. fra dieci giorni parto e ritorno a Forlì. fra 10 giorni ricomincio lassù.
mi sembra incredibile, mi sembra così... strano.
non che ci abbia tutta sta voglia.
perchè è faticoso. perchè è caldo, perchè è la SCUOLA, perchè mi sembra di essere tornata al primo anno, quando non conoscevo nessuno, non sapevo niente, non sapevo come fare a vivere con altri. solo, allora ero piena di energia e di voglia di farle, ste cose, di sapere, conoscere, farmi amici, impadronirmi della città, capirla, provare a vivere come non avevo mai vissuto.
invece adesso sono scoglionatissima e do tutto per scontato e sto in paranoia... sì. sto facendo la bimba viziata. sì.
ma sto cercando di smettere. anzi, smetterò sicuramente. dovrò smettere per forza.
qua io mi devo laureare, eh... :)
incredibile. fra dieci giorni parto e ritorno a Forlì. fra 10 giorni ricomincio lassù.
mi sembra incredibile, mi sembra così... strano.
non che ci abbia tutta sta voglia.
perchè è faticoso. perchè è caldo, perchè è la SCUOLA, perchè mi sembra di essere tornata al primo anno, quando non conoscevo nessuno, non sapevo niente, non sapevo come fare a vivere con altri. solo, allora ero piena di energia e di voglia di farle, ste cose, di sapere, conoscere, farmi amici, impadronirmi della città, capirla, provare a vivere come non avevo mai vissuto.
invece adesso sono scoglionatissima e do tutto per scontato e sto in paranoia... sì. sto facendo la bimba viziata. sì.
ma sto cercando di smettere. anzi, smetterò sicuramente. dovrò smettere per forza.
qua io mi devo laureare, eh... :)
mercoledì, agosto 06, 2008
ho appena iniziato a leggere il libro di Terzani dal titolo "Buonanotte, Signor Lenin".
nelle pagine iniziali lui parla del perchè è finito su quella nave in spedizione sul fiume Amur dove alle 13:42 di un giorno d'estate del 91 ha sentito alla radio che l'Unione Sovietica era appena crollata.
parla del fatto che, in parole povere, poteva benissimo non andarci, alla spedizione, che non c'era in realtà un cazzo di bisogno, però... scrive qualcosa del tipo "provavo l'ebbrezza che solo i drogati di partenze conoscono, la sensazione di libertà che ti prende in posti dove non conosci nessuno" e dove devi cavartela da te, e per forza.
ho pensato che ho la stessa sindrome e che vorrei proprio parlarci, col povero Terzani ormai defunto, della nostra tossicodipendenza da partenze... da questo sentire, appena ti lasci indietro il paesaggio a cui i tuoi occhi si erano un pò abituati, una strana leggerezza, una strana, sana tensione.
sono le 23 del 7 agosto. non sto praticamente vivendo questa estate. sono in stand-by. c'ho il mignolino rotto, quindi stand-by anche fisico. e poi... mi sento così cinica. mah.
passerà.
forse anche la dipendenza dalle partenze passerà. mi dispiacerà molto.
nelle pagine iniziali lui parla del perchè è finito su quella nave in spedizione sul fiume Amur dove alle 13:42 di un giorno d'estate del 91 ha sentito alla radio che l'Unione Sovietica era appena crollata.
parla del fatto che, in parole povere, poteva benissimo non andarci, alla spedizione, che non c'era in realtà un cazzo di bisogno, però... scrive qualcosa del tipo "provavo l'ebbrezza che solo i drogati di partenze conoscono, la sensazione di libertà che ti prende in posti dove non conosci nessuno" e dove devi cavartela da te, e per forza.
ho pensato che ho la stessa sindrome e che vorrei proprio parlarci, col povero Terzani ormai defunto, della nostra tossicodipendenza da partenze... da questo sentire, appena ti lasci indietro il paesaggio a cui i tuoi occhi si erano un pò abituati, una strana leggerezza, una strana, sana tensione.
sono le 23 del 7 agosto. non sto praticamente vivendo questa estate. sono in stand-by. c'ho il mignolino rotto, quindi stand-by anche fisico. e poi... mi sento così cinica. mah.
