lunedì, settembre 05, 2011

muscoli e doloretti

settembre 2011, mese dei miei 27 anni.
dopo il cammino.
se 5 giorni di cammino bastano per sentirmi come mi sentivo in quei 5 giorni, ho quasi paura di partire per un mese... potrei seriamente non avere il coraggio di tornare indietro.
la mancanza di ogni abitudine diventa presto abitudine. l'improvvisa assenza e lontananza dei tarli della propria esistenza diviene presto obsoleta, ovvia, semplice. scontata. il dolore ai muscoli, delle gambe, quei muscoli che non pensavi di avere, che non ricordi di aver visto raffigurati su alcun libro, soffrono, nuovi al lavoro, alla fatica, al ritmo di una camminata costante, piena di senso in se stessa e assolutamente inconcepibile nella sua interita' prima di iniziare.
come e' facile immergersi nella monotona naturalita' della campagna spagnola in quel tratto, almeno, che ho percorso io, come e' improvvisamente facile camminare per ore e non sentire noie ne' grosse fatiche e piuttosto godersi le viste e i km passati e quasi quasi godersi anche il dolore.. e' altrettanto facile tornare alla realta' e dopo pochi attimi di sperdimento tornare preda della propria pigrizia, dei propri vizi, recuperare le proprie stringenti coordinate, rivivere la restrizione del proprio campo visivo (ci si accorge di quanto si sia allargato solo tornando nella propria, complicata vita occidentale). ri-dimensionare le distanze sui vecchi parametri. anche dalle persone, le distanze. ritrovate.
la tranquillita', il sereno ignorare i problemi propri per guardare e compatire, o giudicare, quelli degli altri... il credere a bugie infantili come fossero distillati di verita' e grazie a questo vivere senza ansie particolari.. questo stato finto, fatato, alterato, drogato.. e' finito.
l'avevo ritrovato nei suoi aspetti migliori, quelli dello scioglimento dei nodi nervosi, durante questo camminare che subito, appena iniziato, sembra eterno e per la prima volta l'eternita' non spaventa.

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