lunedì, ottobre 29, 2007




finisce ottobre. il 5 novembre qui è vacanza. è il giorno dell'Unità Nazionale.

sembra quanto mai una presa per il culo, dato che qua di unità... se ne vede poca. nazionale, poi.

ci sono studentesse, alla facoltà di lingue straniere dell'Università statale di Mosca, che vengono a scuola in taxi. altre, accompagnate dall'autista, che le va anche a riprendere. l'autista parcheggia davanti all'ingresso la sua (cioè del padrone) BMW nera coi vetri oscurati ed esce dall'abitacolo per aspettare la pupilla e prontamente aprirle la portiera per consentire il suo ingresso, possibilmente, SENZA che lei debba scendere dal marciapiede o sorpassare la benchè minima pozzanghera.

sono ragazzine ricche di 18, 19 anni, a cui spesso viene proibito di prendere l'autobus o la metro, cosicchè, ne hanno timore. chissà che succede, nella metro.

sono ragazzine che hanno sempre i capelli freschi di parrucchiere, ma nessuna idea sotto quei capelli. nessuna curiosità. faccio lezione ad alcune ragazzine del genere. non le odio, mi spiace, solamente. oggi una di queste mi ha chiesto se in Italia ci sono molti omosessuali o, come li ha chiamati lei, molte "persone di orientamento non tradizionale". questa è l'espressione che usano al telegiornale, pare, quella carina, che non offende. qua dire "gay" non è proprio offensivo, ma quasi. strano, a me sembra molto più offensiva l'espressione "carina". in ogni caso... bene, perchè almeno ha chiesto... qualcosa. mi sembrava il barlume di curiosità che speravo prima o poi di vedere da qualcuno di quella classe di ricchi bambini che studiano scienze politiche e sanno poco della loro storia recente e niente di italiano. molti hanno scelto italiano perchè sono stati a Firenze. ohibò. la seconda domanda che mi ha fatto è stata "senta scusi... così, mi è passato per il cervello..." e io "dimmi, dimmi" e lei "è vero che in Italia è 70 euro per 20 minuti?".

.......................... ma CHE CAZZO gli passa nel cervello, a sti ragazzini? sconcertata. sconcertata.


domenica si sono conclusi i 4 giorni di fiera dove ho lavorato. una fiera di cosmetici. di cosmetica. IO, sì. facevo da interprete per delle italiane (capo e 2 sottoposte) provenienti da una grossa azienda di cosmetici del milanese. per "grossa" si intende di lunga data, di alti profitti. cosmetici da paura, in effetti. trucchi. tre stronze mai viste, oh. certo, posso capire che per tre donne che vivono su un'azienda del genere, e vivono dell'immagine che hanno e che danno, incontrare me... può essere... come dire... deludente. (mi sono impegnata comunque... un pochino... cioè, non ci sono certo andata sfatta come al solito). però essere talmente bacate e provinciali e ignoranti da avere rapporti con un sacco di paesi dell'area slava e non avere UNA, e dico UNA persona che vi faccia da inteprete secondo me è poco serio. non avendo mai lavorato con interpreti, non è che gli piacesse più di tanto l'idea della mia intermediazione che, conseguentemente, cercavano di limitare al massimo. fra l'altro, c'è tutta una terminologia legata al make-up che proprio non conoscevo... neanche in italiano... e loro non è che mi abbiano aiutato, ecco.

italiane insomma, dai. si sa. poi ricche, di milano... ciao, tipo. eh boh, succede.

interessante però, lavorare in fiera. soprattutto in ste fiere supersuper. impari un sacco di cose, vedi e senti un sacco di schifo, e scrocchi un sacco di roba (e quasi ti dimentichi che sei lì 9 ore al giorno per 28 euro!!! aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!)

lunedì, ottobre 22, 2007

autostima :)


è bello uscire di casa alle 5 e mezza del pomeriggio a Mosca. adesso che è autunno ed è tutto grigio... e ci sono quei giorni, come quello di oggi, in cui è grigio sì, ma meno del solito, e hai la sensazione, anzi, è proprio quasi come se lo vedessi, del sole che cerca disperatamente di far passare qualche raggio attraverso la dura cortina di nuvole che ricopre Mosca... un pò come quando uno cerca di far entrare un qualche sano principio nella testa di un russo, eehehe... e dicevo è bello uscire, sola, arrivare fino alla fermata dell'autobus fumando una sigaretta, camminando piano, guardandosi intorno... e pensando che sono proprio contenta. sono contenta di sapermela cavare. sì, questa cosa che... diciamo... più o meno... dove mi metti sto, insomma. che mi abituo, che mi piace cambiare. a volte sono caratteristiche positive. lati del carattere che... sì dai... a me piacciono. mi piace uscire di casa alle 5 e mezza di pomeriggio e chiamare il buco dove vivo "casa" e sentirmi come quando a Forlì vado in Valverde, per dare un'idea. vado a prendere il vecchio solito 34 pieno di vecchie malandate e studenti incuffiati di I-Pod e studentesse mezze nude o comunque super infighettate, per recarmi in facoltà. a Mosca. easy.

