sabato, dicembre 19, 2009

b4 xmas

domani si torna a casa per Natale.
quasi meglio.
anche se struggo.
non ho chiuso occhio stanotte. e io che mi vantavo dei miei stati lobotomizzati notturni... imparo. Blue Monday per ripiglio ma ho il sospetto stia solo facendomi aumentare il mal di testa.

già passati 10 anni dall'inizio del secondo millennio.
che storia.
ho fatto i primi buchi alle orecchie il giorno in cui le Torri Gemelle sono state fatte crollare.
avevo 17 anni e non capivo quasi un cazzo.

bozhe I'm gonna spend 15 full days at home... fùfùfùfùfùfùfù, pronta.
siamo solo quasi alla fine del primo semestre... ce la farò a reggere i miei stati d'animo fino a fine luglio? e chi lo sa. I'll have to. oooooooh fuck.

mercoledì, novembre 18, 2009

fra poco natale


umpf stanchezza.
tempo che passa tempo finalmente di studiare anno accademico nel vivo e una serie di altre collocations utili.
weekend in giro come una trottola.
che frenesie strane a volte.
se fino a non molto tempo fa mi affascinavano i recessi del mio spirito e l'insondabilità delle mie emozioni e delle conseguenti azioni, ora tutto ciò mi infastidisce quasi. non trovare spiegazioni neanche a se stessi non è il migliore degli incipit.
vorrei iniziare a capire meno gli altri, piuttosto.
diverrebbero meno sondabili, più inaspettati, più genuinamente inattesi.
spesso le azioni degli altri di cui ci sorprendiamo, che ci lasciano anche a volte letteralmente a bocca aperta, sono quelle che per un motivo o per l'altro, per colpa di quelle intuizioni che durano meno di un millesimo di secondo e che spesso siamo troppo distratti a fare altro per afferrare, già ci attendevamo. la perdita di controllo delle fauci è dovuta, ho modo di ritenere, al costante eppure sempre divertente miracolo della materializzazione di fantasie a colpo d'occhio talmente ardite che speravamo quasi rimanessero tali.
è la carenza di autostima, i limiti mentali che ci autoimponiamo a non farci confidare nelle nostre capacità divinatorie.

giovedì, novembre 05, 2009

novembre

eh ma qui i giorni passano senza che uno manco se ne accorga...
comunque,
questa strana frenesia che mi spinge ad andare andare.
sarà il fatto di sapere che comunque si avvicinano tempi di austerity seria.
di sentire.
mi limito nei vizi come mai prima d'ora sono abbastanza fiera.
devo dire, l'ambiente aiuta.
il non sapere mai e poi mai cosa voglio che mi accompagna.
la sensazione che certe volte, certi microscopici momenti di forza di volontà o di estrema chiarezza di idee (crisi=un eccesso di lucidità) mi hanno schiarito la vista e dato buone idee.. eppure il non riuscire a ricostruire la catena di pensieri che mi ha portato in quei microscopici, preziosi momenti a conclusioni adeguate.
pazienza per la catena, non ricordare purtroppo nemmeno le agognate conclusioni.
è che arrivano sempre in momenti di debolezza estrema: sonno da panico, brillezza, forti emozioni (che, come si sa, durano un attimo). il quotidiano è fatto di quotidiano quindi non è forte. o meglio, è forte nel lungo periodo. tutto sta ad essere abbastanza abili nel cogliere l'attimo in cui il lungo periodo si esplica.
acquisizione di abilità di questo tipo ancora in rodaggio.
questa strana frenesia. probabilmente me ne sono data una spiegazione convincente è che ora non la ricordo.
qualche giorno di vacanza,
sospesa nel cielo di Parma,
frenesia di scappare da qui per poi tornare.
scappare ma tornare forse è questo che mi manca.
a novembre... siamo già. a novembre.
il mese peggiore per i fotografi. nessuno vuole sposarsi a novembre.

