mercoledì, gennaio 30, 2008

cadute

mi preparo al trasloco nella residenza estiva, chiamiamola cosi... ahahahah... mi preparo al trasloco al GZ, l'edificio principale, come lo chiamano... mi preparo ad un nuovo semestre a qualche nuovo lavoro e a tutte le piccole paranoiette buro-organizzo-pratiche di inizio semestre. mentalmente, mi preparo, cioe'. qua la gente continua ad andar via e io mi chiedo come ce la faccia, mah. giorno dopo giorno senza neanche troppo rumore spariscono elementi che quando ti voltano la schiena e fanno per andare via ti rendi conto che non li conosci troppo bene. che stavi giusto giusto iniziando, a conoscerli. mah. e coloro che restano invece si scoprono giorno per giorno, anche nelle stesse situazioni. ognuno coi suoi piccoli o grandi traumi... che non ti aspettavi, magari.
in terra di russia tutto procede per il meglio. e che, ci sono problemi qua?? chi??? macche', macche', suvvia, piccole scaramucce. eheheheheheh... che cari...
in terra di barzelletta, cioe' quella da cui provengo, cade il governo. evento, mi rendo conto, COMPLETAMENTE IMPENSABILE qui. lo riterrebbero proprio un'onta un'offesa una gratuita esposizione al pubblico ludibrio una rivoluzione una tragedia un tracollo una dimostrazione di debolezza senza precedenti. qui pensano "piuttosto sopportiamo un tizio che detestiamo e che non fa nulla per noi per dieci anni, prima di ammettere che il nostro paese non e' in grado di tenersi un governo, cioe' di reggersi sulle sue gambe". credo pensino proprio cosi', al plurale, ognuno nella sua testa, ma comunque, per cosi' dire, coralmente.

sabato, gennaio 26, 2008

sosedka partita... :(

ieri se ne' andata la mia sosedkina e quel buco di stanza sembra davvero grande.
ritornata a mosca dopo weekend forlivese molto alcolico, zero sonno e 5 ore di ritardo all'aeroportino della citta' causa nebbia, sono stata presa da un inspiegabile e tutto sommato ingiustificato deciso buon umore, mi suonavano canzoni nella testa, camminavo con passo leggero. ora attendo di sbrigare le 1000 pare burocratiche che, come promessomi, erano li' ad attendermi al mio ritorno. in ogni caso esse stesse pare si svolgono apparentemente senza intoppi e con molta calma. ne deduco un certo amore da parte dei russi per la tragedia ingiustificata e per il terrore esercitato nei confronti degli stranieri. sembrava sarebbe stato impossibile fare qualunque cosa, dal prolungarmi il visto a trasferirmi di facolta' e di studentato SPECIALMENTE se fossi tornata in italia anche per un solo giorno, sarei stata arrestata multata buttata fuori corrotta spedita e chissa' quali altre miserie e... beh, non sta succedendo proprio nulla, solo una miriade di fogli da raccogliere tipo caccia al tesoro, con gli indizi per trovare il foglio successivo, ma tutto con molta calma e pace nel cuore da parte di quelle stesse segretarie che hanno terrorizzato due mesi della mia vita. del resto, noi abbiamo inventato il melodramma, forse loro il genere tragicomicopresaperilculo e nessuno ancora lo sa.
attendo attendo, e nel frattempo lezioni birre giri un botto di neve e un sacco di nuove aspettative :)

giovedì, gennaio 17, 2008

sensazioni di casa

questa settimanella a casa si è conclusa, praticamente. domani parto alla volta di un'altra botta di ricordi da affrontare. ormai quando vengo a foggia.... boh, ho quasi paura. non è mai stato l'ambiente "per me", ma era comunque il "mio". adesso non solo non è per me, ma non è nemmeno più il mio. cammino e per strada vedo solo facce ignote, ma spiccatamente foggiane. questo posto e questa gente non cambiano mai. non ho voglia di vedere nessuno che io non abbia ESPRESSAMENTE voglia di vedere. mi autoestranio da questo ambiente che mi è sempre stato stretto... e ogni passo è un ricordo... solo lontano, lontano.
domani guarderò in faccia ricordi molto più freschi. ricordi che ancora pesano, che invece di essere nell'aria, intorno a me, invece di essere divenuti polvere e azoto e ossigeno, di cui non ti accorgi mai... sono ancora un sacco di patate sopra le mie spalle, o, che so.. una bolletta che non ho idea di come pagare... vedremo che effetto farà :) la cara forlì.

