martedì, dicembre 11, 2007

la verità fa male

“La figura del nomade, che più di ogni altra è indicata ancora oggi, in alcuni settori della sociologia e della letteratura, come la figura emblematica e affascinante dell’abitante metropolitano, rappresenta invece l’impotenza della libertà che si crede di raggiungere nella fuga. Non solo il nomade ha perso la sua supposta carica eversiva perché ormai non c’è più alcun luogo da abbandonare, ma pur riuscendo ad attraversare i confini non li abbatte mai. Non sfugge alle reti di controllo locale, non intacca alcun sistema di potere, non distrugge alcun legame, non si sottrae allo stato. La sua libertà è più apparente che reale proprio perché non libera mai territori. Il suo andare nevrotico non è altro che un differimento continuo del conflitto.”

massimo ilardi, "Il Tramonto dei Non Luoghi"

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