lunedì, ottobre 12, 2009

mangiato troppo

Che quando uno fa finta di fare una dieta resiste anche tutta la giornata ma a sera, purtroppo, cede. Eh si. Quindi stomaco appesantito dall'eccessiva immissione di cibo. Disastro.
Scrivo da un blackberry nascosta sotto le coperte xke la luce accecante di questo telefono-computer non arrivi alla mia coinquilina. Mevlude. Che ora dorme. Mevlude che ha 35, ha fatto l'infermiera durante la guerra, ha perso il fidanzato e la casa in quella guerra e se e' vero che fuma solo quando e' triste allora deve sentirsi triste davvero. Che ha un carattere coriaceo ed un animo tranquillo. Che, probabilmente, la guerra non se l'aspettava e per questo non riesce a parlare d'altro, forse soprattutto con dei ragazzini viziati come ci vede e come probabilmente siamo. Vorrei fare qualcosa per dis-intristirla ma un po' non so cosa fare e un po' non so nemmeno se sia compito mio. Mi sembra che questa tristezza fatta di ricordi, nuove cose inaspettate ed un ambiente come quello in cui si trova siano per lei un rifugio del quale non sono certa si voglia liberare. Musulmana praticante, mi ha chiesto se il vino venga dalle prugne.

mercoledì, ottobre 07, 2009

eurythmics o come si scrive

Neanche un mese. Neanche un mese che son qua e quante cose accadono e sono accadute. Per la maggiorparte, a dirla tutta, sono cose al tempo present continuous.. They r happening, stanno accadendo ed evolvendosi intorno a me. A volte mi dico che vorrei fermarle ma poi la curiosita' mi frena e mi frega sempre.
Cosa accade?
E come riassumere?
Accadono molte cose gia' avvenute similarmente nel mio piu' recente passato.
Ho una coinquilina, dieci anni piu' di me e la guerra del Kosovo da cui proviene, la sua casa bruciata o le persone che ha visto morire lavorando come infermiera volontaria sempre negli occhi e nei discorsi. Diverse abbastanza da poter andare splendidamente d'accordo, ritengo spero non solo personalmente.
E poi settimane di lezioni monotone ed eventi e gossip interessanti. Settimane di avvicinamenti e allontanamenti.. A volte dubbi, a volte sicumera. Dall'affetto da cantico delle creature ad insofferenza e misantropia senili. Da non sapere cosa fare alla sensazione di avere tutto in mano.
Come sempre, e sempre, e sempre, la cosa che voglio davvero e di piu' e' quella meno alla mia portata. Soffriro' in silenzio.
Non so quanto ancora terro'I'll silenzio, par contre, rispetto ad altre situazioni ingombranti create da gente poco rispettosa degli altri e troppo innamorata di se stessa.
Nonostante l'intrigo e l'inganno, l'astuzia e l'audacia, la calma e la placidita' interiore trionfano sempre.
Purtroppo, pero'.. Quando lo scrivi, tutto ti sembra possibile..quando lo vivi..
Some of them want to use you.. Soome of them want to get used by you..
Some of them want to abuse you.. Some of them want TO BE ABUSED

giovedì, settembre 17, 2009

the Parmesan adventure

Ahahahahaha, meaning I'm in Parma now.
Senza capire bene ne' come ne' perche', al solito mio, mi ritrovo in pieno ormai nord-Italia (mentre Forli poteva dare una qualche parvenza di centro-nord, qui la parola "centro" si rivela assolutamente fuori luogo) a vivere in questo appartamento carinissimo ma in culo ai lupi di Parma e a cercare di orientarmi. Per ora siamo solo una combriccola di pugliesi spaesati, ognuno costituente un campione piuttosto rappresentativo delle realta' umane rintracciabili nella nostra striscia d'Italia diprovenienza. Proprio tutte le realta', ma che vuoi farci.
La mia prima amica qui, manco a dirlo, e' russa. Il mio karma ha una potenza inaudita. Credo sia un vero peccato che io sia troppo ansiosa per dedicarmi ad attivita' di meditazione. Suppongo che concentrandomi a sufficienza riuscirei a muovere ogni cosa verso di me.
Oggi si inizia coi corsi di lingua, mi pare.
Ma dove sono? :) ormai non so neanche se pensarci più, a risolvere questo problema di controllo sulle mie decisioni e i miei spostamenti. Il vento e' troppo forte, il karma troppo potente, la mia volonta' di capire tutte le cose e' francamente un po' stanca.
Ho delle vibrazioni positive, rispetto a questa esperienza. Per ora, mi bastano alla grande.
Alla soglia dei 25 anni, peraltro.