niente.. ho avuto questa sensazione di familiarità e mi ha preso bene, mi ha fatto piacere.


qui la maggiorparte delle ragazze va in università vestita in un modo che non comprendo.

gonne cortissime, orribili giubbotti di pelo, gran trucco e, soprattutto, GRAN GRAN tacchi. non comprendo, a questo punto, che concezione abbiano, dell'università. cioè, perchè pensano che ci si vada, di solito. non... afferro.


qui moltissimi uomini la notte dormono in macchina. a volte con la macchina accesa. siamo giunte alla conclusione che sono di quelli che la notte girano per fare i taxi abusivi. si vede che ogni tanto si fermano e si abbioccano un'oretta.

sì, perchè qua dopo un certo orario taxi in giro non ce ne sono praticamente più. ed è molto in uso fare questa specie di "autostop a pagamento". semplicemente sporgi la mano, qualcuno si ferma (uomo), ti accordi sul prezzo, e ti porti a casa. la prima volta ero un pò terrorizzata. adesso mi viene molto facile. di sola non lo farei, comunque, ancora. vabbò, sì... in genere aspetto la prima metro, alle 5:30. se mi annoio prima... машина. si chiama così, "mashina". macchina, semplicemente. moltissimi uomini arrotondano così. si fanno trovare soprattutto all'uscita dei club, ma ne trovi dovunque, in ogni caso. in genere hanno un Zhiguli. una macchina tipo la vecchia 127, per chi se la ricorda. scassatissima, in genere. è difficilotto che si fermi uno con una macchina buona. anche se una volta un tizio in BMW con soprabito gemelli e tutto si è fermato. non voleva scendere sotto i 100 rubli perchè lui c'aveva il BMW, capito. ma vai a cagare. ho aspettato una Zhiguli. un'altra volta eravamo io e la mia coinquilina, ci prende su un tizio, esce che è azerbaijano. a momenti mi piglia un colpo... hanno fama di essere parecchio violenti, di avere tipo leggi autonome, di gruppo. poi mi sono detta che queste cose me le avevano dette dei russi... il bue che dice cornuto all'asino, proprio.

sabato, ottobre 20, 2007

che posto...

che è questo... eheheheheheh... la Russia. eheheheheh. Mosca, più che altro. Stamattina stordimento peso dovuto a serata sfattanza... bellina. ho fatto un pò pace col russo picchiatore. il russo quello che ha fatto sì, con il suo comportamento estremamente aggressivo, che quel narkoman maledetto mi rompesse gli occhiali. sono abituati così. sono abituati che... ti DEVI far valere, sennò gli altri penseranno che non hai abbastanza fegato. ragionamenti simili.
come la storia della gallina dalle uova d'oro, nella rivisitazione russa, intendo. forse l'ho già scritto, ma... c'erano un vecchietto e una vecchietta di campagna, che avevano una gallina. sta gallina un giorno fa un uovo d'oro. loro si esaltano e pensano a quanto potrebbero guadagnarci vendendolo. poi vengono colti da curiosità e decidono di vedere cosa contiene. provano a romperlo in tutti i modi possibili. non ce la fanno. abbandonano l'impresa lasciando l'uovo su un tavolino. l'uovo inizia a rotolare verso il bordo del tavolo. rotola giù, e si rompe. così, da solo. senza che loro ci siano riusciti attivamente. si rompe, e... i due vecchietti decidono di non farci proprio niente, con quella gallina. mi pare che... la fine non la ricordo bene... comunque o la uccidono e ne comprano un altra, o la vendono e ne prendono una "normale" che faccia uova "normali". perchè? perchè per loro è stato troppo frustrante non essere riusciti a romperlo e vedere che poi si è rotto da solo. troppo frustrante. morale della favola : alla gente semplice, di campagna, i lussi non servono. sono solo causa di problemi, e, appunto, frustrazioni. questa è la morale. peraltro, nella favola non si dice cosa l'uovo contenesse. qualunque cosa fosse, anche un pulcino d'oro, non avrebbe colmato lo sdegno e il calo di autostima dei due campagnoli russi.
mah.
sarà che sono nata vissuta e cresciuta in Europa, io. eh sì, dev'essere quello. sennò penso che... boh, potrei almeno arrivarci... anche senza accettare. uno campagnolo... campagnolo deve restare. sennò si frustra. eh.

giovedì, ottobre 18, 2007



ci sono già stati dei primi saluti, veronika e ivana sono partite, tornare in 4exija. sono state qua solo un mese. veronika è molto moooolto sileziosa e moolto moooolto timida. ivana abbastanza in contrario. ci siamo "conosciute" davvero, si può dire, da... boh, dieci giorni? forse anche meno. e poi ieri loro sono partite. abbiamo ve4erinkato per salutarle, bella festa... cucina ceca, un mare di vodka... divertiti, proprio... anche se in una piccola cucina di studentato...
non mi aspettavo mi sarebbe dispiaciuto quanto mi è dispiaciuto.
non me l'aspettavo proprio.

lunedì, ottobre 15, 2007

PreConcerto - PrimaNeve!!







