lunedì, febbraio 02, 2009

SULL'AEREO

emozionatissima per la partenza.
sveglia alle 5.
taxi.
umido bolognese.
aeroporto.
Coda in aeroporto.
Attesa in aeroporto.
Poi ci mettono sull'autobus che ci conduce all'aeromobile della Austrian Airlines, compagnia di bandiera del piccolo stato dell'Austria. E, si sa, i germanici di sangue fanno corrispondere la realtà, la teoria, i fatti, le paure, perchè this plane is so fuckin' TINY I JUST CANNOT BELIEVE IT. Sembra quello della Fisher Price, solo tutto bianco. E' plastica schietta, e pure vecchiotta.
La scala per accedere all'interno del suddetto aeromobile ha 5 gradini, più simili a una pedana di quelle per saltare la cavallina a scuola a 12 anni. Dentro, due sedili per lato, corridoio MINUSCOLO, portabagagli overhead buoni per gli zainetti dei 7 nani. Una hostess terrorizzata ci ha accolto con un sorriso. I sedili sono stretti, piccoli, bassi. Lo schienale sottile come una fettina panata. I AM SCARED SHITLESS. Seppellita sotto i miei bagagli e la giacca, osservo la hostess fare la dimostrazione sulle norme di sicurezza sbattendo braccia e gomiti contro le pareti dell'aereo. Mi scopro a pensare che qua sopra basterebbe uno starnuto abbastanza forte del ciottone seduto davanti a me per far staccare le ali di questo "velivolo" buono per mio nipote per farci casa-spiaggia a Campomarino.
L'an'm d' chi te stra viv.
Ma già se ci si mette pure l'altro mio nipote (che per ragioni di privacy chiameremo Panzerott') che, tale e quale a suo padre, ha una certa "presenza" (leggi PANZA) non so se riuscirebbero a partire (anche perchè Tecluccia gli avrebbe probabilmente già sabotato il motore la notte precedente, armata di sole torcia e perfidia, eheheh).

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