passerà.
forse anche la dipendenza dalle partenze passerà. mi dispiacerà molto.
lunedì, agosto 04, 2008

non mi sentivo così da molto tempo.
come si farà a migliorarsi? lasciare immutati i pregi e correggere i difetti è un'impresa vicina all'utopico. ognuno è un tutto e se cambi qualcosa, spesso, cambi tutto. il che non sempre, ecco... è il risultato voluto, anzi quasi mai, oppure mai? mai, naverno.
mi è stato detto oggi che non sono più dotata della mia calma proverbiale. che sono cambiata, non sei più calma, tu, mi è stato detto.
e chi lo sa, forse è anche vero.
non sono in grado di giudicare quanto questa persona mi conosca... e questo spesso mi mette molta tristezza. in relazione alla persona, proprio. poi me la faccio passare.
una ragazza una volta mi disse, con sconcerto, di essere abilissima a scacciare da sè tutte le cose... come dire... tristi, difficili, che la hanno fatta soffrire.
per me lei se ne sbatte il cazzo, semplicemente, e la vera abilità ce l'ho io.
attenzione però... queste cose sono ingestibili sui lunghi periodi. è un pò come stare in un Russia un anno, subire episodi poco piacevoli, rischiare il congelamento su un treno ucraino, farsi la Transiberiana, tornare, farsi una settimana in Belgio a dormire in un prato e a sentire musica dal vivo in piedi 12 ore al giorno in mezzo a una folla mastodontica di scoppiati... e poi rompersi una falange del quinto dito del piede camminando in casa a Campomarino Lido.
eh sì, è proprio la stessa cosa.
temo, anzi, siano l'una il riflesso dell'altra. uno stato mentale che diviene tangibile. uzhas.
venerdì, agosto 01, 2008
Napoli
un paio di giorni a Napoli che non mi aspettavo, fino a un paio di settimane fa.
tantissimo tempo che non venivo. Napoli con una buona amica è ancora meglio, inclusa la pizza.
chiudi gli occhi su molte più cose, ti fai ste mega passeggiate dal porto al centro e indietro e spaccanapoli e la pizza e ancora cammini cammini e godi... perchè a me Napoli è sempre piaciuta molto. chiudi gli occhi su quello che ti ricorda Foggia. ti rilassi pensando che qua non conosci nessuno e se ti scioppano sono cazzacci tuoi quando cammini per San Gregorio Armeno e quantaltro alle 9 di sera.
nonostante il mignolo rotto, il tuo umore rotto, i tuoi stati d animo rotti, un pò.
Napoli è caldissima d estate.
Napoli è piena di persone, c è un delirio, sempre.
Napoli... e tiri fuori la tua foggianità il tuo essere del Sud nelle tue forme di difesa e la tua cara amica ti guarda ammirata. resti scioccata dalla tua bravura nel rispondere per le rime ad un aggressività che non sopporti, e che, di nuovo, ti ricorda... anche se qua fanno gli aggressivi un pò come in Russia, così, giusto per giocare.
l ostello pieno di anglofoni senza spirito d iniziativa a riempirsi di birra FRA CHIACCHIERE ANGLOFONE A VOCE ALTA. quante volte hai già visto questa scena?
quanto hai viaggiato, già? mai abbastanza, sì.
Napoli insomma, un pò di pausa dall ozio feroce.
tantissimo tempo che non venivo. Napoli con una buona amica è ancora meglio, inclusa la pizza.
chiudi gli occhi su molte più cose, ti fai ste mega passeggiate dal porto al centro e indietro e spaccanapoli e la pizza e ancora cammini cammini e godi... perchè a me Napoli è sempre piaciuta molto. chiudi gli occhi su quello che ti ricorda Foggia. ti rilassi pensando che qua non conosci nessuno e se ti scioppano sono cazzacci tuoi quando cammini per San Gregorio Armeno e quantaltro alle 9 di sera.
nonostante il mignolo rotto, il tuo umore rotto, i tuoi stati d animo rotti, un pò.
Napoli è caldissima d estate.
Napoli è piena di persone, c è un delirio, sempre.