stasera vado al concerto dei Muse... eh sì :) allo stadio, fra l'altro. lo stadio di mosca. quello nella foto, sì. luzhniki, che carino. è enooorme. sarà il primo concerto enooorme della mia vita... che emozione dai... poi il biglietto l'ho comprato tardi e l'ho pagato pure poco... relativamente, cioè... nel senso 30 euro non mi sembra moltissimo... no? che emozzzzzzioooooneee....


e un'altra grande emozione c'è stata ieri... c'è stata proprio nell'aria, non è che solo l'ho provata. c'era, proprio, come una cosa a parte, indipendente da me... ed era... la prima neve dell'anno! e la prima, VERA neve della mia vita... la sera prima, 9 gradi, niente vento, easy. sembrava un ritorno al calduccio dei primi giorni. la mattina dopo... gesù! era anche domenica... non a caso, secondo me... la domenica è il giorno in cui devono accadere ste cose per eccellenza, secondo me. la domenica mattina, Russia, Mosca, prima neve. perfetto. ed ero trooooppo emozionata! prima pioggia, poi una specie di nevischio, poi una specie di non so che, poi neve, prima non attaccava, poi solo sul prato, poi dappertutto, poi era TUTTO bianco e avvolto dal bianco dell'aria bianca di neve... una bufera, un delirio. siamo uscite, ovviamente, quasi subito. non era freddissimo, ma freddo sì, eccome. non riuscivo a vedere dove andavo, mi ritrovavo le scarpe in delle gran pozze d'acqua e neve e fango e avevo le gambe ghiacciate perchè non c'ho proprio pensato all'eventualità dei collant. fantastico. e tutti erano un pò sconvolti, perchè è stato proprio inaspettato, così... violento, diciamo, così intenso, meglio. tutti un pò straniti, anche i russi, si vedeva da come guidavano, da come non fossero ben equipaggiati, da una certa... insicurezza, ecco, generale. e neve neve neve neve ovunque... ahahahaha... che storia!

mi è arrivato un sms che mi invitava a salutare il sole fino ad aprile, almeno...

che catastrofismo, madonna...

venerdì, ottobre 12, 2007

incredibilità varie

il giorno del compleanno di Putin e di... insomma sì... del famoso comizio della famosa fumosa evanescente opposizione al beneamato Vladimir Vladimirovic, eravamo, noi sensibili pulzelle, sotto la metro alla ricerca di un museo dove erano esposte delle opere partecipanti al concorso che premiava, o premierà, il ritratto di Eltsin che più esprimerà l'uomo politico che è stato. insomma cercavamo questo xulikvskimiccipiccitozkijstazzicazziemazzi pereulok. non avendone una idea, guardiamo su una smilza mappa di Mosca che ovviamente non riportava il luogo da noi cercato. poco lontano, sempre sotto la metro, nel senso... non sul binario, nella stazione, proprio, ecco, dei giovani russi (3/4 ragazzi e 3/4 ragazze) giocavano a saltare la corda, la corda essendo un cavo elettrico bianco piuttosto lungo. si scattavano foto e ridevano. beh dai, ognuno passa il tempo un pò come gli viene in mente.
con le iridi estenuate dalla ricerca sulla mappa smilza, una di noi si avvicina a uno di questi bambinoni e chiede aiuto. lui si interroga coi suoi compagni e pervengono alla conclusione che non lo sanno. stavamo già per congedarci quando uno dei ragazzi di sta compagnia ritorna dal chiosco dei giornali dove si era brevemente recato senza che noi, almeno, ce ne accorgessimo, con fra la mani una mappa dettagliata del centro di mosca.
l'aveva comprata apposta, non so se... sconvolte, cerchiamo con lui questa stradina. la troviamo. più o meno equidistante da due diverse stazioni della metro. questo prende il cellulare e chiama il museo (avevamo una specie di locandina con noi) e chiede dove è meglio scendere.
alla fine, ci regala pure la mappa.

.......
.........
.....
. . . . . . . . . .

non so.... poi ti dicono... perchè te la prendi così a forte, sta Russia di qua, sta Russia di là...
e come si fa a non prendersela, quando ti capitano cose del genere? io non ci riesco.