mercoledì, gennaio 16, 2008

l'ucraina è un posto molto interessante. molto più di quello che possa sembrare a un primo colpo d'occhio. sarà che non è poi così famosa, sarà che dato il numero degli ucraini emigrati altrove uno si fa l'idea che debba essere per forza un paese povero quindi bruttino.. invece no. anzi. non solo non è brutto, ma è ricco di storia e di ottimismo, a presente. mentre mi trovavo lì, mi è capitata una cosa inaspettatissima. a l'vov, mentre mi accingevo a scalare la collina della città ricoperta di neve per arrivare in cima e godermi la vista (peccato che non si vedesse una sega perchè faceva un freddo cane ed era solo solo nebbia ovunque), alla base di suddetta collina ho fatto un incontro... direi... magico. un incontro che credo un pò tutti da bambini sognino di fare, tremanti ed eccitati al sol pensiero allo stesso tempo. ho incontrato colei che nelle favole non si dice mai da dove viene nè dove va nè la sua storia ma... è un personaggio anche lei, direi fondamentale!! fra le nevi ucraine, immersa nella nebbia, senza sapere esattamente dove andare, ho incontrato lei!!
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come chi è???? è la STREGA di BIANCANEVE!!!!

lunedì, gennaio 14, 2008

visivamente...



sì, direi che questo paio di foto illustra bene..

domenica, gennaio 13, 2008

treno anni 60

dicevo devo ammettere, però, che la samoe jarkoe vpechatlenije (l'impressione più forte) me l'ha lasciata un particolare non del tutto trascurabile, ma nemmeno troppo relativo alla città o all'ucraina in sè e per sè... ed è stato il viaggio di ritorno. mooooooltissimi ucraini vivono in russia, a mosca, in particolare. sappiate che, come i meridionali in italia, tuuuuutti loro erano a casa per le feste e tuuuuuuuuuutti loro tornavano a mosca dopo le feste, insieme a me e alle mie compagne di viaggio. per far fronte al problema ai treni soliti sono stati aggiunti dei vagoni, come in italia, del resto. quello che non succede in italia è che i vagoni aggiuntivi siano... di formica, coi letti duri come il marmo e, sorpattutto... ALIMENTATI A CARBONE CON TANTO DI FORNACELLA DA ALIMENTARE CON TANTO DI PALA... e ... come dire... MAGARI L'AVESSERO FATTO!!!!!!!!!!!!!!!!! in sostanza, quando in città a kiev era meno 15 e a mosca - 18, io ho fatto un viaggio di 13 ore iniziato a mezzanotte in un treno SENZA RISCALDAMENTO e con i bagni NON FUNZIONANTI passando ovviamente attraverso tutta quella terra desolata arida e piena di neve che separa le due città dove CHISSA QUANTI CAZZO DI GRADI FACEVANO??? almeno, almeno, -20, -25, e io giacevo, in preda ai brividi, con giaccone sciarpa guanti cappello scarpe e coperta fornita dal treno vicino a una finestra con talmente tanti buchi e talmente tanti spifferi che se fosse stata aperta sarebbe stato uguale, senza neache il tè perchè non c'era acqua calda e senza poter dormire perchè i dolori alle giunture mi tenevano sveglia. i piedi proprio... e poi tutti i passeggeri incattiviti a mostro che sbraitavano con la rincoglionita della .. come chiamarla.. responsabile del vagone (quella che ti porta le coperte controlla i biglietti e ti fa il tè o il caffè) che poveretta diceva "e io che caaaaazzo devo fare?" non so se avrebbe potuto alimentare le fornaci del riscaldamento, perchè il carbone c'era tutto!!! eh sì, dappertutto nel treno era tutto tutto pieno di carbone, a mucchi, nei secchi, semplicemente per terra o disseminato alla cazzo... i bagni neri, neri, neri e senza acqua e spoooorchi la morte.. a un certo punto si sono allagati, chissà perchè.. alla fine in preda all'urlo delle mie viscere sono andata a cercare un bagno dove almeno si potesse entrare. lo trovo dopo due vagoni, entro, piscio con gli occhi chiusi per nn vedere, e dopo pretendo di lavarmi le mani. un antico rubinettino di ferro mi sorride da sotto lo strato di sporco che lo ricopre. lo sormonta una specie di manopola. la giro. esplode. acqua dappertutto, fontane, proprio. spalanco la porta e urlo richiamando aiuto con la mano sul buco lurido della manopoletta. spunta il provodnik (responsabile del vagone), un grassoccio uomo in divisa e sigaretta, mi guarda con aria sorniona, si gusta il mio panico e poi esclama, con voce suadente "e lei perchè avrebbe fatto questo?" e io "sa, fa caldo, volevo fare la doccia". ridacchia sotto i baffi, chiude la manopola, ovviamente per aprire l'acqua si doveva premmere un bottoncino situato dove nessuno avrebbe mai immaginato, mi offre il caffè e mi trovo a berlo con lui e un suo... boh, un tizio che era con lui nello spazio prima degli scompartimenti. l'amico mi fa, pure lui tutto suadente (would-be, suadente) "ma mica per caso sei moldava??" moh, io dico no.. vabbò. dopo essermi fatta istruire sul suo lavoro di designer di gioielli sono tornata al mio posto... ghiacciata più di prima. ho smesso di sentire i piedi verso la settima ora. alla 12 ero terrorizzata, pensavo avrei perso i mignolini. ooo ggesù..
mi tornano in mente le parole di mia madre...
"eh sì, penso proprio che questa russia ti farà bene..."
"??"
"sì sì, sarà come è stato il militare per tuo fratello... bene, così ti addrizzi un poco, eheheheh"
":("