Napoli... e tiri fuori la tua foggianità il tuo essere del Sud nelle tue forme di difesa e la tua cara amica ti guarda ammirata. resti scioccata dalla tua bravura nel rispondere per le rime ad un aggressività che non sopporti, e che, di nuovo, ti ricorda... anche se qua fanno gli aggressivi un pò come in Russia, così, giusto per giocare.
l ostello pieno di anglofoni senza spirito d iniziativa a riempirsi di birra FRA CHIACCHIERE ANGLOFONE A VOCE ALTA. quante volte hai già visto questa scena?
quanto hai viaggiato, già? mai abbastanza, sì.
Napoli insomma, un pò di pausa dall ozio feroce.
sabato, luglio 19, 2008
tanto tempo
tanto tempo che non scrivo.
tanta acqua sotto i ponti, come si dice. c'è stata la transiberiana, un'ultima, terribile settimana moscovita, i distacchi, i ritorni, il festival a Bruxelles. e ora è "casa". nel senso... ritorno ai posti dove sono nata, dove sono cresciuta.
non ho scritto per più di un mese, anzi... per quasi due. non ho avuto tempo nè forza nè ispirazione nè calma. quella calma necessaria per metterti lì e sciorinare i tuoi pensieri con un minimo di ordinatezza e un italiano decente. prima, erano troppo aggrovigliati, burrascosi, mi turbavano. non in senso negativo. semplicemente, erano... troppo.
ora sono al mio nono giorno di ozio completo, di vita familiare, di cucina e storie lette ai nipoti.
i miei b e l l i s s i m i nipoti.
metterò delle foto, forse anche le commenterò, forse no.
la fine di quello che è stato Mosca comincia a farsi sentire.
oggi ho ricevuto una mail orrenda da una persona che, pare, non mi vuole bene per niente. mi ha abbattuto e intristito ma, allo stesso tempo... è stato come una doccia calda. mi ha steso i nervi.
questo può essere positivo o negativo, a seconda di come lo vuoi e puoi guardare. li ha stesi e indeboliti, sì, ma almeno adesso comincio a riflettere.
tanta acqua sotto i ponti, come si dice. c'è stata la transiberiana, un'ultima, terribile settimana moscovita, i distacchi, i ritorni, il festival a Bruxelles. e ora è "casa". nel senso... ritorno ai posti dove sono nata, dove sono cresciuta.
non ho scritto per più di un mese, anzi... per quasi due. non ho avuto tempo nè forza nè ispirazione nè calma. quella calma necessaria per metterti lì e sciorinare i tuoi pensieri con un minimo di ordinatezza e un italiano decente. prima, erano troppo aggrovigliati, burrascosi, mi turbavano. non in senso negativo. semplicemente, erano... troppo.
ora sono al mio nono giorno di ozio completo, di vita familiare, di cucina e storie lette ai nipoti.
i miei b e l l i s s i m i nipoti.
metterò delle foto, forse anche le commenterò, forse no.
la fine di quello che è stato Mosca comincia a farsi sentire.
oggi ho ricevuto una mail orrenda da una persona che, pare, non mi vuole bene per niente. mi ha abbattuto e intristito ma, allo stesso tempo... è stato come una doccia calda. mi ha steso i nervi.
questo può essere positivo o negativo, a seconda di come lo vuoi e puoi guardare. li ha stesi e indeboliti, sì, ma almeno adesso comincio a riflettere.
martedì, maggio 27, 2008
Rybinsk 2
Rybinsk
domenica, maggio 25, 2008
numerazione progressiva
un particolare che sempre folgora la mia attenzione in questo paese, uno fra i tanti, ovviamente, a proposito di ex comunisti ed pianificazioni sociali e urbanistiche, é il fatto che cliniche, scuole e ospedali non sono intitolati a nessuno. sono numerati. c'é la scuola 1, 2, 3.... 34 eccetera.
quando eravamo a rybinsk ho carpito un dialogo fra signore della serie : "ma tu a che scuola andavi?" e l'altra "alla 16, tu?" e la prima "ah no, io alla 24, in via Lenin".
che flash.