oggi ho provato a fare l'abbonamento della metro: L'ABBONAMENTO DELLA METRO..
facile, giusto?
prendi il modulo in una SPECIFICA stazione della metro perchè in TUTTA mosca solo QUELLA stazione le rilascia per il TIPO DI STUDENTE che sei tu.
compilala. anche se è incomprensibile, compilala.
vai all'università alle 10 anche se hai lezione alle 12:40 per cercare la tizia che, come ti hanno detto, deve apporre il suo regale sigillo sul fondo di quel modulo. SOLO LEI PUO'. solo lei.
sarà il decan? sarà la responsabile per gli abbonamenti ai mezzi degli studenti? sarà quella che fa i pompini al rettore? NO. è un'insegnante di spagnolo. comunissima. banalissima. russa.
SOLO ed ESCLUSIVAMENTE questa persona può mettere una firma che ti serve per pagare la metro 5 euro al mese.
aspettala fino all'1. quando arriva, dopo che tu hai già domandato 45 volte a chiunque passasse davanti al dipartimento di spagnolo se per caso non fosse Irina Kostantinovna, aspetta di scoprirlo perchè una ti passa davanti per avere la tua stessa firma, realizzando che quindi gli stronzi del dipartimento NON TI HANNO detto che era lei, quando è entrata.
litiga con la cazzo di IRINA KOSTANTINOVNA perchè SECONDO LEI hai compilato male il modulo poi guarda qua è troppo calcato poi questo codice è sbagliato poi quest'altro lo devi chiedere al tuo obshezhitie poi guarda qua resti solo fino a gennaio e chi te lo deve dare sto abbonamento... litiga con Irina Kostantinovna perchè SOLO LEI possiede un INDEKS indispensabile per il modulo e non te lo vuole dare ma pretende che ritorni alla metro faccia un'altra fila prenda un altro modulo lo ricompili la attenda di nuovo etc etc quando tu questa cosa la devi fare entro il 15 ottobre per avere l'abbonamento a NOVEMBRE. "vai vai" ti dice. "vai vai che se torni presto magari mi trovi ancora qua, forse". dice. "quel modulo lo legge una macchina, non una persona, e se è compilato male non hai nessuna possibilità che lo accettino".
ti sfida, capito?
litigaci, poi calmati, poi sorridi, poi sostieni il suo sguardo malefico mentre fa lo sforzo di scrivere le sue iniziali in fondo al maledetto modulo ed esci con decoro.
non sclerare NON SCLERARE quando le persone che erano con te che hanno compilato il modulo nello stesso IDENTICO modo non hanno ricevuto nessuno dei commentini e delle occhiatacce e dei rifiuti che la dolce IRINA KOSTANTINOVNA ha riservato solo a te. non sclerare. non serve.
devi ancora cercare il decanat e lottare per il timbro dell'università! hai voglia ancora!!!
... poi va tutto bene. ottieni il tagliandino e ritornerai fra DUE SETTIMANE per prendere l'abbonamento.

e come si fa... come si fa a non prendersela.

mercoledì, ottobre 10, 2007

protesto

perchè a me il fatto di dover mostrare i documenti ogni singola volta che entro all'università e a casa, anche se ho varcato quella soglia cinque minuti prima, mi sembra assurdo.
mi sembra assurdo stare sempre con un documento sul cuore pronta a tirarlo fuori altrimenti... altrimenti che? un cazzo, manco te li guardano, il più delle volte. per entrare in università anche i professori devono oltrepassare un paio di guardie tutti i giorni TUTTE le volte che escono, anche solo per un minuto. allo studentato, uguale. poi è logico: ci sono guardie che ti riconoscono, che abiti là, che sei italiana, etc etc, e ormai non dicono più niente neanche se devono venirti ad aprire il portone alle 6, o guardie che sanno che sei appena uscita dalla porta dell'università e ti fanno "vai vai...". ok. però è il principio cazzo. io in italia non ho MAI portato in giro la carta d'identità perchè mi indispettisce che uno mi venga a controllare così, a caso... e qua DEVO girare sempre con tremila fogli biglietti tessere tesserine e minchiatine che, ovviamente, se perdute causano drammi fuori dal comune che non voglio neanche immaginare.
il documento, il documento, il documento, ma che stress! no no no non mi piace proprio. zero. dove siamo qua.. anche perchè... nel senso.. sti poveracci, ste guardie... soprattutto in studentato... che fanno sti turni massacranti... ma sai che CAZZO gli frega di guardarmi il propusk... però lo devono fare... alcuni fanno anche finta di leggerlo davvero, che teneri...