venerdì, settembre 11, 2009

11sett2009

ispirazione notturna? francamente scarsa. francamente.. sì, scarsa.
finirei col ripetermi.
penso sempre alle stesse cose, ultimamente.
ultimamente, recentissimamente, praticamente oggi pomeriggio, ho sentito l'eco lontana di quell'ansia che mi contraddistingue. mi sono messa a pensare ad un pò di cose insieme e puff... l'ansia. l'ho riconosciuta perchè si è materializzata come è abituata a fare: ho avuto voglia di fumare. mi sono immaginata, io, in questa strada X di una città X ad un'ora X della sera che cammino e fumo.
è l'ansia.
l'oroscopo di Internazionale mi ha dato la sua batosta settimanale anche questa settimana. sto iniziando a odiare quell'uomo. mi consiglia, sull'esempio di non so quale tipetta americana sicuramente fittizia, di fare dello sport per sopprimere il mio istinto autodistruttivo. sport o insomma... altro, dall'accontentare l'istinto autodistruttivo. ha proprio ragione anche perchè distrarsi è iperfacile.
è già l'11 settembre, mezzanotte e 57. l'anniversario fra i più famosi a livello planetario, ormai. domani, cioè oggi in giornata sicuramente se ne parlerà. del ricorrere del ricordo.
quant'è brutto constatare che davvero davvero e senza scherzi nè finzioni nè retorica... non tutte le vite umane hanno lo stesso valore. non per le stesse persone, almeno. questo è il dato consolante, forse? non ne sono certa eh.
ci sono vite che valgono più di altre, perlomeno in un dato contesto di riferimento. ci dovrebbe consolare pensare che, appunto, in altri contesti altre vite hanno sicuramente più valore di quelle dell'11 settembre a NY?
non ne sono certa. a me non consola.
perchè finisco sempre a pensare a ste cose non lo so nemmeno io.
certe volte odio il mio cervello e le linee di pensiero che segue.
certe volte lo vedo come penso ai miei capelli: non una parte di me, ma un organismo altro da me che non sono io e che quindi fa la sua vita col quale però ho un ottimo rapporto. questo dei capelli. col mio sistema neuronale è ancora + difficile riuscire a credere davvero all'allucinazione suddetta.

mercoledì, settembre 09, 2009

nightynight

È notte e sono in cucina a scrivere.
It’s night and i’m in the kitchen and i’m writing. Parents sleeping and incredible quietness around.
Nothing moves, no sounds, e sono in cucina di notte che batto sui tasti. Non mi capitava da secoli.
Innanzitutto non mi capitava da secoli di essere così sveglia dopo 4 ore di televisione ininterrotte. Sì, ho guardato film, ma film del cazzo. Sveglissima.
And i feel like some cool someone of some good book. Some… protagonist, some main something.
Non mi capitava da secoli e la cosa impressionante è che I can’t stop typing and this stupid mix between Italian and English is due to me watching a lot of tv in English these days.
Sì dev’essere quello.
Cosa devo scrivere. Cosa sono qua. A fare. Già da piccola, quando ero… più giovane e scrivevo tanto tanto di più scrivevo al computer però allora il computer non era una cosa di tutti i giorni e da internet non dipendevano molte delle cose che facevo e moltissime delle mie relazioni umane.
Allora scrivevo al pc perché mi sembrava una cosa da grandi, da gente informatizzata e che ci sta dentro e poi il computer era nuovo. Era l’inizio dell’era dell’internet di massa nel sud di questo paese di squinternati and i just could not stop using it, as if i was mastering some sort of secret magic practice.
Il motivo per cui scrivo al computer adesso è che credo di non saper più scrivere a mano e anche perchè, duole ammetterlo, però è proprio così, sarà anche più romantico e più on the road e più “maledetto” scrivere a mano, con una matita su un quaderno di carta riciclata in un caffè parigino but it’s fucking too slow and my mind is incredibly quick. Il computer da la possibilità di inseguire i propri vorticosi inutili pensieri da una distanza minore da quasi la sensazione di poterli quasi proprio acchiappare tutti e non è che si riesca a fermarsi, scrivere al pc quando uno ha voglia di farlo, ma proprio voglia di scrivere, è un po’ un esercizio fisico perchè si va proprio in apnea, tanto si è impegnati ad inseguire i pensieri dar loro una forma scegliere un codice linguistico in cui esprimerli e type type type che sono così tante cose che uno davvero smette di respirare, senza scherzi, qualche secondo, un insieme di secondi molto vicino al paio di minuti si smette di respirare e io personalmente riesco a farlo, fermarmi, solo quando mi accorgo di avere l’affanno, tipo adesso.

