esaurita esaurita esaurita
i should have known right from the start
a preparare un esame che odio
only hope can pick me together
a ricordarmi cose che ho amato
love can mend your life but love can break your heart
nonostante tutto
woke up this morning... can't believe what i saw...
sto bene, sto bene, sto bene
hundred million bottles, whashed upon the shore
e penso penso penso e mi sembra di non fare niente ma secondo me non è così
seems i'm not alone at being alone
e aspetto un momento, un momento particolare, un momento in particolare
hundred millions castaways, looking for a home
e spero di riuscire a beccarlo, spero di non stare dormendo, di non essere distratta, chè mi distraggo facilmente
i hope someone gets my message in a bottle
mercoledì, agosto 27, 2008
martedì, agosto 26, 2008
strangers
wowowowow. ok, vivo a Forlì, quest'anno. fine, s'è capito, non tergiversiamo.
una cosa che ho scoperto piacermi di questa cittadina è quella che forse più dispiace ai suoi provincialissimi abitanti: la presenza di un'incredibile quantità e varietà di stranieri. da neri a cinesi a ucraini a pakistani a veramente di tutto... e abitano soprattutto nella mia strada... corso mazzini... ieri sera davanti alla chiesa di fronte casa, seduti sulla classica panchina di legno da vecchietti italiani il pomeriggio, c'erano 3 neri sulla cinquantina a sganasciarsi dalle risate. dietro di me sono passati nello stesso momento cinesi vestiti alla occidentale con capelli improponibili e giovanissimi mulatti in bicicletta e pantaloncini. nel panificio di fronte una coloratissima mamma nera comprava una baguette alle olive al suo figlietto sui 5 anni mentre una coppia di slavi con cane attraversava la strada diretta chissà dove.
a Mosca questo non c'è. ci sono altri stranieri. molto meno riconoscibili, ma forse anche più numerosi. molto russizzati. sono vestiti uguale ai russi, parlano a voce bassa sui mezzi come i russi, hanno l'aria incazzata come i russi. di solito hanno la pelle leggermente più scura e gli occhi... diversi. più scuri, più disegnati, gli zigomi non così alti. ci sono stranieri altri, che qui non vedi, molto meno "stranieri" di quanto lo siano qua, perchè non vedi manifestazione esterne della loro provenienza da un altro paese (di solito) ma molto di più, allo stesso tempo, perchè... odiano l'essere russizzati, ma non possono e forse neanche sanno più farne a meno. e i russi li odiano, perchè non sono russi, non importa quanto sei "simile" al modello russo standard. o sei russo o non lo sei. è un pò strano, insomma, difficile da spiegare.
quel che è certo è che c'è molto nazionalismo, in Russia. moltissimo. propagandato in tutte le salse e ingerito in tutti i modi. ci sono altri stranieri che in teoria stranieri non sono più epperò sono tali a maggior ragione.
qui sono inseriti. dove sono nata io... è molto diverso, per dirla tenera.
una cosa che ho scoperto piacermi di questa cittadina è quella che forse più dispiace ai suoi provincialissimi abitanti: la presenza di un'incredibile quantità e varietà di stranieri. da neri a cinesi a ucraini a pakistani a veramente di tutto... e abitano soprattutto nella mia strada... corso mazzini... ieri sera davanti alla chiesa di fronte casa, seduti sulla classica panchina di legno da vecchietti italiani il pomeriggio, c'erano 3 neri sulla cinquantina a sganasciarsi dalle risate. dietro di me sono passati nello stesso momento cinesi vestiti alla occidentale con capelli improponibili e giovanissimi mulatti in bicicletta e pantaloncini. nel panificio di fronte una coloratissima mamma nera comprava una baguette alle olive al suo figlietto sui 5 anni mentre una coppia di slavi con cane attraversava la strada diretta chissà dove.
a Mosca questo non c'è. ci sono altri stranieri. molto meno riconoscibili, ma forse anche più numerosi. molto russizzati. sono vestiti uguale ai russi, parlano a voce bassa sui mezzi come i russi, hanno l'aria incazzata come i russi. di solito hanno la pelle leggermente più scura e gli occhi... diversi. più scuri, più disegnati, gli zigomi non così alti. ci sono stranieri altri, che qui non vedi, molto meno "stranieri" di quanto lo siano qua, perchè non vedi manifestazione esterne della loro provenienza da un altro paese (di solito) ma molto di più, allo stesso tempo, perchè... odiano l'essere russizzati, ma non possono e forse neanche sanno più farne a meno. e i russi li odiano, perchè non sono russi, non importa quanto sei "simile" al modello russo standard. o sei russo o non lo sei. è un pò strano, insomma, difficile da spiegare.