pressione alta

dunque dunque dunque... ihihih... oggi, 10 ottobre, dopo un pò di sana sclero che scioglie i grassi causatami dall'immane e disorganizzata struttura burocratica russa, evidentemente al giogo degli umori dei poveri impiegati pubblici, ho preso un autobus un pò a caso che andava nella direzione di casa mia. a un certo punto sto autobus rimane bloccato nel traffico. passano dieci minuti buoni, e sto autobus fermo. a un certo punto quel videogame di guerra al livello 200 che è il traffico di mosca riparte, dopo la pausa. il nostro intrepido autista (mio, di una signora con metà bocca di denti d'oro e l'altra metà di denti suoi che c'era da pensare l'avesse fatto apposta con relativa prole, di un paio di vecchie (scusate la parentesi nella parentesi ma ce n'è bisogno: una di ste due vecchie aveva un polso fasciato strettissimo e la mano gonfissima, di conseguenza, e cianciava che se l'era rotto in casa "perchè ormai neanche a casa tua stai più sicuro" etcetc aveva la ciabatte con le calze di nylon, una giacca verde pistacchio raccattata non so dove ma sicuramente più vecchia di me, sta mano gonfia, i capelli tinti di bianco e... un'inspiegabile borsa di Givenchy, secondo me non taroccata... niente, solo che a me ste contraddizioni visive mi fanno, anch'esse, un certo effetto) che si scambiavano commenti nostalgici su Xrushev e lanciavano ogni sorta di sentenza e gastema contro i propri figli snaturati, di un altro paio di studenti e di una signora certamente non russa, vestita alla occidentale) - dicevo il nostro intrepido autista si lancia nella mischia, come tutti. un'auto nera pulita ed elegante si ferma improvvisamente, nel mezzo della nostra corsa verso Ulitsa Strojtelej (strada dei costruttori); al che, l'intrepido autista, purtroppo, è costretto ad una bruschissima frenata. beh. il pandemonio. la vecchia col polso fasciato gridava che s'era fatta male e minacciava una sua possibile dipartita dovuta alla frenata e al polso combinati (mah), la prole inizia un pò di frignaggio sedato IMMEDIATAMENTE dalla madre (sì, i bambini russi non piangono; disimparano; più di una volta, a bambini felicemente impegnati in attività ludiche nel misero parchetto qui sotto ho sentito dire di reprimere i loro infantili urletti di felicità prima che arrivassero alla fine di Ура (urrà, evviva)), gli altri quantomeno un pò si scompongono, io lancio una bestemmiettina piccina picciò, ed è finita lì... credevo io. fatto sta che l'indomito condottiero, anch'egli in ciabatte, balza fuori dall'autobus e... s'è incazzato. ma MADONNA se s'è incazzato. s'è incazzato proprio tanto... ma quanto s'è incazzato?? troppo, madò... prima che ciascuno, preso dai suoi doloretti senili o dal suo ritardo rispetto ad un impegno, se ne possa rendere conto, il nostro cavaliere senza paura un pò irascibile inizia a prendere a pugni l'elegante macchina nera, causa di tanto soffrire. dietro, sopra, in finale sul finestrino del conducente. il quale conducente esce dalla vettura e si rivela essere quello che è... ebbene sì... una DooooOOOOONNNAAAA. in questo paese, si deve tenere a mente, sopravvivono vecchie arcaiche anacronistiche ma pur sempre piacevoli (fino a un certo punto) forme di galanteria nei confronti del sesso femminile. anche nel suo impeto di ferocia, il nostro condottiero non poteva maaaai alzare le mani. si è così zittito qualche secondo per poi esclamare "se lei fosse stata un uomo, io l'ammazzavo di botte". tornato in sella al suo destriero motorizzato, il prode cavaliere si lancia in un autoelogio al nostro indirizzo. ho detto che è pazza, che c'erano dei bambini, delle signore anziane, malate, che potevamo farci tutti male... etc etc etc. tutto urlando, ovviamente. il suo breve comizio ha incontrato l'approvazione delle vecchie e l'indifferenza degli altri : in tutto ciò, siamo rimasti più di mezzora chiusi in un autobus fermo.

l'episodio si è concluso con un timido commento di una delle due comari, a bassa voce, una volta ripresa la corsa dell'automezzo: "certo che a volte la gente è un pò nervosa" ; "sì anche mio marito ce l'aveva, poverino... credo si chiami... неврология" (neurosi? esaurimento? non so); "eh sì, quella è la pressione..." "beh certo, quando si alza la pressione poi... è sempre così".

martedì, ottobre 09, 2007

altre osservazioni da terra


dunque dunque dunque... cosa abbiamo imparato o osservato oggi.

ho notato che la piccola, colorata, sparuta cassetta della posta incollata al muro sotto lo studentato di fianco mi fa una certa tenerezza. l'ho fotografata cercando di esprimere questo sentimento ma non ci sono riuscita.

ho capito che è inutile cercare di capire sempre le persone, soprattutto quando sono molto più paranoiche e complessate di te, che già c'hai il tuo share niente male.

ho sentito più di un commento xenofobo proveniente da abitanti di questa città. mi innervosisce l'astio con cui parlano della maggiorparte degli altri slavi solo perchè hanno cercato o stanno cercando di avvicinarsi all'economia occidentale, chiamiamola (o non cercano piuttosto una maggiore valorizzazione dell'individualità che hanno poco conosciuto?) così, e la bava che gli viene alla bocca verso paesi come l'italia o la spagna che: a) sono occidente e vivono su un sistema economico capitalistico fondato sul "libero" mercato (vabbè, almeno in teoria); b)guardano i russi un pò dall'alto in basso. perchè sbavano, poi? per le fucking cose stupide infantili commerciali superflue in modo quasi violento che cioè rappresentano il maggiore schifo del nostro cazzo di sistema (che abbiamo preso in prestito e non sappiamo nemmeno usare...). sbavano, sbavano per un'etichetta vera di Dolce e Gabbana, sbavano per le maglie con scritto Italia a caratteri cubitali, sbavano per gli occhiali da sole i negozi firmati i programmi televisivi la spiaggia di rimini le piadine di San Marino e poi sputano veleno per gli ucraini???? si fanno affascinare dai giochi per il popolino e rifiutano chi sta semplicemente facendo qualcosa, oltre a sbavare, per avere una cazzo di autonomia per un anno almeno nella vita?

ridicolo. ridicolo. ignorante comportamento di ridicoli. sì sì la storia la geografia il regime il cazzo che vuoi. a un certo punto non puoi essere più giustificato.


e tutto questo senza neanche iniziare a parlare dei caucasici.

domenica, ottobre 07, 2007

Anniversari e Compleanni



Oggi ho fatto una cosa che probabilmente era meglio non fare. Sia perchè era una cosa un pò pericolosa, sia perchè mi ha psicologicamente un pò provato. Oggi è il primo anniversario dalla morte di Anna Politkovskaja ed il Compleanno di Vladimir Putin. E' bilancia anche lui, sì. Uff...