Punto e pausa.

Where was I. ah sì… la foga, l’ansia. Il computer inevitabilmente più preparato in confronto al quaderno. La foga, l’ansia. Perché non si può ammettere di viverci, con foga e in preda all’ansia, se è vero com’è vero. Tant’evvero che. ho ancora un po’ d’affanno. Pensando a ciò che fu a ciò che è stato a ciò che era a cio che è ed a cio che sarà? Anche per colpa del tempo, che passa. Anche.
Where was I. ho perso il filo, è inutile.

venerdì, settembre 04, 2009

... m ...

in questi giorni mi sento invecchiata. sul serio. sento il tempo che è passato, non quello che passa.
non sono le mie solite lamentele autocommiserative sulla mia smemoratezza, spossatezza, ipotensione e ipotonia dei muscoli addominali. no, non quello. lì un pò scherzo. non sono vecchia, sono un pò sfatta.
in questi giorni mi cibo di ricordi, e basta. qualsiasi sassolino o buca nel terreno di luoghi conosciuti risveglia angoli di memoria che pensavo si fossero trasferiti nel villaggio gremitissimo delle mie dimenticanze. sento i miei ricordi e a volte mi sembra di riviverli. ovunque.
dev'essere il fatto di rimettere a posto la mia ex stanza, che mi condiziona.
una stanza con accumulati i ricordi della vita di mia sorella, mia, dei miei genitori negli ultimi anni.
prendere questa matassa e ritrovarne il filo richiede energie, soprattutto con questo caldo. alle 10 di mattina 37 gradi. riemergono cimeli di epoche precedenti e mai finite. di sorrisi altri, di altri comportamenti e di altre aspettative.
inizio a guardare negli occhi gli amici legati a questo posto, questa città che mi ha sempre un pò respinta e invidiata, e nei loro occhi vedo disegnati i nostri ricordi comuni. chissà se lo sono ancora, comuni. a volte mi sembra siano anche loro come oggetti. come quel primo regalo di quel sentimento eterno fattosi persona e svanito come vapore. aspettative altre, come preannunciato.
che sia lo sgomento dinanzi al nuovo che mi attende?
ritrovo miei scritti di adolescente. quando ero solo piena e nessun vuoto. nessun vuoto, talmente piena che scrivevo tantissimo e tanto gettavo via. insoddisfatta, ipercritica e pungente, come posso essere spesso. ritrovo vestiti di epoche in cui i vizi non erano parte integrante della mia giornata e quaderni da grande magazzino con quegli appunti di chimica, che odiavo, intervallati da certe frasi e certe righe e certi stupidi disegni che amavo. gettare via?
che sia la fatica per tutto quanto è già accaduto?
che sia la consapevolezza della fine di un'era della mia vita, l'università?
che sia l'impressione di non poter mai dare nulla davvero per scontato e lo sconforto che ne risulta?
i miei ricordi sono per strada, nelle auto, nel cielo, nel sudore foggiano, nelle lenzuola coi pallini, nei vecchi cassetti dei miei fratelli, nel garage, negli occhi anche di persone incrociate per troppo, troppo poco tempo perchè io riesca a far riemergere i ricordi che ci legano nel tempo, velocissimo, in cui ci incrociamo per la strada ponendoci le stesse domande e senza salutarci.
che cos'è?
il tempo. gli eventi? i vuoti, ora presenti? i pieni, sempre meno certi? le aspettative in continuo mutamento? io non lo so. sento i ricordi sostenermi come una nuvola su cui poter sedermi quando mi si abbassa la pressione in strada la mattina mentre vado al comune a rinnovare la carta d'identità. come una nube a forma di poltrona che mi sta attaccata alla schiena legata in vita come un marsupio.
tutti i miei ricordi.