anche nella grande Mosca é ancora tutto numerato, eh, solo a Mosca non mi é ancora capitato di origliare simili conversazioni. pero' qui, ad esempio, Maria è finita all'ospedale numero 4... qua dentro il glavnyj zdanije MGU c'é la policlinica numero 202...
che storia.
oggi sono stata in uno degli aeroporti di Mosca. accompagnavo una partente. delo ne v etom, prosto volevo bere un caffé, dato che eravamo in anticipo. ci avviciniamo ad un costoso e carino bar dell'aeroporto e io mi dirigo verso la cassa per ordinare. due barman ciondolano dietro il bancone, alla cassa la cassiera scrive qualcosa su un foglio. dopo due minuti buoni durante i quali io aspettavo un'attenzione che nessuno mi ha rivolto ho chiesto di poter ordinare. mi hanno risposto con le magiche parole texni4eskij pereryv. quando non c'hanno voglia di fare un cazzo sono in "Pausa Tecnica", in Russia. oppure quando é semplicemente orario di pausa. il che non spiega perché tale pausa non possa essere pausa pranzo, riposo, lavorativa o che so io e debba essere semre e comunque tecnica. a parte cio', dico io no... in aeroporto??? al bar dell'aeroporto????? col bar aperto e gente seduta ai tavoli tu sei in pausa tecnica e non lavori "mah, piu' o meno 20 minuti"? ma come sono messi, ragazzi.
17 anni non bastano a capire la necessità del guadagno, per stare al mondo, evidentemente. cioé non bastano a capire che non é piu' vse ravno se crei profitto o meno, perché tanto papà Partito ti darà sempre e comunque qualche bricioletta da mangiare. ora non é piu' cosi', ma loro non sembrano volersene accorgere.
e fanno "pause tecniche" di un numero imprecisato di minuti in un costoso bar di uno degli aeroporti della città piu' popolata d'Europa. mah. c'é qualcosa che sfugge a me o che sfugge a loro??
quando eravamo a rybinsk ho carpito un dialogo fra signore della serie : "ma tu a che scuola andavi?" e l'altra "alla 16, tu?" e la prima "ah no, io alla 24, in via Lenin".
che flash.
anche nella grande Mosca é ancora tutto numerato, eh, solo a Mosca non mi é ancora capitato di origliare simili conversazioni. pero' qui, ad esempio, Maria è finita all'ospedale numero 4... qua dentro il glavnyj zdanije MGU c'é la policlinica numero 202...
che storia.
oggi sono stata in uno degli aeroporti di Mosca. accompagnavo una partente. delo ne v etom, prosto volevo bere un caffé, dato che eravamo in anticipo. ci avviciniamo ad un costoso e carino bar dell'aeroporto e io mi dirigo verso la cassa per ordinare. due barman ciondolano dietro il bancone, alla cassa la cassiera scrive qualcosa su un foglio. dopo due minuti buoni durante i quali io aspettavo un'attenzione che nessuno mi ha rivolto ho chiesto di poter ordinare. mi hanno risposto con le magiche parole texni4eskij pereryv. quando non c'hanno voglia di fare un cazzo sono in "Pausa Tecnica", in Russia. oppure quando é semplicemente orario di pausa. il che non spiega perché tale pausa non possa essere pausa pranzo, riposo, lavorativa o che so io e debba essere semre e comunque tecnica. a parte cio', dico io no... in aeroporto??? al bar dell'aeroporto????? col bar aperto e gente seduta ai tavoli tu sei in pausa tecnica e non lavori "mah, piu' o meno 20 minuti"? ma come sono messi, ragazzi.
17 anni non bastano a capire la necessità del guadagno, per stare al mondo, evidentemente. cioé non bastano a capire che non é piu' vse ravno se crei profitto o meno, perché tanto papà Partito ti darà sempre e comunque qualche bricioletta da mangiare. ora non é piu' cosi', ma loro non sembrano volersene accorgere.
e fanno "pause tecniche" di un numero imprecisato di minuti in un costoso bar di uno degli aeroporti della città piu' popolata d'Europa. mah. c'é qualcosa che sfugge a me o che sfugge a loro??
venerdì, maggio 23, 2008
un mese senza scrivere...