In ogni caso... oggi c'è stata una manifestazione di commemorazione di lei e di "rivolta" contro di lui. Lo metto fra virgolette perchè non c'è stata nessuna rivolta. Si è svolto un meeting, l'hanno chiamato, mentre in realtà era un comizio di questi membri di "Un'Altra Russia" che lottano e si sbattono per cercare di cambiare le cose in Russia. Era in Piazza Pushkin, sulla Tverskaja, cioè in pieno pienissimo centro. Questi sono gli stessi che avevano organizzato la manifestazione antiPutin a San Pietroburgo che si è risolta con moltissimi arresti A MOSCA di persone che STAVANO ANDANDO a San Pietroburgo. Cioè molti arrestati non erano nemmeno arrivati alla manifestazione, che, ovviamente, non ha avuto luogo. E' stato quella che volta che hanno arrestato l'ex ministro e il campione di scacchi. Ecco, sempre quelli che avevano organizzato quella manifestazione (ed un'altra decina, negli ultimi anni, in varie città della Russia europea) hanno organizzato pure questa, oggi. E, come sempre, hanno chiesto il "permesso" che in passato non è mai arrivato. Questa volta gli è stato concesso il "meeting" ma non il corteo e questa volta pare si siano accontentati. Si è svolto, quindi, questo comizio in piazza Pushkin alle ore 13 di oggi.

Il permesso, detto per esteso, includeva la clausola che al comizio non fossero presenti più di 500 persone e che dovesse finire massimo alle 14:30.

Tutto ciò l'ho scoperto ieri notte alle 6 e qualcosa mentre tornavo a casa in metro, sfatta. Ho scoperto della manifestazione, cioè. Alle 11 di stamattina ho scoperto il resto. E sono andata, ovvio. Come facevo a non andare? Siamo andate in 4. Io Giulia Alessia e Maria. Tutte che ci stanno abbastanza dentro. Siamo partite alle 12 da casa, notiamo nella metro due agenti del FSB (che razza di servizio segreto è se hanno il distintivo sulla giacca???? MAH), cosa piuttosto insolita. Abbiamo dovuto cambiare metro una volta e notavamo più milizia del solito. Arriviamo alla metro più vicina alla piazza suddetta, luogo dell'evento. ... Siamo arrivate e.... boh... mi sono sentita così inutile e vulnerabile.. la stazione della metro Pushkinskaja era completamente militarizzata. MBD, FSB, OMON, tutti quelli che vuoi. PIENO PIENO PIENO DOVUNQUE DOVUNQUE DOVUNQUE. Questo dentro la stazione della metro, prima di uscire all'aria. Quando è arrivata Maria siamo uscite... la piazza era lì a 50 metri. Era circondata di ragazzini dell'esercito con uno strano mantello, di tizi del nucleo antisommossa, camionette e furgoni coi membri dei gradi più alti al riparo dalla pioggia, che osservavano. All'interno di questo recinto umano che delimitava la piazza, di per sè non molto grande, c'era un recinto vero, di transenne, presidiato, controllato, uno per uno, apri la borsa, a qualcuno "vediamo i documenti". Io a entrare non ce l'ho fatta. Loro sì, le altre. Ho ascoltato da fuori. C'era gente anche fuori, soprattutto babushke. E milizia milizia milizia milizia milizia milizia... Non ce l'ho fatta a entrare sia perchè ero indispettita all'idea che mi dovessero controllare per andare a sentire un banalissimo comizio (ricco fra l'altro di buoni propositi e grandi slogan e grida per la libertà, accuse al "regime" di Putin, accuse per l'assassinio della Politkovskaja non ho capito bene contro chi "perchè lei diceva la verità" anche se non è stato specificato quale, accuse che io non so quanto siano sentite, perchè non lo so, però in un clima tale e con le forse 1000 persone che c'erano fra dentro e fuori suonavano di un triste e di un ridicolo impressionanti) sia perchè ero piuttosto terrorizzata all'idea che qualcuno, fra coloro che assistevano, fosse una testa malata, che qualcuno avrebbe magari fatto qualche cazzata e sarebbe successo il finimondo e per scappare e superare quelle cazzo di transenne ci avrei messo molto di più che da dove ero.

Comunque... dopo un pò loro sono uscite, e ce ne siamo andate. Siamo andate a comprare i biglietti per andare a teatro e poi a mangiare una cosa veloce e poi ad una mostra in un museo d'arte moderna. Su e giù per la Tverskaja. E camionette dovunque. Abbiamo finito i nostri giri uscendo da quel museo verso le 6. Il comizio è finito alle 14:30, abbiamo detto. Ancora Ancora Ancora sempre armi manganelli ragazzini dell'esercito poliziotti di ogni sorta e armadi a muro appartenenti ai nuclei antisommossa erano ancora in giro. Squadravano, un pò, maliziosetti.