venerdì, agosto 28, 2009

1mail

... sono una porta aperta, riguardo ad amori incomprensibili (in generale e) verso paesi... incomprensibili. dove, mentre ti districhi fra un contrattempo e l'altro di quella che è guerra aperta per la sopravvivenza dei propri nervi, costantemente sotto sforzo e ormai bradicardici, ti chiedi come, come, come si faccia a vivere e così anche se a volte cerchi di scacciare questo pensiero, cosciente dell'esistenza di quello adiacente (e tu, come fai a vivere qui? e perchè ti commuovi allo stesso modo guardando una cupola d'oro illuminata dal sole d'estate ed il palazzo sovietico dove vivi sepolto dalla neve, circondato dal fango ed abitato da esistenze sconosciute?), sempre capace di metterti in imbarazzante difficoltà. anche io trovo che il mio amore sia corrisposto. mi beo, addirittura, della convinzione che sia stata la città, e dopo di lei, il paese, a cercare in tutti i modi di farmi innamorare. facendo la scontrosa, la scostante, a volte l'incivile, regalandomi solo pochi sorrisi e pochi, profondissimi commenti, all'inizio del nostro rapporto. ora che la cosa è conclamata, il rapporto è un pelino più facile, ma mai troppo. la russia non è mica stupida: lo sa che delle conquiste troppo accessibili ci si stanca subito.e così mi tiene legata al suo cuore, mosca, e io, che mi credo forte e indipendente, sono vittima dei suoi malumori quando ci vediamo e della nostalgia quando siamo distanti. ecco vedi, you shouldn't get me started on this, quando penso alla Russia e a Mosca perdo d'un colpo le mie note doti di sinteticità, pragmatismo e chiarezza.troppa poca testa, dici? beh, io cerco di guarirmi dal male opposto, negli ultimi tempi. le vite no, non bastano. sento che trascorrerò la mia a cercare di convivere con questa frustrazione.

sabato, agosto 08, 2009

già agosto?

domani mia sorella compie 34 anni. which means, è l'8 agosto.
which means... time goes by too fucking fast, innit?
questa cosa della laurea no... tutti mi vedono fanno auguri. complimenti. sorrisi, pacche sulle spalle, facce compiaciute, facce invidiosette, a seconda dei casi. oggi mi sono chiesta: ma auguri de che? in fondo, ho fatto solo quello che ho voluto. sono partita, più che spesata e più che rimborsata, ho scritto di una cosa di cui mi piaceva e mi interessava scrivere, ho letto libri ultrainteressanti, ho speso soldi, non ho dovuto correggere nulla, nessuno m'ha sollevato obiezioni. in italia neanche. fin troppo facile, mi sembra, adesso. certo, uno fa i complimenti anche per il fatto di essere arrivati in fondo al corso di laurea in generale. anche lì, non è che proprio... il sudore della fronte, insomma. ehehehehe. chissà se andrà avanti così oppure improvvisamente ...
è l'8 agosto fra 3 giorni parto per Budapest. fra 2, completi. Sziget festival. eeeeeh sì sì.
nel frattempo prosegue placida la mia apnea nel mondo profondissimo di bambini famiglia buone abitudini. è un mese che faccio la vita che uno dovrebbe fare, nella vita. infatti mi sento rinata.
infatti non vedo l'ora di ripartire.
infatti, come dice sempre mia nipote.
nel dormiveglia, di recente, ho scoperto un'altra verità: io sono una persona ansiosa.
che rivelazione! non credevo. del resto, pigri non significa certo distesi... dovevo pensarci prima.
qui, a Campomarino Lido, in questo microcosmo pieno di organismi viventi una vita troppo diversa dalla mia, riscopro e ricordo cos'è la normalità per enormi gruppi di persone. riscopro cos'è l'abitudine, la stabilità, i legami di anni, i rancori di anni, l'ignoranza di certi, la bontà di altri. ogni anno torno e vedo quelle stesse persone evolversi, e il mio esame è non da poco, considerando che le mie osservazioni si svolgono ogni anno nello stesso periodo. una certa costanza, quindi. le vedo evolvere e involvere e spostarsi le vedo anche se non le vedo, se non vengono qui in vacanza. c'erano tempi, quando io ero molto più giovane, in cui molte delle 80 famiglie che possiedono un appartamento in questo complesso residenziale organizzavano cenoni sotto il portico. tavolate enormi, nugoli di bambini e adolescenti, gran carnazza e gran vinazzo e gran risate e gran cadute e grandi morsi di zanzara.
ogni anno torno e vedo coloro che mi sembravano forti e indistruttibili divenire vecchi indifesi e per questo il più delle volte molto stronzi e coloro che mi sembravano fragili e incomprensibili divenire... uguali, solo più alti, coi baffetti e la prima cellulite e il primo trucco.
adesso quei cenoni non si fanno più. non esiste un rapporto umano imperituro. eppure, quante cose... mi ricordo.
detesto questo posto perchè è minuscolo, inutile, stupidamente costoso e pieno di gente davvero davvero provinciale e fondamentalmente italiana. ma c'ho vissuto troppi eventi per poterlo ignorare, per riuscire a smettere di rievocare tonnellate di ricordi ogni volta che ci torno, e questo è ora, e sempre.

