martedì, marzo 26, 2013

quanti cambiamenti ancora? quanto improvviso si può sopportare nell'arco dei primi 30 anni della propria vita?
quanto è giusto lasciarsi trasportare da un destino furbetto e ironico? entusiasmarsi quando le cose scivolano tranquille, dimentichi dei patemi di lunghissimi periodi appena trascorsi?
quante domande basteranno ad esternare il dubbio eterno in cui viviamo? certo anche l'eterna certezza sembra un cappio al collo. si ha quindi un problema col concetto di eternità.
è questo?
è il non vedere la fine che terrorizza?
ma non era la fine la cosa peggiore? la fine, destino di ogni umana azione e di ogni umano vagare.
e allora come spiegare ...
non c'è spiegazione.
o c'è?

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