Nelle stesse ore, sotto le mura del Cremlino, circa 10.000 giovani sostenitori di Putin applaudivano e festeggiavano in pompa magna il compleanno del Presidente.

sabato, ottobre 06, 2007

ancora classics




quest'ultima ovviamente non è un classico di Mosca...
O sì??????
Siamo io e quell'altra rintronata all'Ikra, sempre...
In due cervelli non ne facciamo mezzo, abbiamo notato.
Eppure lei è molto meno lesa di me...
O sembra solo??? :)

Classics



Almeno qualcosa dai... giusto il meglio meglio...

ikra





significa caviale, è il nome di un club dove sono stata con la fida Giulia un paio di giorni fa...


a vedere il concerto del tizio che ci ha invitato sul tetto, e anche a Kubinka... ovvero, il caro Sergej, l'uomo silenzioso, l'uomo belloccio che sa di esserlo, l'uomo che si fa i cartoni (perchè è evidente... ma potrebbe anche essere solo un trip mio) ma non fuma e non tocca un goccio d'alcol, l'uomo dall'enigmatico sorriso (è del cancro, figurati), l'uomo con l'amica fotografa superbrava, l'uomo che ha lasciato la scuola d'aeronautica per dedicarsi full-time all' IDM (Intelligent Dance Music, pare...). Insomma, siamo andate. E... ahahahahahahahah... fantastico. E' bello vedere quante realtà diverse si riescono a trovare anche in un posto in cui sembra che tutti la pensino più o meno simile come questo... cioè... non è Londra, che ad ogni angolo ti aspetti di trovare chissà quale indigeno di chissà quale isola della Polinesia a braccetto con... non so... un cinese alto 2 metri del peso di 180 chili. Qui a Mosca è tutto molto più... come dire... la gente.. sembra un pò più simile... dal punto di vista comportamentale. O forse è solo che le divergenze economiche sono tali che ormai si notano solo quelle...


Comunque in questo club piuttosto grande, disposto su tre piani, con le pareti ricoperte di velluto blu o rosso, lampade ricoperte di pelo finto e guardie ovunque, si è ritrovata questa cinquantina di invasati infognati di IDM... troppo divertente. Sergej ha "suonato" con altri due tizi... tutti col mixer... weird. Frick&chic, proprio.


Non potrei spiegare come, ma a fine serata (che poi era prestissimo, tipo a 00:20 eravamo fuori dal club) la mia lucidità era seriamente compromessa... senza che io lo realizzassi, peraltro... in metro, al ritorno.. beh, diciamo che ho capito che in due ragazze la metro dopo le 22 magari no. Uscite dalla metro di casa ci siamo ficcate in un AsiaCafè rose dai morsi della fame (forse la mia poca solidità dopo un quantitativo di alcol sicuramente considerevole ma di certo non sufficiente a procurarmi lo stato in cui ero, di solito, era dovuta alla пустота, cioè alla vuotezza del mio stomacone) e ho ingollato del sushi all'1 di notte senza manco... boh.


Nell'insieme... una bella serata, davvero. eccone i risultati

giovedì, ottobre 04, 2007

la teoria del sorridere

oggi all'università la tipa di Comunicazione fra le culture (sti titoli con un grande significato cui corrispondono spesso corsi senza un grande significato, ma vabbè) ci ha spiegato, o meglio, ci ha parlato, di come i russi vedono l'atto del sorridere.
perchè, in effetti, qui non sorride nessuno.
mai. e infatti esistono proverbi russi che dicono che chi ride mostra segni di follia o quantomeno di stupidità. esistono interviste di gente che è andata a lavorare da macdonald ed è stata "obbligata" a sorridere ai clienti e lo trova pesante e svilente perchè i clienti stessi poi pensano che i commessi siano deficienti.
in metro la gente ti fissa. ti guarda, ti guarda, dritto negli occhi. neutrale. se sorridi, ti guarda storto. pare che il sorriso sia una concessione da fare solo per chi si conosce bene, qua.
questo mi ... mette un pò in soggezione perchè io sorrido anche ai muri, quasi come un riflesso, o un tic, proprio. mi piace sorridere alle persone. e vedere che magari ti sorridono anche loro.
no no, niente sorrisi.
nemmeno troppi saluti. un altro proverbio dice "se te ne stai andando, vattene".
pesissimo.
che poi c'hanno st'altro problema che di chiusi, sono chiusi... ma non sia mai si aprono, DILAGANO, letteralmente. nel senso che... si prendono troppa confidenza anche.
che fare?
boh.

mercoledì, ottobre 03, 2007

mattutinità


nel senso che è mattina adesso... ma non mattina presto.

il titolo si riferisce anche al fatto che ieri mattina presto (prima delle 8), colta da un'insolita energia sono scesa prima del solito per andare a fotografare il laghetto qui dietro nel freddino glacialino di Mosca. c'erano dei tizi a pescare e a fumare delle gran sigarette che poi gettavano nel laghetto... c'era gente che attraversava il parco per andare a lavoro.... qualcuno portava a spasso il cane.. e intorno grattacieli. grattacieli che sai che contengono moltissimi appartamentini troppo piccoli per quelli che ci abitano. mi sono guardata intorno e ho realizzato che questa zona periferica è una delle migliori di mosca. è pulita (relativizzando), servita, c'ha i giochi per i bimbi, il lago, qualunque tipo di esercizio commerciale. volendo potresti non uscire mai dal quartiere, insomma. dopodichè ho iniziato a pensare al culo assurdo che le mamme e i papà si fanno a lavoro per avere la casa qui. oppure al culo che si fanno per evitare di farsi il culo a lavoro.