mercoledì, luglio 22, 2009

dopo 4 mesi esatti

mmm... non scrivo qui da marzo... incredibile come passi il tempo :)
devo aver smesso appena cominciato seriamente a scrivere la tesi.
come diceva mia nonna: "Quill' u' cervell' un' è!"
e ora sono tornata da Mosca, sono laureata, sono al mare, sono abbronzata, sono pensierosa, sono più in forma, sono progettuale, paziente, un pò rassegnata, un pò combattiva, un pò violenta, un pò nostalgica... come sempre, quando torno a casa.
quando torno a casa divento nostalgica per cose che con casa non hanno nulla a che fare.
quando sono via penso a... tante cose che riguardano casa. quando a casa, a tutto il resto. :) più o meno.
è la prima volta che la fine di qualcosa non mi perfora da parte a parte. zna4it, era ora. zna4it, everything stays, everything goes. Means I go.
dopo anni, mare. ma mare serio. ho finalmente accettato, dopo ANNI, il fatto che qui non ci sia altro da fare che andare al mare, and I'm actually starting to enjoy it! I go to the beach every day... sono abbronzata, spellata, scottata. Fantastico.
continuo a fissare la porta che ho appena chiuso chiedendomi se ho voglia di riaprirla proprio adesso. continuo a fissarla e so che alle mie spalle c'è una porta nuova da aprire e che non ho ancora motivo di fissarla perchè so che, anche aprendola, dietro non c'è niente. e sto su quest'amaca di osservazione. nel frattempo vado al mare.
Moscow, Moscow... I love you. Serde4no i so vsej dushi, ja ljublju tebja. Quanto m'ha insegnato.
Quaaaanto m'ha insegnato.
la laurea. bella. la festa, bella. la gente, bella. perfino Forlì m'è sembrata tanto carina quei giorni. mi trovo a vermissen la signora dell'alimentari di quando abitavo a via Sara Levi Nathan.
o le bottiglie di vino che andavo a comprare a supermercati chiusi per cene con gente che m'ha insegnato a cucinare.
:)
Ho quasi 25 anni. Chi l'avrebbe mai detto.
E che succederà? E chi incontrerò?
Dovrò anche rispondere a qualche esigenza non mia di mia stabilità, nel prossimo futuro venturo. oppps, slight xaos nel porjadok slov.
Soffro di uno strano jet-lag linguistico, di questi tempi.
start all over... start all over... start all over... start all over... we need to make new simbols, make new signs, make a new language, with these we'll define the world

domenica, marzo 22, 2009

massime su massime

Una signora che vive nel mio studentato, mezzanotte, festicciuuuola in cucina al sesto piano. Inorridita dalla gioventù e dalla spensieratezza, si fa strada in cucina in vestaglia rossa (capello biondo tinto male) e sbotta:- Хватит!!! Здесь живут не только католики и протестанты!!
.......................................................
eh beh.



"итальянский язык всегда дaалеко слышно.
русский язык никогда не слышно."

lunedì, marzo 09, 2009

nella lingua russa esiste un verbo per ogni minima, minuscola azione. ogni singolo muscolo risponde a varie intenzionalità d'azione che corrispondono, nella lingua, a verbi precisi. ritengo sia per questo motivo che, qui, ogni singolo movimento di un lavoro viene svolto da persone diverse. c'è chi prende il foglio, chi ci scrive sopra, chi te lo porge per firmarlo, chi ci mette il timbro, chi lo controfirma e chi te lo restituisce. e sono tutte persone diverse. quando si dice, che la realtà e la lingua si riflettono l'una nell'altra. troppo vero.
giorni stanchi, giorni grigi, giorni sospesi. potrebbe essere qualsiasi ora, qualsiasi stagione, potrei essere qui da un mese e mezzo o da un anno e mezzo, potrei avere 24 o 44 anni, potrei conoscere queste persone o altre, vivere questi conflitti o altri, avere questo mal di testa o un altro. da una settimana a questa parte mi sento così.
mi sento talmente tanto così che ho perfino dimenticato di andare a lavoro, un giorno.
solo il luogo fa differenza. non potrei essere da nessuna altra parte che a Mosca. ma non so spiegare il perchè.