sabato, gennaio 12, 2008

... e kiev e l'vov

kiev è uno strano incrocio fra russia e.. e che? in centro sembra di essere a Piter... tutto pulito e carino. il 7 gennaio. quando c'eravamo noi, era natale. tutto il centro addobbato... no no carini, carini... costa la metà esatta che mosca. ti senti di nuovo un occidentale con un certo potere d'acquisto, lì, ehehehehehe. c'è la metro ma per il centro non ce n'è realmente bisogno. due uomini reclutati dio-sa-come da Victoria ci hanno scortato e scarrozzato per due giorni, dappertutto. esaudendo ogni nostro desiderio di visite e pasti e passeggiate.
ma che c'avranno sti slavi, che sono tutti così... troppo gentili, spesso pesanti... io capisco tutto ma.. dopo un pò... non riesco a capire se sono loro maschilisti e tropo immersi nel loro ruolo o io (noi?) occidentale che ha perso il senso della vicinanza umana a favore dell'individualismo e della riduzione radicale di contatti non richiesti. sempre troppo troppo disponibili. e rifiutano troppe volte i "no" di una donna che vuole disperatamente portarsi il proprio zaino sulle proprie spalle.
non capisco mai chi è che è più lontano dal giusto equilibrio nei rapporti, in questi casi.
l'vov è estremamente carina. per dire che è bella le ci vorrebbe forse un tantino in più di carattere, di carisma. ma è veramente veramente un posto piacevole. bel viaggetto.
dell'esperienza che mi è rimasta più impressa, però, scriverò fra poco. eheheheheh

il mio primo novyj god fuori casa

eh sì... a 23 anni. tutti i capodanni della mia vita sono andati più o meno nello stesso modo... cena a casa, dopo all'una in giro con gli amichetti.
questo capodanno è iniziato il 31 dicembre mattina con una visita a Maria in ospedale... poverina, che sfortuna. e che spavento. il pomeriggio mi sono un pò ripresa dalla tristezza e dal senso di colpa nei suoi confronti nel modo mio preferito... cucinando. due tegliazze di rigatoni al forno con il primo ragù della mia vita. cena e vodke e amici e forse neanche amici, possono chiamarsi, ma siamo stati bene. c'era... voglia di far sì che... voglia di sperimentarsi, in quelle che un pò per tutti sono state delle festività strane, lontani da famiglia e amici più cari. siamo stati bene, sì... heehehhe... poi in zona piazza rossa, che delirio... il giorno dopo ho saputo che c'erano 2 milioni e mezzo di persone, in giro.. e poi Kitajskij Letchik con un paio di concerti veramente fighi... e poi mi ha chiamato DIma, quel pazzo, dopo un mese che era sparito completamente.. insomma.. era capodanno. del 2008. capodanno e natale a Mosca in Russia.. è bello quando ti succedono cose che.. beh, alle quali non avevi mai pensato, che non avevi mai nemmeno...
i fuochi visti un pò coperti dalle Porte rosse della piazza... stretta fra mille milioni di persone che vogliono tutte vedere i fuochi... da un lato gente, di fronte il cordone di poliziotti diciottenni che poracci, potevano fare capodanno a casa, sarebbero stati più utili. ho detto un sentito capodanno anche a loro. hanno sorriso, quasi tutti.