sabato, ottobre 22, 2011

specchi falsi

una vita davanti a uno schermo.
si passa la vita davanti ad uno schermo. è più spesso di quanto realizziamo, più automatico di quanto qualsiasi cervello arrivi a prevenire.
guardiamo schermi di continuo.
sono come specchi, falsi. non sono specchi. eppure ci guardiamo dentro per guardarci noi, con la speranza di trovarci noi. per vederci ogni tanto in faccia e vedere quanto been riusciamo a mascherare come stiamo, e ci vediamo dentro qualsiasi cosa tranne il nostro riflesso. forse un'atavica istintualità ci porta a concepire certe superfici o i bagliori che emanano come specchi e in men che non si dica eccoci lì a scrutarli per ore che passano impercettibili e... realizziamo solo dopo un pò, no?, che non è uno specchio.
poi dipende dai casi. qualcuno non capisce che quello che vede non è il riflesso del suo volto e si identifica con... si riflette, per primo, nel blu di una bacheca o nei nuovi sfondi del sito della Repubblica.
chissà quanto tempo passiamo a cercarci negli specchi sbagliati. chissà se sia calcolabile, se qualcuno c'ha già provato.
passiamo il tempo fra un'App e l'altra o un programmino d'intrattenimento e l'altro convinti di non fare altro che svagarci e invece stiamo sperando di stare fissando un veritiero specchio, di stare aspettando che i pixel si diradino per veder emergere i veri noi stessi, che questi pseudospecchi ci rivelino come siamo fatti e tutto quello che di noi stessi non capiamo o fingiamo di non capire... e invece no. non sono specchi.
non ci ridaranno mai la nostra immagine, nè veritiera nè altro.
forse è questo che sappiamo, ancora più in fondo a noi stessi, ed è per questo che lo schermo onnipresente non ci fa paura. anzi, in alcuni casi, ci fa piacere entrare nella figura che si compone al suo interno con cervello e il sentimento.
nelle case, infatti, sempre più schermi su ogni parete. dovunque. narcisismo dello specchio vero e proprio sparito. con l'acqua del bagno, però, buttato anche il bambino.

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