quel che è certo è che c'è molto nazionalismo, in Russia. moltissimo. propagandato in tutte le salse e ingerito in tutti i modi. ci sono altri stranieri che in teoria stranieri non sono più epperò sono tali a maggior ragione.
qui sono inseriti. dove sono nata io... è molto diverso, per dirla tenera.
domenica, agosto 24, 2008
venerdì, agosto 15, 2008
Ferragosto&Georgia
ferragosto e fa un caldo porco.
ferragosto in famiglia al completo con pupi e cane e Eva a mangiare come i porcelli e schiattarci di caldo e lamentarci del caldo e lamentarci del freddo. e farci quattro risate e berci il limoncello di mio fratello.
ferragosto e ho sclerato ieri e mi sento in colpa. che poi sclerato... io non sclero mai.
ferragosto e la cara Russia sempre aggressivetta che da le botte alla Georgia e mi fa ridere che le stia troppo sul cazzo che la gente non coltivi il sogno di essere parte della Grande Madre e si sdegni se è aggressiva quanto lei. il caro VV che ha aspettato me ne andassi per fare le manovrine e i discorsini nazionalisti tanto apprezzati dai russi.
e io che mi chiedo se, come sarebbe successo altrove, qualcuno si è mobilitato per dire che non va bene. non va bene la Russia, non va bene la Georgia, qualsiasi cosa. mi chiedo se anche questo evento scivola loro addosso come tutto il resto che riguarda lo Stato e l'apparato governativo.
mi chiedo se i "Dissidenti" abbiano organizzato, o meglio, se sia stato loro permesso di organizzare una di quelle marcette farsa con discorsino fantademagogico come al solito a numero chiuso e selezione all'entrata (operati dalla milizia di stato, ovviamente, non dai manifestanti o dagli organizzatori), manco fossero feste in discoteca.
mi chiedo in quante case e in quante teste quanta gente si sia ricordata che la gente del Caucaso gli sta proprio sul cazzo e crea solo problemi.
spero che il conto di quelli che si rendono conto delle radici del problema arrivi almeno a coprire il numero delle dita di una mano standard.
e comunque, come al solito, di ste cose la televisione e l'informazione italiana non fanno mai capire niente allo spettatore che non ha passato molti minuti della sua vita a chiedersi i perchè e i percome dell'URSS e dei suoi postumi ma comunque è interessato. non ha capito niente. sicuro.
ferragosto in famiglia al completo con pupi e cane e Eva a mangiare come i porcelli e schiattarci di caldo e lamentarci del caldo e lamentarci del freddo. e farci quattro risate e berci il limoncello di mio fratello.
ferragosto e ho sclerato ieri e mi sento in colpa. che poi sclerato... io non sclero mai.
ferragosto e la cara Russia sempre aggressivetta che da le botte alla Georgia e mi fa ridere che le stia troppo sul cazzo che la gente non coltivi il sogno di essere parte della Grande Madre e si sdegni se è aggressiva quanto lei. il caro VV che ha aspettato me ne andassi per fare le manovrine e i discorsini nazionalisti tanto apprezzati dai russi.
e io che mi chiedo se, come sarebbe successo altrove, qualcuno si è mobilitato per dire che non va bene. non va bene la Russia, non va bene la Georgia, qualsiasi cosa. mi chiedo se anche questo evento scivola loro addosso come tutto il resto che riguarda lo Stato e l'apparato governativo.
mi chiedo se i "Dissidenti" abbiano organizzato, o meglio, se sia stato loro permesso di organizzare una di quelle marcette farsa con discorsino fantademagogico come al solito a numero chiuso e selezione all'entrata (operati dalla milizia di stato, ovviamente, non dai manifestanti o dagli organizzatori), manco fossero feste in discoteca.
mi chiedo in quante case e in quante teste quanta gente si sia ricordata che la gente del Caucaso gli sta proprio sul cazzo e crea solo problemi.
spero che il conto di quelli che si rendono conto delle radici del problema arrivi almeno a coprire il numero delle dita di una mano standard.
e comunque, come al solito, di ste cose la televisione e l'informazione italiana non fanno mai capire niente allo spettatore che non ha passato molti minuti della sua vita a chiedersi i perchè e i percome dell'URSS e dei suoi postumi ma comunque è interessato. non ha capito niente. sicuro.