ed eccoci qua... a pochissimo dalla fine, regaz... fra 29 giorni parte il mio aereo per l'italia e sembra proprio che con lui partiro' anch'io. aspetto la transiberiana col contagocce, sapendo che di 14 notti ne passiamo in ostello solo 4. sapendo che vado via e mi lascio alle spalle molto.
mi sto infognando e non dovrei, mi sto... dando, proprio ora, alla fine, come non mai e piu' mi lego a luoghi e persone piu' mi sembra di dover andare via troppo troppo presto.
qui c'e' stato mnogo vsego. visite, amiche, bronchite due settimane, lavoro, meno lavoro, soldi, finalmente pagata, programmi, progetti, giorno della vittoria (il sessantesimo... l'hanno festeggiato proprio da patetici presi male: citta' RI CO PER TA di manifesti rossi con tanto di falce&martello che celebravano il 9 maggio, messaggi vocali in aeroporto e sulla metro di auguri ai veterani, orazioni pubbliche davanti all'universita' con inni russi e lacrime al ricordo di quanto sono stati cattivi i nemtsy con noi uffa uffa) e proprio ieri un bel match di champions league ManchesterUnited-Chelsea per il quale sono confluiti a Mosca circa 60.000 inglesi, autorizzati dal dolcissimo nuovo presidente ad entrare nel paese senza visto e senza un cazzo a patto che se ne vadano entro 3 giorni. dio bono.
adesso piove piove, sul nostro amor, anzi no, su mosca... piove piove da giorni.
io non fumo, oggi, da 2 settimane esatte.
e' iniziata dall'impossibilita' di fumare a causa del broncospasmo e continuo perche'... dai, non fumare fa sempre bene.
c'e' stato anche un viaggetto in una ex citta' chiusa durante il comunismo a 6 ora da mosca, piazzata sul volga, e minchia ipersupersoviet. adoro sti posti dove le tracce sono piu' evidenti. quando vedo quei palazzi, quelle scritte, quei monumenti, quella illuminazione cittadina a forma di falce&martello mi sento, per qualche istante, come se stessi vivendo parte di quello di cui loro hanno tanta nostalgia.
come se potessi capirli, dopotutto, per qualche microsecondo.
mi sto infognando e non dovrei, mi sto... dando, proprio ora, alla fine, come non mai e piu' mi lego a luoghi e persone piu' mi sembra di dover andare via troppo troppo presto.
qui c'e' stato mnogo vsego. visite, amiche, bronchite due settimane, lavoro, meno lavoro, soldi, finalmente pagata, programmi, progetti, giorno della vittoria (il sessantesimo... l'hanno festeggiato proprio da patetici presi male: citta' RI CO PER TA di manifesti rossi con tanto di falce&martello che celebravano il 9 maggio, messaggi vocali in aeroporto e sulla metro di auguri ai veterani, orazioni pubbliche davanti all'universita' con inni russi e lacrime al ricordo di quanto sono stati cattivi i nemtsy con noi uffa uffa) e proprio ieri un bel match di champions league ManchesterUnited-Chelsea per il quale sono confluiti a Mosca circa 60.000 inglesi, autorizzati dal dolcissimo nuovo presidente ad entrare nel paese senza visto e senza un cazzo a patto che se ne vadano entro 3 giorni. dio bono.
adesso piove piove, sul nostro amor, anzi no, su mosca... piove piove da giorni.
io non fumo, oggi, da 2 settimane esatte.
e' iniziata dall'impossibilita' di fumare a causa del broncospasmo e continuo perche'... dai, non fumare fa sempre bene.
c'e' stato anche un viaggetto in una ex citta' chiusa durante il comunismo a 6 ora da mosca, piazzata sul volga, e minchia ipersupersoviet. adoro sti posti dove le tracce sono piu' evidenti. quando vedo quei palazzi, quelle scritte, quei monumenti, quella illuminazione cittadina a forma di falce&martello mi sento, per qualche istante, come se stessi vivendo parte di quello di cui loro hanno tanta nostalgia.
come se potessi capirli, dopotutto, per qualche microsecondo.
lunedì, aprile 28, 2008
venerdì, aprile 18, 2008
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