giovedì, maggio 26, 2011

qualità

è la prima casa che abito che non mi compenetra totalmente.
è casa mia, ma spesso ho l'impressione di farle mancare qualcosa, di non spendere abbastanza tempo per sentirla.
sono stati mesi molto densi. ne arriveranno presto altri, molto densi.
il cervello molto pieno.
tanto che ho quasi perso contatti con il mio corpo. non saprei dire se mi sento magra grassa brutta bella gonfia leggera. non saprei dire.
tanto che non ho quasi più voglia di stabilire contatti. mi bastano quelli che ho, di corti circuiti.
molto dura non tutti hanno la stessa energia. molto difficile, non tutti la stessa sensibilità.
molto provante, sfinente. molto... logorante, non tutti hanno un'alta resistenza.
da un lato, il dover combattere quotidianamente col quotidiano aiuta a non lasciarsi avviluppare dal vortice dei pensieri, tristi, in fin dei conti, non risolutivi. aiuta a sapere di potere ancora un minimo combattere. se nemmeno il quotidiano basta più, se nemmeno il quotidiano più spicciolo appare affrontabile, ecco sorgere all'orizzonte una tragedia forse senza ponente.
stanca e indecisa, mi sottopongo a continue sfide per non cominciare a pedalare all'indietro a mia volta.
la complessità che una relazione interpersonale spesso raggiunge è spaventosa all'occhio e al cuore umano e assolutamente irriproducibile in forma di immagine o costruzione. si infittisce al punto che recuperare l'inizio della matassa sembra, forse è, impossibile. sembra che sia meglio abbandonare l'idea di matassa e perchè no, anche di rapporto interpersonale e gettare alle ortiche etc ovvero con grosse forbici fare un bel taglio al centro dell'infittito groviglio di accuse, non detti e mal detti e ... vedere che succede.
si ha però sempre paura di fare questo.
droghe come altro, qualsiasi cosa può divenire droga in alcuni casi anche una persona.
l'uomo senza sentimenti siede in una stanza dentro il cubo di cemento forse pensa forse no anche a me o anche no. chiede forse a qualche angolo di spiegargli il modo semplice che non lo faccia sentire stupido per farsi stare bene la riduzione in scala del proprio ego. l'uomo, senza sentimenti, è inutile parlarci e che si parli, temo non accetterà, temo non si accetterà, temo le sue bugie, e le sue verità, sopratutto, ho paura di confonderle.

Nessun commento: