mercoledì, ottobre 10, 2007

pressione alta

dunque dunque dunque... ihihih... oggi, 10 ottobre, dopo un pò di sana sclero che scioglie i grassi causatami dall'immane e disorganizzata struttura burocratica russa, evidentemente al giogo degli umori dei poveri impiegati pubblici, ho preso un autobus un pò a caso che andava nella direzione di casa mia. a un certo punto sto autobus rimane bloccato nel traffico. passano dieci minuti buoni, e sto autobus fermo. a un certo punto quel videogame di guerra al livello 200 che è il traffico di mosca riparte, dopo la pausa. il nostro intrepido autista (mio, di una signora con metà bocca di denti d'oro e l'altra metà di denti suoi che c'era da pensare l'avesse fatto apposta con relativa prole, di un paio di vecchie (scusate la parentesi nella parentesi ma ce n'è bisogno: una di ste due vecchie aveva un polso fasciato strettissimo e la mano gonfissima, di conseguenza, e cianciava che se l'era rotto in casa "perchè ormai neanche a casa tua stai più sicuro" etcetc aveva la ciabatte con le calze di nylon, una giacca verde pistacchio raccattata non so dove ma sicuramente più vecchia di me, sta mano gonfia, i capelli tinti di bianco e... un'inspiegabile borsa di Givenchy, secondo me non taroccata... niente, solo che a me ste contraddizioni visive mi fanno, anch'esse, un certo effetto) che si scambiavano commenti nostalgici su Xrushev e lanciavano ogni sorta di sentenza e gastema contro i propri figli snaturati, di un altro paio di studenti e di una signora certamente non russa, vestita alla occidentale) - dicevo il nostro intrepido autista si lancia nella mischia, come tutti. un'auto nera pulita ed elegante si ferma improvvisamente, nel mezzo della nostra corsa verso Ulitsa Strojtelej (strada dei costruttori); al che, l'intrepido autista, purtroppo, è costretto ad una bruschissima frenata. beh. il pandemonio. la vecchia col polso fasciato gridava che s'era fatta male e minacciava una sua possibile dipartita dovuta alla frenata e al polso combinati (mah), la prole inizia un pò di frignaggio sedato IMMEDIATAMENTE dalla madre (sì, i bambini russi non piangono; disimparano; più di una volta, a bambini felicemente impegnati in attività ludiche nel misero parchetto qui sotto ho sentito dire di reprimere i loro infantili urletti di felicità prima che arrivassero alla fine di Ура (urrà, evviva)), gli altri quantomeno un pò si scompongono, io lancio una bestemmiettina piccina picciò, ed è finita lì... credevo io. fatto sta che l'indomito condottiero, anch'egli in ciabatte, balza fuori dall'autobus e... s'è incazzato. ma MADONNA se s'è incazzato. s'è incazzato proprio tanto... ma quanto s'è incazzato?? troppo, madò... prima che ciascuno, preso dai suoi doloretti senili o dal suo ritardo rispetto ad un impegno, se ne possa rendere conto, il nostro cavaliere senza paura un pò irascibile inizia a prendere a pugni l'elegante macchina nera, causa di tanto soffrire. dietro, sopra, in finale sul finestrino del conducente. il quale conducente esce dalla vettura e si rivela essere quello che è... ebbene sì... una DooooOOOOONNNAAAA. in questo paese, si deve tenere a mente, sopravvivono vecchie arcaiche anacronistiche ma pur sempre piacevoli (fino a un certo punto) forme di galanteria nei confronti del sesso femminile. anche nel suo impeto di ferocia, il nostro condottiero non poteva maaaai alzare le mani. si è così zittito qualche secondo per poi esclamare "se lei fosse stata un uomo, io l'ammazzavo di botte". tornato in sella al suo destriero motorizzato, il prode cavaliere si lancia in un autoelogio al nostro indirizzo. ho detto che è pazza, che c'erano dei bambini, delle signore anziane, malate, che potevamo farci tutti male... etc etc etc. tutto urlando, ovviamente. il suo breve comizio ha incontrato l'approvazione delle vecchie e l'indifferenza degli altri : in tutto ciò, siamo rimasti più di mezzora chiusi in un autobus fermo.

l'episodio si è concluso con un timido commento di una delle due comari, a bassa voce, una volta ripresa la corsa dell'automezzo: "certo che a volte la gente è un pò nervosa" ; "sì anche mio marito ce l'aveva, poverino... credo si chiami... неврология" (neurosi? esaurimento? non so); "eh sì, quella è la pressione..." "beh certo, quando si alza la pressione poi... è sempre così".

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