mercoledì, settembre 09, 2009

nightynight

È notte e sono in cucina a scrivere.
It’s night and i’m in the kitchen and i’m writing. Parents sleeping and incredible quietness around.
Nothing moves, no sounds, e sono in cucina di notte che batto sui tasti. Non mi capitava da secoli.
Innanzitutto non mi capitava da secoli di essere così sveglia dopo 4 ore di televisione ininterrotte. Sì, ho guardato film, ma film del cazzo. Sveglissima.
And i feel like some cool someone of some good book. Some… protagonist, some main something.
Non mi capitava da secoli e la cosa impressionante è che I can’t stop typing and this stupid mix between Italian and English is due to me watching a lot of tv in English these days.
Sì dev’essere quello.
Cosa devo scrivere. Cosa sono qua. A fare. Già da piccola, quando ero… più giovane e scrivevo tanto tanto di più scrivevo al computer però allora il computer non era una cosa di tutti i giorni e da internet non dipendevano molte delle cose che facevo e moltissime delle mie relazioni umane.
Allora scrivevo al pc perché mi sembrava una cosa da grandi, da gente informatizzata e che ci sta dentro e poi il computer era nuovo. Era l’inizio dell’era dell’internet di massa nel sud di questo paese di squinternati and i just could not stop using it, as if i was mastering some sort of secret magic practice.
Il motivo per cui scrivo al computer adesso è che credo di non saper più scrivere a mano e anche perchè, duole ammetterlo, però è proprio così, sarà anche più romantico e più on the road e più “maledetto” scrivere a mano, con una matita su un quaderno di carta riciclata in un caffè parigino but it’s fucking too slow and my mind is incredibly quick. Il computer da la possibilità di inseguire i propri vorticosi inutili pensieri da una distanza minore da quasi la sensazione di poterli quasi proprio acchiappare tutti e non è che si riesca a fermarsi, scrivere al pc quando uno ha voglia di farlo, ma proprio voglia di scrivere, è un po’ un esercizio fisico perchè si va proprio in apnea, tanto si è impegnati ad inseguire i pensieri dar loro una forma scegliere un codice linguistico in cui esprimerli e type type type che sono così tante cose che uno davvero smette di respirare, senza scherzi, qualche secondo, un insieme di secondi molto vicino al paio di minuti si smette di respirare e io personalmente riesco a farlo, fermarmi, solo quando mi accorgo di avere l’affanno, tipo adesso.

Punto e pausa.

Where was I. ah sì… la foga, l’ansia. Il computer inevitabilmente più preparato in confronto al quaderno. La foga, l’ansia. Perché non si può ammettere di viverci, con foga e in preda all’ansia, se è vero com’è vero. Tant’evvero che. ho ancora un po’ d’affanno. Pensando a ciò che fu a ciò che è stato a ciò che era a cio che è ed a cio che sarà? Anche per colpa del tempo, che passa. Anche.
Where was I. ho perso il filo, è inutile.

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