mercoledì, agosto 13, 2008
metà agosto
siamo già a metà agosto.
incredibile. fra dieci giorni parto e ritorno a Forlì. fra 10 giorni ricomincio lassù.
mi sembra incredibile, mi sembra così... strano.
non che ci abbia tutta sta voglia.
perchè è faticoso. perchè è caldo, perchè è la SCUOLA, perchè mi sembra di essere tornata al primo anno, quando non conoscevo nessuno, non sapevo niente, non sapevo come fare a vivere con altri. solo, allora ero piena di energia e di voglia di farle, ste cose, di sapere, conoscere, farmi amici, impadronirmi della città, capirla, provare a vivere come non avevo mai vissuto.
invece adesso sono scoglionatissima e do tutto per scontato e sto in paranoia... sì. sto facendo la bimba viziata. sì.
ma sto cercando di smettere. anzi, smetterò sicuramente. dovrò smettere per forza.
qua io mi devo laureare, eh... :)
incredibile. fra dieci giorni parto e ritorno a Forlì. fra 10 giorni ricomincio lassù.
mi sembra incredibile, mi sembra così... strano.
non che ci abbia tutta sta voglia.
perchè è faticoso. perchè è caldo, perchè è la SCUOLA, perchè mi sembra di essere tornata al primo anno, quando non conoscevo nessuno, non sapevo niente, non sapevo come fare a vivere con altri. solo, allora ero piena di energia e di voglia di farle, ste cose, di sapere, conoscere, farmi amici, impadronirmi della città, capirla, provare a vivere come non avevo mai vissuto.
invece adesso sono scoglionatissima e do tutto per scontato e sto in paranoia... sì. sto facendo la bimba viziata. sì.
ma sto cercando di smettere. anzi, smetterò sicuramente. dovrò smettere per forza.
qua io mi devo laureare, eh... :)
mercoledì, agosto 06, 2008
ho appena iniziato a leggere il libro di Terzani dal titolo "Buonanotte, Signor Lenin".
nelle pagine iniziali lui parla del perchè è finito su quella nave in spedizione sul fiume Amur dove alle 13:42 di un giorno d'estate del 91 ha sentito alla radio che l'Unione Sovietica era appena crollata.
parla del fatto che, in parole povere, poteva benissimo non andarci, alla spedizione, che non c'era in realtà un cazzo di bisogno, però... scrive qualcosa del tipo "provavo l'ebbrezza che solo i drogati di partenze conoscono, la sensazione di libertà che ti prende in posti dove non conosci nessuno" e dove devi cavartela da te, e per forza.
ho pensato che ho la stessa sindrome e che vorrei proprio parlarci, col povero Terzani ormai defunto, della nostra tossicodipendenza da partenze... da questo sentire, appena ti lasci indietro il paesaggio a cui i tuoi occhi si erano un pò abituati, una strana leggerezza, una strana, sana tensione.
sono le 23 del 7 agosto. non sto praticamente vivendo questa estate. sono in stand-by. c'ho il mignolino rotto, quindi stand-by anche fisico. e poi... mi sento così cinica. mah.
passerà.
forse anche la dipendenza dalle partenze passerà. mi dispiacerà molto.
nelle pagine iniziali lui parla del perchè è finito su quella nave in spedizione sul fiume Amur dove alle 13:42 di un giorno d'estate del 91 ha sentito alla radio che l'Unione Sovietica era appena crollata.
parla del fatto che, in parole povere, poteva benissimo non andarci, alla spedizione, che non c'era in realtà un cazzo di bisogno, però... scrive qualcosa del tipo "provavo l'ebbrezza che solo i drogati di partenze conoscono, la sensazione di libertà che ti prende in posti dove non conosci nessuno" e dove devi cavartela da te, e per forza.
ho pensato che ho la stessa sindrome e che vorrei proprio parlarci, col povero Terzani ormai defunto, della nostra tossicodipendenza da partenze... da questo sentire, appena ti lasci indietro il paesaggio a cui i tuoi occhi si erano un pò abituati, una strana leggerezza, una strana, sana tensione.
sono le 23 del 7 agosto. non sto praticamente vivendo questa estate. sono in stand-by. c'ho il mignolino rotto, quindi stand-by anche fisico. e poi... mi sento così cinica. mah.
passerà.
forse anche la dipendenza dalle partenze passerà. mi dispiacerà molto.
lunedì, agosto 04, 2008

non mi sentivo così da molto tempo.
