oggi - 4. decisamente io NON so cos'è il freddo. cioè, non lo sapevo. fa un freddo cane. un freddo che ti mette le ali ai piedi e che ti fa pensare sul serio che magari il gelo rassoderà la tue gambe prossime alla cancrena. c'è poca neve e molto fumo nell'aria. davvero, sembra aumentato. a volte respiri proprio scarico delle macchine anche se non sei affatto in mezzo alla strada. credo che il livello sia rimasto lo stesso, solo le nuvole si sono compattate per non lasciar passare il sole e quindi il fumo anzi i fumi della città non hanno più molto sfogo verso l'alto e quindi restano a gravare sulla città e sui suoi abitanti stabili e temporanei. a essere sinceri stamattina verso le 11 un raggino di sole si è affacciato. penso che l'umore di tutti i 20 milioni di esseri umani che in quel momento, come quasi tutte le mattine, si trovavano a mosca si sia sollevato in modo eccelso. per ritornare ai suoi livelli standard dopo poco, quando le nuvole hanno di nuovo avuto la meglio. sempre a lamentarsi, sti russi, non se ne può più. poi se uno osa storcere un sopracciglio pensando, senza neanche parlarne, alla Russia, ecco che succede il finimondo.
fa ridere come la gente ci guardi quando parliamo italiano in giro, con giulia. proprio si voltano come se sentissero chissà quale pifferaio magico che suona una musica ammaliante.. gli occhi rapiti, un sorriso che vedi non così spesso sulle facce della gente, e poi si scambiano due parole nel loro solito sottovocismo chiedendo l'uno all'altro "di dove saranno?".
a proposito del silenzio dei russi. a volte fa quasi paura. quando siamo andate a kubinka, mentre aspettavamo l'altro trenino, in una di queste stazioncine sperdutelle del Podmoskovje... 5 italiane e intorno un centinaio di russi era come se fosse 5 italiane e basta. su un binarietto proprio insignificante, stretto stretto. mi sono venuti in mente i binari più chiassosi dove sono stata... che so... il 1 a bologna alle 11 di mattina o uno a milano alle 11 di sera o roma... un bordello... la gente parla parla e fuma fuma perchè non sa che fare... ciancia, tipo, come si dice. qui... parlano, sì, ma sottovoce. ma non di quel sottovoce che insieme agli altri sottovoce diventa un sottofondo.
i loro sottovoce sembrano... trasparenti. tutti insieme, uniti, formano.. una bolla d'aria.
quando abbiamo visto un poliziotto fermare tre dall'aspetto caucasico con aria poliziottesca russa (indisponente, cattiva, aggressiva) e strappar loro di mano i passaporti e condurli spingendoli verso il loro punto "milizia" abbiamo taciuto anche noi, per il timore che fermasse anche noi, in quanto straniere (improbabile, dato che qua gli italiani sono considerati mooolto meno stranieri dei caucasici e soprattutto ci voglio mooooooooooooooooooolto più bene).
a quel punto la bolla ha rapito anche noi che galleggiavamo in essa assieme ai russi, preda anche noi di un attacco di sottovocismo. che storia. sì... loro quando aspetto o leggono o parlano, producendo all'incirca lo stesso minimo quantitativo di inquinamento acustico.
insomma freddo. invece quel giorno di kubinka, che era tempo fa, faceva un caldo... da paura.
mi chiedo, se siamo solo a - 4 o - 5, cosa sarà - 20, ma sul serio. mah. cercherò.
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