Mosca è piena di verde. ci sono alberi ovunque. menomale.

lunedì, ottobre 01, 2007

tetto

una sera, verso mezzanotte, uscendo da un cheap pub dove danno lo sport e la birra costa un euro, ci imbattiamo, 4 impavide donzelle, in un russo biondino trendy con due amiche. costui ci ferma e ci convince a seguirlo su un tetto, da qualche parte lì vicino. dopo 10 minuti a piedi ci fermiamo in un negozietto a comprare alcolici. lui prende questo portvejn scaduto (porto, tipo), noi una bottiglia di vino italiano che era meglio prendere della birra... vabbè. cammina cammina arriviamo alle porte di questo cortile... cortile di un palazzo... lì era il tetto, il tetto del palazzo del suo amico, diceva. questa cosa dell'amico l'avrà detta come semplice notizia di cronaca, perchè lui voleva salire sul tetto, sì, e voleva ci salissimo anche noi e pure le sue amiche, ma da una scala ESTERNA di questo palazzo di circa dieci piani. la scala anticendio, magari. boh, forse qua la scala antincendio è come quella da imbianchino o da pantera rosa o da 007 quando scappa dalla banca... cioè... dritta, verso l'alto, senza ringhiere.
gesù.
ripieghiamo su un parco nearby.
parliamo parliamo. lui si chiama sergey, quella carina è la sua ragazza (tradita, sicuro), l'altra è l'amica fotografa. mi costringe ad ascoltare tutti i gruppi russi del suo lettore mp3.
la settimana dopo, cioè ieri, andiamo a casa sua.. cioè dove abita. ci ha invitato, per rivederci, insistentemente. mah. poi l'invito del suo paesino del podmoskov'e. andiamo.
elektri4ka, che esperienza... questo regionale... scassatissimo.. c'è posto per tutti, vecchi bambini giovani zoppi zoppicanti iracondi pacioccosi carrelli gallina cane etc etc. il posto, kubinka.
trasuda unione sovietica da... ogni... singolo... centimetro. ti chiedono ancora il permesso per entrarci, se sei in macchina. sarà nostalgia? non vedo uno cosa dovrebbe andarci a fare, lì, per qualcosa di illegale. 10.000 persone. palazzi TUTTI ESATTAMENTE UGUALI di otto piani tutti grigi. cortili TUTTI ESATTAMENTE UGUALI fra palazzo e palazzo. gente sfatta, bambini sfatti, cocomeri sfatti. lui superegocentrico, sa di essere belloccio, ma un sacco simpatico, anche se molto silezioso, parla con le labbra socchiuse. ci aveva invitato per portarci nel bosco, dove abbiamo passato la maggiorparte della giornata... beeeeellllooooo... e che caldo. e il fiume bello pure... il ponte fuori da ogni legalità... tre pezzi di legno traballanti... risparmio sui bulloni.
si fa quel che si può.
interessante, kùbinka. molto interessante.

happy days

e così, i turned 23 in moscow... and actually did not expect what actually happened...
cioè pensavo così, tanto per, di fare sta cenetta con le 6, 7 italiane che abitano qua... all together... in camera loro, perchè la mia è inagibile già per due.. e bon. fare una pasta, bere una bottiglia... e off to the club. ho passato l'intera giornata in facoltà, quel giorno, quel giorno che poi era il mio giorno dell'anno, per tornare a casa solo alle 8 fatte... doccia veloce, spesa sommaria, salgo in camera di queste, dove mi aspettava la mia coinquilina. e che accade? accade che la porta si apre e come nei migliori film per adolescenti si accende una luce e ci sono tipo 30 persone che mi sorridono e mi dicono buon compleanno e mi offrono da bere... e io... io mi sa che sto invecchiando perchè ho resistito e resistito ma appena mi hanno porto un paio di rose (a me, che i fiori manco...) mi sono commossa come una tenera vecchietta alla recita della nipote...
e quindi festino (ovviamente iper)alcolico in studentato e poi... concerto, in un club figo, di un gruppo armeno... bravi.. e poi il fumoso, amichevole, economico e gratuito dopo mezzanotte proekt ogi.. ed ero così emozionata che non sono nemmeno riuscita ad inebriarmi sul serio.
una certa ansietà dovuta all'estrema riconoscenza ha innalzato i miei già ragguardevoli livelli di "reggenza" dell'alcol.. bello però, bello davvero. anche la metro alle 6, stanchi morti, bella.
non me l'aspettavo per niente. e lo hanno organizzato nel corso di un'intera settimana, che carine.. hanno cucinato, comprato roba, invitato la gente che io avrei invitato.
grazie :)