come si farà a migliorarsi? lasciare immutati i pregi e correggere i difetti è un'impresa vicina all'utopico. ognuno è un tutto e se cambi qualcosa, spesso, cambi tutto. il che non sempre, ecco... è il risultato voluto, anzi quasi mai, oppure mai? mai, naverno.
mi è stato detto oggi che non sono più dotata della mia calma proverbiale. che sono cambiata, non sei più calma, tu, mi è stato detto.
e chi lo sa, forse è anche vero.
non sono in grado di giudicare quanto questa persona mi conosca... e questo spesso mi mette molta tristezza. in relazione alla persona, proprio. poi me la faccio passare.
una ragazza una volta mi disse, con sconcerto, di essere abilissima a scacciare da sè tutte le cose... come dire... tristi, difficili, che la hanno fatta soffrire.
per me lei se ne sbatte il cazzo, semplicemente, e la vera abilità ce l'ho io.
attenzione però... queste cose sono ingestibili sui lunghi periodi. è un pò come stare in un Russia un anno, subire episodi poco piacevoli, rischiare il congelamento su un treno ucraino, farsi la Transiberiana, tornare, farsi una settimana in Belgio a dormire in un prato e a sentire musica dal vivo in piedi 12 ore al giorno in mezzo a una folla mastodontica di scoppiati... e poi rompersi una falange del quinto dito del piede camminando in casa a Campomarino Lido.
eh sì, è proprio la stessa cosa.
temo, anzi, siano l'una il riflesso dell'altra. uno stato mentale che diviene tangibile. uzhas.
venerdì, agosto 01, 2008
Napoli
un paio di giorni a Napoli che non mi aspettavo, fino a un paio di settimane fa.
tantissimo tempo che non venivo. Napoli con una buona amica è ancora meglio, inclusa la pizza.
chiudi gli occhi su molte più cose, ti fai ste mega passeggiate dal porto al centro e indietro e spaccanapoli e la pizza e ancora cammini cammini e godi... perchè a me Napoli è sempre piaciuta molto. chiudi gli occhi su quello che ti ricorda Foggia. ti rilassi pensando che qua non conosci nessuno e se ti scioppano sono cazzacci tuoi quando cammini per San Gregorio Armeno e quantaltro alle 9 di sera.
nonostante il mignolo rotto, il tuo umore rotto, i tuoi stati d animo rotti, un pò.
Napoli è caldissima d estate.
Napoli è piena di persone, c è un delirio, sempre.
Napoli... e tiri fuori la tua foggianità il tuo essere del Sud nelle tue forme di difesa e la tua cara amica ti guarda ammirata. resti scioccata dalla tua bravura nel rispondere per le rime ad un aggressività che non sopporti, e che, di nuovo, ti ricorda... anche se qua fanno gli aggressivi un pò come in Russia, così, giusto per giocare.
l ostello pieno di anglofoni senza spirito d iniziativa a riempirsi di birra FRA CHIACCHIERE ANGLOFONE A VOCE ALTA. quante volte hai già visto questa scena?
quanto hai viaggiato, già? mai abbastanza, sì.
Napoli insomma, un pò di pausa dall ozio feroce.
tantissimo tempo che non venivo. Napoli con una buona amica è ancora meglio, inclusa la pizza.
chiudi gli occhi su molte più cose, ti fai ste mega passeggiate dal porto al centro e indietro e spaccanapoli e la pizza e ancora cammini cammini e godi... perchè a me Napoli è sempre piaciuta molto. chiudi gli occhi su quello che ti ricorda Foggia. ti rilassi pensando che qua non conosci nessuno e se ti scioppano sono cazzacci tuoi quando cammini per San Gregorio Armeno e quantaltro alle 9 di sera.
nonostante il mignolo rotto, il tuo umore rotto, i tuoi stati d animo rotti, un pò.
Napoli è caldissima d estate.
Napoli è piena di persone, c è un delirio, sempre.
Napoli... e tiri fuori la tua foggianità il tuo essere del Sud nelle tue forme di difesa e la tua cara amica ti guarda ammirata. resti scioccata dalla tua bravura nel rispondere per le rime ad un aggressività che non sopporti, e che, di nuovo, ti ricorda... anche se qua fanno gli aggressivi un pò come in Russia, così, giusto per giocare.
l ostello pieno di anglofoni senza spirito d iniziativa a riempirsi di birra FRA CHIACCHIERE ANGLOFONE A VOCE ALTA. quante volte hai già visto questa scena?
quanto hai viaggiato, già? mai abbastanza, sì.
Napoli insomma, un pò di pausa dall ozio feroce.
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