venerdì, agosto 28, 2009

1mail

... sono una porta aperta, riguardo ad amori incomprensibili (in generale e) verso paesi... incomprensibili. dove, mentre ti districhi fra un contrattempo e l'altro di quella che è guerra aperta per la sopravvivenza dei propri nervi, costantemente sotto sforzo e ormai bradicardici, ti chiedi come, come, come si faccia a vivere e così anche se a volte cerchi di scacciare questo pensiero, cosciente dell'esistenza di quello adiacente (e tu, come fai a vivere qui? e perchè ti commuovi allo stesso modo guardando una cupola d'oro illuminata dal sole d'estate ed il palazzo sovietico dove vivi sepolto dalla neve, circondato dal fango ed abitato da esistenze sconosciute?), sempre capace di metterti in imbarazzante difficoltà. anche io trovo che il mio amore sia corrisposto. mi beo, addirittura, della convinzione che sia stata la città, e dopo di lei, il paese, a cercare in tutti i modi di farmi innamorare. facendo la scontrosa, la scostante, a volte l'incivile, regalandomi solo pochi sorrisi e pochi, profondissimi commenti, all'inizio del nostro rapporto. ora che la cosa è conclamata, il rapporto è un pelino più facile, ma mai troppo. la russia non è mica stupida: lo sa che delle conquiste troppo accessibili ci si stanca subito.e così mi tiene legata al suo cuore, mosca, e io, che mi credo forte e indipendente, sono vittima dei suoi malumori quando ci vediamo e della nostalgia quando siamo distanti. ecco vedi, you shouldn't get me started on this, quando penso alla Russia e a Mosca perdo d'un colpo le mie note doti di sinteticità, pragmatismo e chiarezza.troppa poca testa, dici? beh, io cerco di guarirmi dal male opposto, negli ultimi tempi. le vite no, non bastano. sento che trascorrerò la mia a cercare di convivere con questa frustrazione.

Nessun commento: