mercoledì, agosto 06, 2008

ho appena iniziato a leggere il libro di Terzani dal titolo "Buonanotte, Signor Lenin".
nelle pagine iniziali lui parla del perchè è finito su quella nave in spedizione sul fiume Amur dove alle 13:42 di un giorno d'estate del 91 ha sentito alla radio che l'Unione Sovietica era appena crollata.
parla del fatto che, in parole povere, poteva benissimo non andarci, alla spedizione, che non c'era in realtà un cazzo di bisogno, però... scrive qualcosa del tipo "provavo l'ebbrezza che solo i drogati di partenze conoscono, la sensazione di libertà che ti prende in posti dove non conosci nessuno" e dove devi cavartela da te, e per forza.
ho pensato che ho la stessa sindrome e che vorrei proprio parlarci, col povero Terzani ormai defunto, della nostra tossicodipendenza da partenze... da questo sentire, appena ti lasci indietro il paesaggio a cui i tuoi occhi si erano un pò abituati, una strana leggerezza, una strana, sana tensione.
sono le 23 del 7 agosto. non sto praticamente vivendo questa estate. sono in stand-by. c'ho il mignolino rotto, quindi stand-by anche fisico. e poi... mi sento così cinica. mah.
passerà.
forse anche la dipendenza dalle partenze passerà. mi dispiacerà molto.

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