mercoledì, marzo 04, 2009

mysli


marzo 2009. oggi già il 4. domani arriva Chiarik qua eh... ehehehe.

ho dato e passato i finali. li ho passati benissimo. una piccola rivincita, anche se non so bene nei confronti di chi. di ritorno, stanchezza e tensione.

cammino cammino per questa città e mi scopro sempre più innamorata. qui la primavera inizia il 1 marzo (eh beh). per accontentare gli animi, il sole da allora sta facendo grandi apparizioni. il ghiaccio scompare dalla maggiorparte delle strade.

la piazza rossa è bellissima sotto la luce chiara del sole del nord, e le cupole d'oro del Cristo Salvatore sono impossibili da vedere o da fissare, rilucono la luce per centinaia di metri.

cerco di mettermi a lavoro e mi sembra come se alcuni fili si dipanassero nella mia testa. non ho ancora spiegazioni precise ma le avrò, immagino. devo parlare con qualcuno, assolutamente, devo rischiare.

giovedì, febbraio 19, 2009

опять русский... менталитет


- Право имею?

- Имеешь.

- А могу?

- Не можешь.


- Знаешь, я думаю мы не любим тех, кто на нас похожий. Например я не понимаю почему русские ненавидят американцев. Мы же одинаковые!

- Ну, Саш... не знаю... одинаковые думаешь?

- Конечно! Единственная разница в том, что русские живут ВОПРЕКИ... а американцы, БЛАГОДАРЯ. Вот и все.


lunedì, febbraio 02, 2009

SULL'AEREO

emozionatissima per la partenza.
sveglia alle 5.
taxi.
umido bolognese.
aeroporto.
Coda in aeroporto.
Attesa in aeroporto.
Poi ci mettono sull'autobus che ci conduce all'aeromobile della Austrian Airlines, compagnia di bandiera del piccolo stato dell'Austria. E, si sa, i germanici di sangue fanno corrispondere la realtà, la teoria, i fatti, le paure, perchè this plane is so fuckin' TINY I JUST CANNOT BELIEVE IT. Sembra quello della Fisher Price, solo tutto bianco. E' plastica schietta, e pure vecchiotta.
La scala per accedere all'interno del suddetto aeromobile ha 5 gradini, più simili a una pedana di quelle per saltare la cavallina a scuola a 12 anni. Dentro, due sedili per lato, corridoio MINUSCOLO, portabagagli overhead buoni per gli zainetti dei 7 nani. Una hostess terrorizzata ci ha accolto con un sorriso. I sedili sono stretti, piccoli, bassi. Lo schienale sottile come una fettina panata. I AM SCARED SHITLESS. Seppellita sotto i miei bagagli e la giacca, osservo la hostess fare la dimostrazione sulle norme di sicurezza sbattendo braccia e gomiti contro le pareti dell'aereo. Mi scopro a pensare che qua sopra basterebbe uno starnuto abbastanza forte del ciottone seduto davanti a me per far staccare le ali di questo "velivolo" buono per mio nipote per farci casa-spiaggia a Campomarino.
L'an'm d' chi te stra viv.
Ma già se ci si mette pure l'altro mio nipote (che per ragioni di privacy chiameremo Panzerott') che, tale e quale a suo padre, ha una certa "presenza" (leggi PANZA) non so se riuscirebbero a partire (anche perchè Tecluccia gli avrebbe probabilmente già sabotato il motore la notte precedente, armata di sole torcia e perfidia, eheheh).
non è incredibile quanto il caffè unisca?
quasi come le sigarette... ma meno. la sigaretta sa comunque di tossicomania... c'è sempre un pò di imbarazzo per la propria condizione in questi tempi di riscoperta del salutismo e il rapporto con la natura etc. sta diventando un passatempo da ubriaconi o comunque da... disadattati, un pò. il caffè no. il caffè dura un pò, ma non troppo. odora di buono, ti riscalda, ti sveglia, ti fa digerire. e poi c'è sempre tempo per una sigaretta, dopo.
il caffè ti fa avvicinare a persone che mai avresti pensato di conoscere. quando ne prendi troppi neanche va bene, questo è vero... acidità, tachicardia. but still...

giovedì, gennaio 29, 2009

interpreting

che nervoso essere obbligata ad "esercitarmi" invece che a studiare.
l'interpretazione di conferenza, mi spiace dirlo, è una cosa a volte troppo sterile per me.
soprattutto in paesi così zeppi di cose e sentimenti come la Russia.
così zeppi di gente che non capisce un cazzo ed è convinta di capire tutto.
così zeppi di gente buona e semplice che non pretende d'aver capito tutto ma vive secondo come crede sia meglio.
ogni volta che parlo, che solo accenno, al fatto di voler scrivere di nazionalismo i russi mi guardano qualche secondo e poi esclamano qualcosa come "è un tema "scivoloso"" oppure "mmm" oppure suoni indecifrabili tipici delle cose di cui nessuno vuole parlare perchè sa che sono vere. perchè sa che c'ha da perdere un pò la faccia. perchè è pieno di complessi. perchè non ha ancora un'idea chiara di quale sia la misura giusta in cui si può osannare il proprio paese senza essere considerati dei fascistoidi. perchè è piena di slogan nel cervello e non sa quale identifichi il proprio modo di pensare. e dunque ti guarda come a dire "ma che rottura di coglioni sta qua"... oppure "e a te che cazzo ti frega". per subito soffocare quell'impulso ed esclamare "brava! com'è interessante!" pochi hanno quel pò di coraggio in più per chiedere "in che senso?" eh sì, perchè nazionalismo è di tanti tipi qui. c'è quello statale, quello fascistoide, quello fra caucasici e russi, fra caucasici e tutti, fra russi e tutti, fra i vari popoli del sud fra di loro, etc etc.
e tutti indistintamente esprimono ripugnanza per gli skinhead per i fanatici della Russia per i fanatici della natsija, per i fanatici del calcio e sì, sorridono di questi imbecilletti.
dopo questa faticosa comunicazione fatica la conversazione si sposta su altri argomenti e capita di sentirsi dire "ah, le torri gemelle? ahahah, lì la verità non si saprà mai, chissà chi è il vero colpevole!.... strano che non abbiano accusato i Russi!!" ... "ancora! ahahahahah"
il volume di complessi ed egocentrismo presente in questa società fa un pò sorridere, quello sì.

domenica, gennaio 25, 2009

da ieri sera.. frasi sparse..

- Водку хочешь?
- Не хочу.
- А будешь?
- Буду.


"все стало лучше, все стало веселее".
"шей стало тонше, за то стало длиннее".


"У вас в Канаде прекрасно живется, не так ли?
.... Ну, у вас нету иммигратов, хотя бы!!!....
... там во Франции столько негров, столько всего, вообще не понятно что за страна французская".


"Ой, у вас такая европейская улыбка!"
"Да...?"
"Да! У вас все зубчики видны... белые такие, красивые..."
"Ну... спасибо."

giovedì, gennaio 22, 2009

mercoledì, gennaio 21, 2009

barzellettarussa

что имеют общего онанист и России?
что им обоем нужна сильная рука.

martedì, gennaio 20, 2009

venerdì, gennaio 16, 2009

16ogo

volo via domani. l'adrenalina finalmente è arrivata.
ora che la tensione economico-universitaria si è un pò allentata, i miei nervi lasciano spazio alle fantasticherie e all'emozione.
durerà poco, appena lì verrò sommersa da impegni, burocrazie, altro stress, altro stress, altro stress. sarà uno stress produttivo, spero. spero di essere all'altezza delle mie aspettative.

sabato, gennaio 10, 2009

2009

l'anno 2009 è ufficialmente iniziato. siamo già al 9 gennaio, dio bo... o forse è il 10...
in ogni caso, è qui. sarà folgorante per l'Acquario, sfavillante per Ariete, Cancro, Bilancia.
sarà l'anno della mia laurea, spero.
sarà l'anno di Obama. quello vero, quello in cui si suppone che faccia qualcosa, fra le altre una manciata di cazzi suoi. sarà l'anno in cui la Russia sferrerà un qualche colpaccio. lo so, me lo sento.
spero di esserci, lì, quando accadrà. spero di vedere su almeno un centimetro di un qualsiasi volto, nascosto fra gli sguardi di sfida e i sorrisi sardonici, fra la pelle corrosa e i denti guasti, un centimentro, almeno, di sconvolgimento e partecipazione.